... Nelle molte giornate del cammino da effettuare, ve ne saranno di radiose e di necessariamente in ombra ed è principalmente in queste che il pubblico dovrà farse maggiormente sentire vicino agli atleti. Il campionato non si arresta né alla terza, né alla quarta domenica [...] quindi: avere fermamente fiducia! La vittoria, ne siamo certi, bacerà ripetutamente il nostro vessillo... Luigi Ridolfi
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giovedì 18 ottobre 2012

i ragazzi della terza C..

Non ci si perde mai per davvero..
E' così che grazie ai cosidetti social network si intreccino nuovamente amicizie legate ai banchi di scuola.. e nel mio caso non si parla certo di pennaecalamaio ma i suoi bei vent'anni nel mezzo ci stanno tutti.. Firenze è piccola e questo lo capisci quando lo sguardo comincia ad uscir dalle colline.. i rinterzi che la vita ti offre mantengono sempre vivi certi ricordi e alla fine i ragazzi della 3C han solo diradato le cazzate quotidiane a pochi appuntamenti, sporadici, difficili da determinare ma comunque sempre ricercati..
Mercoledì scorso abbiam deciso di fare una mini rimpatriata... inutile tentar di riunire tutta la classe... il rapporto era perdente già allora... rappresentavamo, noi maschi, un terzo della popolazione anche nel miglior anno di presenze del cosidetto sesso forte... riunire 28 persone sarebbe stata un'impresa, riunirne 7 molto meno.. eravamo 6 perchè il Mighe dopo una breve esperienza nuiorchese è emigrato nuovamente verso il vecchio continente in quei di Montpellier...
Arrivo al messicano di Porta al Prato che i tacos sono solo un ricordo e i piatti lamentano l'attenzione dei 5 compagni di scuola... completo il tavolo da sei e comincio a riallacciare antichi abbracci che sanno tuttora di scuola, zaini e libri scolastici... Il Delse è un professore di Francese, Il Ghela vende Parquet e fa il deejay per puro divertimento, il Palme l'assicuratore, il Donna l'autista del comune e il Merca lavora presso un Corriere... tutto sommato abbiam tutti dato ragione ai nostri professori.. non ce n'è uno che lavora in Agenzia di Viaggi... Solo Sergio ha lambito l'area linguistica finendo sulla sponda opposta a quella dove abbiam passato i nostri 5 anni del Marco Polo.
Siamo una buona fotografia della società attuale... nessuno è totalmente contento di quel che fa.. tre di noi son sposati, il Merca convive e solo due han prole a carico... La crisi tocca i nostri argomenti con la stessa importanza della nuova Fiorentina di Montella... siam cresciuti a stadio e musica e i Goccia se li cerchi bene vivono ancora dentro i fabfour che son cresciuti all'ombra dell'Itt..
I ricordi son come le ciliege.. uno tira l'altro ed è così che ognuno ripesca nella propria memoria episodi che qualcun'altro aveva cancellato... le risate son genuine e mano a mano che la serata scorre i ruoli del gruppetto di allora si ripropongono anche oggi che i quaranta si avvicinano a grandi passi... per un attimo sembra di esser tornati a quei quindici minuti di ricreazione che ci vedevano respirare all'aria aperta come carcerati tra un'ora di inglese e una di tecnica turistica... a tratti l'argomento è unico, in altri momenti il gruppetto si separa in accoppiate o conversazioni a tre teste..
Nei nostri racconti si fa largo piano piano anche il ricordo del Ponze.. il suo non esserci più è la parte scura della luna... una faccia della medaglia che ragazzi di quell'età non avrebbero mai pensato di dover affrontare... sono passati anni oramai ed è comunque difficile parlarne con serenità... qualcuno si domanda cosa si sarebbe potuto fare, se realmente avremmo potuto evitare quel che invece è successo..
un pò di silenzio copre per alcuni minuti questi nostri ricordi, ma il locale aiuta a non farsi trascinare troppo..  Si avvicina la fine della serata quando la voce del Donna spezza il continuo brusio degli altri tavoli:"Oh ragazzi.. guardahe che fihe..!".. con una ripresa dall'alto avremmo potuto ammirare il sincrono di cinque teste che si voltavano seguendo lo sguardo incantato del Donna.. oramai il ritorno al passato era fatto.. il gruppo ha fatto il resto.. la legge del branco si impossessa dei 6 tecnici per il turismo e la maturità raggiunta a fatica si perde con il classico richiamo del maschio dominante seguito con estrema attenzione dagli altri membri...
Il darsi di gomito sembra di regola.. in effetti le tre fanciulle che han fatto il loro ingresso nel locale "paian sintetiche" come le ha battezzate il Ghela... di quelle che quando si alzano la mattina già son truccate e cmq si imbellettano nonsisacosalostesso, a confronto una ragazzina magari anche a garbo preparata per la soirée dell'anno pare la ficaccia di turno che sbadiglia di prima mattina dopo una sbronza epocale...
Il terzetto alla occhidigatto ci sfila alle nostre spalle e noi ovviamente le seguiamo senza staccar lo sguardo da quel ben d'Iddio così ben disegnato.. l'occhio si stacca solo ed esclusivamente per cercar approvazione negli altri sguardi altrettanto abbacinati, ma è un'andata e ritorno impercettibile... il Donna capotavola domina la visuale e alimenta con la giusta enfasi i commenti in modalità sottovoce, che Fabrizino dal centro curva al confronto era timido... Riusciamo a riprender coscienza della location e possesso delle nostre facoltà nonostante lo stazionamento prolungato del triodellemeraviglie quando sempre il Donna richiama stavolta l'attenzione di tutto il locale con un prolungato e incredibilmente acuto:"il misteeeerr... ragazziiii, il misteeeeerrrrrr".... l'effetto branco si autoalimenta e raggiunge livelli da studio statistico, in un nanosecondo le tre dame erano sparite dalla nostra visuale, dal messicano, anzi da Porta al Prato... la loro riconosciuta bellezza di ben altro livello è stata cancellata da colui che sta mirabilmente guidando la nostra squadra... Nel suo metro e settantadue risplende di luce propria... in una botta sola femminaecalcio, cosa chiedere di più, chiosa il buon Donna, io guardo l'areoplanino e mi chiedo come possa aver giocato in Serie A e segnato valanghe di goal questo esserino qua che forse a malapena mi arriverà alle spalle e adesso si contorna di cotanta bellezza femminile, il Donna perde completamente il senno.. è l'unico in tutto il locale che batte le mani continuando a richiamare l'attenzione dell'allenatore viola.. noi cinque spostiamo definitivamente l'attenzione su Giacomino... l'imbarazzo iniziale per l'exploit del nostro vecchio compagno fa largo a grasse risate per questa sua naturale capacità di attirare l'attenzione.. Il mister ovviamente saluta l'ultrà che riesce a malapena a rimanere seduto per la troppa foga agonistica e palesemente confuso da tanto maldestro amore fa un cenno alle tre sintetiche e si avvia verso l'uscita.. la calma riprende lo spazio del pre teatrino e il Merca, con l'occhino abbottonato, esordisce con un:"Oh.. mister, mister.. ma mister chi?".. eppure la birra messicana non mi par così pesa...
La serata finisce con una buona mezz'ora radunati intorno alla vespa del Ghela ricordando il matrimonio polacco del Donna.. la promessa è quella di ritrovarsi di qui a poco.. so già che questo poco tendenzialmente porterà con se qualche mese, ma mentre mi dirigo alla 307 ripenso alla serata e sorrido felice.. riusciamo ad esser sempre le solite fave a distanza di vent'anni..

lunedì 15 ottobre 2012

Eppure è la mi sorella..

Sabato sera..
Porta SanFrediano è a due passi.. difende, alta com'è, quel che resta del vero quartiere popolare fiorentino..
Via Pisana è un brulicar di teste.. sono frenetici gli ultimi attimi che precedono l'apertura..
è il periodo del cosidetto cazzomimetto si passa dalla pioggia al sole come dal caldo al freddo in un batter d'occhio.. stasera si sta bene.. pare fine estate anche se siamo già a metà ottobre.. l'orario è perfetto per un aperitivo..
La Lau che sistema i tavoli al Sanfrediavino.. capita che Emanuele la chiami per i we quando è in difficoltà e lei non si tira certo indietro.. lavoratrice indefessa.. Si avvicina un gruppetto di ragazzi..
GdR:"Ciao, possiamo? (indicando i tavoli all'esterno del locale)"
Lau:"... dipende.. (guardandoli di traverso).. è praticamente tutto prenotato.."
GdR:"..no, no.. ma noi non vogliamo cenare, solo per un aperitivo.. fate pure gli aperitivi qui?"
Lau:".. si e no, dipende da cosa cercate.. e comunque alle otto e mezzo vi butto fuori, eh.."
I ragazzi prendono i posti e la Lau la comanda..
5 minuti dopo ecco gli aperitivi..
Lau:"(notando strane occhiate dei passanti verso il gruppetto dei ragazzi).. allora, ecco i vostri calici.. (qualcuno alle spalle della Lau scatta qualche foto).. Siamo famosi eh?.. esclama la Lau sorridendo ai cinque al tavolo... cosa siete un gruppo musicale? siete in tournée?"
GdR:".. non proprio.. niente musica.."
Lau:".. ma non mi sembrate fiorentini.. di dove siete?"
il ragazzo biondo con la barba a sx:"io sono di Roma.."
il ragazzo al centro, il Johnny Deep denoantri:"io sono argentino"
il barbuto che sembra un prete sulla sx:" io sono di Brescia, ma vengo da Torino"..
La Lau sorride e parla sopra gli altri due:"... siete un gruppetto ben mixato..".. "già!".. le risponde J.Deep e le chiede:"dov'è che possiamo mangiare del sushi?"..
Lau:"..beh, dipende da quanto volete spendere.. qua in fondo c'è un giapponese che con vent'euro vi fa mangiare di tutto ma non è un granchè.. altrimenti..".. quando la interrompe Johnny spiegandole che a loro basta mangiare bene, non si pone proprio il problema della pecunia.. la Lau elenca una serie di localini a garbo, saluta i ragazzi, e rientra nel locale dando le spalle agli strani avventori..
Subito dietro di lei a distanza di pochi minuti entra un amico del titolare esclamando:".. Stasera si fa il pienone eh Ema.."...".. pienone? perché?".. risponde il titolare e di rimando l'amico, mentre fuori i flash illuminano a giorno la tarda ora e oramai è calca al tavolo del gruppetto ben mixato di amici:
"c'avete mezza nazionale italiana di calcio la fuori.."

martedì 7 febbraio 2012

schiaffi dal cielo...

tu:"ci vieni con me a vedere il concerto dei Radiohead in Piazza Santa Croce?"..
io:"i Radio chi?".. risposi quasi imbarazzato perchè il ruolo ancora non mi faceva scindere l'amicizia dal rapporto di lavoro e non capivo che ti stavi avvicinando come amico..
Finì con noi due sui gradoni montati in piazza Santa Croce dopo una bella birra allo William.. mi facesti conoscere la loro musica che però apprezzai solo più tardi.. piano piano.. 
Finì che quell'estate lì andammo in ferie insieme, io, tu e altri due a formare il gruppo più eterogeneo che si potesse immaginare.. di nuovo assaporai il gusto che si porta dietro la parola amicizia.. spesso relegata agli anni della scuola e quindi archiviata erroneamente per i miei 25 anni.. troppi per avere nuovi amici.. nuove teste da conoscere e da mettere negli angoli giusti del cuore destinati a coloro che non saranno mai solo conoscenti e neppure solamente colleghi.. 
Quell'estate lì la rammento tutt'ora come la più bella della mia vita e a ripensarci mi viene un pò da piangerci su.. le isole Eolie.. mi son rimaste così nel cuore che ci son ritornato altre tre volte... 
Finì che per starti dietro presi la più bella sbronza della mia vita... io che la birra l'amavo ma non certo come te... e soprattutto mica la reggevo come te... sarà però che adesso ne pago le conseguenze... tutto torna vedi?...
Finì che abbiam passato qualche anno a non poterci più perdere di vista... abbiamo annodato la nostra vita insieme a quella professionale e quando quest'ultima ci divideva non ci perdevamo certo in chiacchiere... mille cene... mille aperitivi.... mille domeniche ad accompagnarci nel percorso che sembrava perfetto...
Finì che andammo fino a Reggio Emilia per ascoltare il Liga... che nessuno dei due, anzi dei quattro: Rosse e Fede comprese, amava così tanto da dover macinare km e ore di coda... ma era il giusto modo per condividere e stringere ancora di più le viti a quell'amicizia nata con la musica tra gli scaffali di un ipermercato...
Finì che le nostre coppie parevano legate a doppio filo... e che prendere l'acqua in ferrovia per la nostra Fiorentina non era poi così male nonostante la Fede e la Rosse non capissero un cazzo di calcio....
Finì che era normale sentirsi dire l'un l'altro:" che si fa?"... e in quello ci stava tutto il tempo da dover impegnare oltre i confini della nostra amata e maledetta cooperativa...
Finì che avevo bisogno dei tuoi consigli... delle tue parole da amico per risolvere determinati dubbi per i quali sembrava tu avessi sempre la chiave di volta in tasca pronta per me...
Finì che ci siam fatti entrare nella vita a vicenda... 
Finì con delle cene con Ale e Francesco che ancora ricordo.... 
Finì con quel barbeque a ferragosto che adesso pare roba d'altri tempi....
Finì che le strade si dividono e la Fede ne prese un'altra che non fosse la tua... ed io ti ho visto piangere... disperarti per l'amore che ancora provavi.... un uomo come te, permaloso e scontroso che Scrooge a confronto era un cherichetto... ricordo gli abbracci e le infinite chiacchierate...
Finì che la vita fa incrociare e fa scrociare le persone come neanche un buon capostazione sa fare... e maledetto il carettere ci siam voluti perdere di vista.... 
Si danno per scontate certe cose finchè poi non ti vengono a mancare... frase fatta ma frase vera... 
la vita non ti da l'occasione per caso... sei te che non la sfrutti o non la vuoi sfruttare e quando ce l'hai vivi il tutto come se fosse parte normale del percorso... si sbaglia sempre nel dare il giusto valore... 
Ti ho rivisto di profilo pochi giorni fa e non ho avuto l'abbrivio giusto, lo stesso coraggio che aveva dato il via alla nostra amicizia per rifarmi sotto nuovamente.... tu magari hai fatto lo stesso e dentro di me ho pensato che pian piano cmq le strade si sarebbero naturalmente riunite... 
Non c'è stato dato il tempo necessario, avrei detto...
Non ce lo siam presi quando dovevamo dico adesso... 
Avrei dovuto attaccare quell'orgoglio bastardo che frena i più deboli nonostante un pezzo di vita passato a condividere musica, birra, ferie e parole pesanti che sapevano esclusivamente di affetto...
Stamani è finito tutto... e ancora non riesco a capire se è vero... mi ci vuole un pò per fare mio questo tuo nuovo percorso.. oramai definitivo.... 
Di certo so solo che ho sbagliato a lasciare strada a un orgoglio che ne ha rovinati più lui che il petrolio e quando ti rendi conto che non hai la seconda chiamata fa ancora più male capire che si è perso per la via tutto sto tempo per un malinteso del cazzo... ho la sensazione di non averti capito nonostante tutta l'amicizia che ci ha legato e credimi questo è peggio di qualsiasi cosa adesso che non ci sei più...
Non riesco a darmi pace... non capisco perchè ci si metta a puntualizzare le virgolette e non si capisca al volo che è quel che c'è dentro che ha valore... siamo bravi a dirci che è sempre colpa della vita così frenetica, ma a me adesso sembra solo una grande scusa del cazzo che serve a sentirsi solo meno vigliacchi... 
Spero mille cose ma adesso non servono a niente... non avrei mai pensato di piangere per te e questo mi fa stare bene, pensa te... la nostra era una vera amicizia nonostante tutto.. nonostante gli anni passati ad ignorarci come due bambini... sapevo che c'eri... dentro di me mi bastava questo e la speranza inconscia di ritrovarsi un giorno non è mai venuta meno... adesso però mi tocca fermarmi, mettere un punto e ricordarti perchè non posso fare altro, non mi è dato altro da poter fare... la vita e il nostro carattere non ce l'han permesso... coglioni... 
Ciao Walter... 

giovedì 24 febbraio 2011

pomeriggio di categoria..

Mi son alzato all'alba delle undici.. ho dedicato alla colazione il tempo che mi piacerebbe potermi godere ogni giorno e ho fatto mezzogiorno sorseggiando la tazza di latte caldo..
La decisione di non andare per niente laddove trascorro la gran parte del mio tempo da quasi quattordici anni si è rivelata azzeccatissima.. ne avevo bisogno.. ogni tanto devo sapermi viziare.. recuperare quelle quote normali che mi stanno tanto a cuore e che mi riportano i battiti cardiaci al ritmo giusto di chi sa godersi la vita.. il resto è solo stress..
C'è una notizia che mi ha rapito l'attenzione in questa giornata senza connessioni col mondo medio nel quale mi muovo: la Fiorentina apre il Franchi per l'amichevole settimanale con gli Allievi Nazionali.. ritorno indietro ai tempi che mi videro adolescente quando far forca per andare agli allenamenti dava quel brivido giusto a chi di viola avrebbe voluto anche le pareti di camera.. Guardo il buon vecchio Nannelli e la proposta è immediata:"alle tre al Franchi?".. Sulle prime tentenna, simulando impegni imprevisti e improbabili, poi nel giro di trenta secondi cede tentato solamente dal Viareggio che avrebbe perso su RaiSat..
Ci ritroviamo così per la via che mancano una quarantina di minuti all'inizio di questo strano match infrasettimanale.. non ho pranzato, sarebbe stato troppo poco il tempo intercorso tra l'ultimo pan di stelle e gli spaghetti.. ma la fame comincia a riempirmi la bocca della famosa acquolina a dismisura.. il tragitto è quello abituale.. la 307 va da sola che Kitt e Michael ci fanno una sega, ci ritroviamo a passare di fronte al locale di quel ragazzo che giocava bene ma che si è voluto un gran male.. quel viola misto a blucerchiato che tanto c'aveva fatto pensar bene ma che poi è svanito nel nulla come era arrivato.. Parcheggio e mi infilo in questo nuovo localino che alla prima occhiata predispone già bene per quel che poi azzannerò affamato come un lupo.. E' proprio Flachi a servirmi, farmi il conto e a parlarmi con la normalità che dieci anni fa mi sarei forse sognato.. cambiano i tempi e gli eroi della nostra adolescenza si avvicinano alla nostra terra ferma a passi da gigante..
Il mix prosciutto arrosto, zucchine e brie non è per niente male.. lo addento mentre varco i tornelli spalancati del Franchi.. E' inutile, in maratona è tutta un'altra partita.. si becca pure il fuorigioco prima del badarighe.. Cerci riesce a sbagliare l'impossibile e gli applausi per il goal sanno tanto di pura presa per il culo che solo a Firenze sappiamo elargire in quantità industriali senza rispetto alcuno.. ma non mi fa certo pena, il romano..
Il vento freddo ogni tanto muore dietro i gradoni della fiesole ed è in quei momenti che il sole prepotente sembra riscaldarci quasi come in pieno agosto.. se ci si ferma un attimo in silenzio, tra un tocco del pallone, un urlo del portiere.. se si riesce a annullare anche quei tre che sotto la torre si ostinano a fare i Corvino de noantri.. se si è bravi a sufficienza, si comincia ad annusare anche un pò di primavera..

mercoledì 22 dicembre 2010

save the mazda..

Arranco.. spesso cedo il passo ai pensieri più pesanti e li faccio entrare come se fosse casa loro.. sento che si accomodano bene, anzi spesso sgomitano per farsi largo ma si tratta di una finta fatica.. apro le porte e via.. il periodo del natale da che lavoro in quest'ambientino pseudo aggregante lo baratterei volentieri con una spinta per le scale o anche un colpo di sonno in autostrada mentre sfioro i 150km orari..
Ecco allora che il torpore mentale nel quale affondi la normale attenzione, la normale attività di essere umano medio riesce cmq a carpire determinate notizie, non tutte.. generalmente quelle che stanno alle tredici ore passate la dentro come la Fiorentina di quest'anno alla Champions League.. per puro istinto di protezione riesci a ricevere solo notizie che ti permettono di rimettere in moto ricordi, memorie, sensazioni, sentimenti e quant'altro tu riesca a incasellare nella colonna "positivo", pur che non si avvicini minimamente alla aberrante e triste vita che sei costretto a lasciar correre per far felici questi impavidi piloti di carrelli della spesa prenatalizia..
Ecco che nel giorno del nuovo sponsor per la mia Fiorentina, mentre addento la solita pastina con la solita lentezza prevista dal mio personalissimo standard mattutino, fermo lo sguardo sulla prima di Stadio: Ciao Vecio.. e scorro la foto sottostante.. Enzo Bearzot, Sandro Pertini, Causio e Zoff che giocano a scopone con la Coppa del Mondo in primo piano..
Immediato è stato veder scorrere il fotogramma con me stesso in ciabatte mentre corro con la bandiera dell'Italia ben in alto tra le stradine del Campeggio Italia.. avevo 8 anni e certe zone per la mia tenera età erano obbligatoriamente off-limits.. vere e proprie zone rosse, specie la sera.. il bar ovviamente faceva bella compagnia alla pineta e al parcheggio.. immaginavo che là si radunassero al calar del sole veri e propri delinquenti e persone poco raccomandabili altrimenti non mi spiegavo questo divieto di transito e sosta che la mi mamma mi aveva imposto.. quella sera di luglio, pressato da non so quante altre centinaia di amici e campeggiatori correvo come un pazzo, pieno di gioia.. una gioia indotta dalla gioia di chi veramente aveva assaporato e gustato l'evento mondiale e la sua vittoria.. a me piaceva il calcio, il fatto che ogni giorno ci si ritrovasse in una piazzola differente per poter vedere le partite dell'Italia.. non ricordo assolutamente altro.. non ricordo dell'infortunio di Antonio, non ricordo niente di Paolo Rossi, di Tardelli e del suo urlo oramai famoso.. non ricordo neanche Pertini e Bearzot.. avrei imparato più tardi a conoscere ed apprezzare quell'Italia campione del mondo.. ricordo bene però la felicità di chi correva con me per le stradine del campeggio.. ricordo che arrivai persino al bar e con un gesto di ribellione inaudito per l'età ci rimasi anche per un bel pò.. raccontando poi al maresciallo che mi aspettava in piazzola il tragitto percorso per i festeggiamenti omisi volutamente la sosta al bar dei delinquenti.. venne fuori quindi che ero riuscito straordinariamente ad arrivare alla sala giochi senza passare dal bar.. un pò come entrare allo stadio senza passare dai tornelli..
Questo è il ricordo di Enzo Bearzot.. è un ricordo indotto.. niente mi rimanda alla persona, è lui che mi fa rivivere certe emozioni che poi non ho più ingenuamente riprovato.. era la nazionale del nostro Antonio, di Cabrini che sbagliò pure un rigore, di Conti, Causio, Tardelli e Marini.. era la nazionale di Zoff, Bergomi, Collovati, Gentile, Scirea, Oriali, Graziani, Rossi, Vierchowod e Dossena.. era la nazionale di Pertini, di Enzo Bearzot e la sua pipa.. altro che Lippi e compagnia cantante..

martedì 30 novembre 2010

bisogna emigrare..

..per sciopero si intende l'astensione collettiva dal lavoro di lavoratori dipendenti allo scopo di rivendicare diritti, per motivi salariali, per protesta o per solidarietà.." (Wikipedia)

..esco dall'iper ad un'ora poco consona per chi deve esser devoto a mamma coop.. da poco sono le sette e arrivo allo stretto in un batter d'occhio.. alla rotonda il solito dilemma: entro in piazza o giro per viale morgagni.. la seconda vince sempre, lo so da subito, già dal Farmaceutico Militare, ma mi garba pensare che ci sarà pure un giorno che entrare in piazza Dalmazia non sarà un'impresa.. riesco però ad arrivare solo al semaforo di via Santo Stefano in Pane.. i lampeggianti blu mi precedono lenti scortando un numero imprecisato di teste.. sono gli studenti universitari che stanno continuando, bontà loro, la lotta contro quella stupenda riforma che la dott.ssa Gelmini e il Governo di Sua Santità Silviuccio da Arcore ha messo in moto giusto giusto per affossare ancora di più qualsiasi possibilità di futuro a questa Italia oramai in discesa verso un baratro che non ha fondo.. quanto ci garberà lamentare la fuga dei cervelli..
Sdubbio un pochetto, ma solo perchè mi basterebbe fare due curvette sega per essere libero di cercare parcheggio però dentro di me spero tanto che serva a qualcosa anche starsene qualche metro in coda per rispettare la loro voglia di un futuro migliore..
Accendo la radio e l'ora non mi fa indugiare troppo.. Radioblu, il pentasport, come sottofondo.. magari ragionano un pò degli idioti che c'han lanciato le bombe carta su a torino.. invece sento un tizio che ragiona.. voce nuova.. non la collego a nessuno dei probabili commentatori o giornalisti che quotidianamente riempiono ore e ore di trasmissione.. sento che ragiona di sciopero.. di uno sciopero giusto.. per il futuro del cal... per il futuro del calcio.. ho capito bene.. sdubbio un altro pò, solo poco però.. imbocco via Carlo bini.. oggi è martedì.. quindi la devo parcheggiare solo.. vediamo dove.. allora, qui lavano con il braccio meccanico, quello ganzo quindi la posso lasciare ma distante dal marciapiede.. se giro di là però portano via le macchine mentre in via carlo pisacane ti fanno solo la multa.. ripenso a Oddo.. al lavoro che fa.. al futuro che gli si prospetta se non va in porto questo nuovo accordo tra Lega e Aic.. al significato che potrebbe darmi della parola Lavoro.. ai sacrifici che fa tutte le mattine per andare ai campini.. poi ripenso al semaforo che porta su Viale Morgagni.. a quelle teste scortate dalla polizia.. poi mi vengono in mente gli scioperi dei dipendenti dell'Electrolux, quelli della Eaton oppure i dipendenti della Sasch.. e parcheggio a lisca di pesce sulle strisce pedonali perchè è già il terzo giro che faccio.. mi sento confuso.. scendo di macchina e m'incammino verso casa.. a 36 anni ancora non capisco chi mi sta prendendo per il culo.. forse ci si merita davvero di ragionare per mesi e mesi di Noemi, D'Addario e Ruby rubacuori, ma forse aveva più ragione il Nuti.. o si sposta la chiesa o si vince aì totocalcio o si va a Machu Pichu.. mica mi toccherà andare in Perù per davvero?..

sabato 6 novembre 2010

non so..

..tanto è il tempo passato dalle ultime righe che mi son ritrovato a scrivere su questo blog che mai avrei pensato di poter accantonare con tutta questa facilità.. ho dato la colpa alla "penna dello scrittore" ma va da sè che era solo la via più breve per scaricare responsabilità che son solo mie.. non c'era pianificazione ne una decisione precisa e irremovibile se non esclusivamente una mancanza totale di voglia di scrivere e rendere pubblico quel che dovevo elaborare dentro me stesso..

L'estate appena passata mi ha visto protagonista attivo della mia vita come non lo sono probabilmente stato mai e proprio per questa mia inattività permanente mi son ritrovato a mettere in discussione tutto quel che fino a poco tempo fa risultava essere la mia condizione abitudinaria e consapevole di "trentacinquenne oramai inbinariato".. vivendo principalmente di equilibrio e servendomene per affrontare tutto quel che mi si para davanti, il passo non è stato né facile né indolore anche perchè nella realtà dei fatti ho cominciato a scaricare tutte le munizioni che avevo imbracciando un ipotetico kalashnikov puntato su qualsiasi obbiettivo.. in poche parole non avevo un target principale, definito e preciso bensì sentivo e tuttora sento il bisogno di dare una serie di romaiolate nel pentolone che mi contiene senza preventivare conseguenze ne rischi.. il risultato si vedrà.. tempi precisi entro i quali smetter di rivoluzionare il tutto non ne ho.. anche se non potrà durare un'eternità.. l'indecisione che da sempre regna dentro le mie partenze sembra aver lasciato il posto a dittatoriali prese di posizione che dovrò poi elaborare bene.. il perenne conflitto tra razionalità e istintività sembra quindi vivere la sua fase più acuta e fortunata visto che la titubanza e la fatica nel muovere un passo dopo l'altro non appare più come il leit-motiv unico della mia camminata.. e il timore di certe scelte sembra risolversi in un batter d'occhio.. tante decisioni son risultate improvvide, altre giuste.. tante possono essere indubbiamente ancora in divenire mentre tante altre possono anche non essere per sempre.. il motto adesso è non so, ma non mi preoccupa, nel senso che la ruota sta girando, il via gliel'ho dato io e si fermerà solo quando avrò sentito il click degli incastri giusti che mi faranno riassaporare quel beneamato equilibrio che avevo e che adesso mi manca..
In casa viola sembra che la situazione sia un pò la medesima.. grandi cambiamenti che al momento però sembrano non portare nessun risultato utile.. il serbo ancora non ha avuto modo di allenare la squadra al completo.. quest'ultima probabilmente non lo segue totalmente e i risultati sul campo sono quanto meno allarmanti.. abbiam avuto anche l'onore di restare inchiodati all'ultimo posto dopo trent'anni dall'ultima volta e già il match col Chievo di domenica sembra decisivo e non appare neanche alla nostra portata come succedeva gli scorsi campionati.. l'introduzione della tessera del tifoso ha portato grandi stravolgimenti anche all'interno della curva con divergenti posizioni che non fanno altro che dividere quel che per primo dovrebbe risultare il punto di forza, la molla, il cuore pulsante e passionale di una squadra di calcio.. non oso pensare cosa succederà quando la Tdt a gennaio sarà obbligatoria..
Pare evidente quindi che in tutto e per tutto io abbia seguito quasi per osmosi l'andamento della mia Fiorentina.. speriamo di non dover lottare per non retrocedere..

lunedì 7 giugno 2010

io che sarò Roberto Baggio..

E' sufficiente una cena.. un'occhiata.. tre parole messe in fila come suggerisce il cuore e un cofanetto di dvd che ti riporta indietro nel tempo.. quel tempo che non tornerà e che non ci sarà più.. perchè di Baggio non ne nasceranno altri.. il bello è sapere che c'è chi come me torna indietro senza paura o vergogna di aver gli occhi bagnati da lacrime vere.. piene di passione.. perchè è tanta, parecchia.. enorme la nostalgia di questa passione acerba, vera, irrazionale e per questo piena di belle sensazioni che pian piano purtroppo stan diventando sempre più un semplice ricordo.. tornare indietro nel tempo quando le domande che affollavano la testa a fine campionato erano semplicemente chissà se Roby rimarrà a Firenze?
e allora sembra impossibile perfino che quel cofanetto abbia un inizio e una fine.. preferisci lasciarti addormentare ripiegato sul divano cullato dalle sue parole.. da quel fenomeno che adesso, capelli grigi, se ne sta seduto su quella poltrona intento a raccontarti minuziosamente ogni sensazione, ogni passaggio, ogni brivido che da quel rettangolo verde ha condiviso con chi sugli spalti ti vedeva protagonista di riflesso di un periodo storicamente indimenticabile della tua passione.. poco importa se Avellino ci ricorda una coppa rubata.. non importa se di li a poche ore Firenze pareva Genova durante il G8 per una cessione forzata, violenta, inutile, insopportabile a quella odiata Juve che non sarà mai una squadra qualunque per i fiorentini.. è stata sufficiente quella sciarpa.. viola.. lanciata con tanto amore dalla tribuna.. per vederlo nuovamente nostro.. nuovamente viola.. e forse vista la caratura del campione è giusto anche averlo condiviso con l'Italia intera.. un campione trasversale.. amato da tutti.. senza distinzione di maglia.. un codino capace di far innamorare migliaia di teste, migliaia di cuori così distanti l'uno dall'altro.. grazie Roby..

sabato 22 maggio 2010

E.R. sto cazzo.. mica c'avrò saturno contro?

Il triage (termine francese che indica smistamento-cernita) è un sistema utilizzato per selezionare i soggetti coinvolti in infortuni, gravi o leggeri che siano, secondo classi di urgenza/emergenza crescenti, in base alla gravità delle lesioni riportate o del loro quadro clinico.

Entro al pronto soccorso che batte la mezza dopo le nove e già la sala brulica che è un piacere,non mio ovviamente..
Le conoscenze in questi casi aiutano e allarmo volentieri i miei agganci.. ma si sa quando tuona vuol piovere dice la mi nonna.. in realtà dice anche che l'acqua va al mare e che non esistono più le mezze stagioni ma non c'incastravano granchè nonostante mi fossero venute in mente rispettando questa stessa sequenza.. e l'aggancino giusto ovviamente era di festa.. maledetti i maledetti..
La registrazione al fantomatico sportello Triage è stata rapida come obliterare il biglietto dell'ataf.. è il resto che ha avuto tempi così lunghi che la prossima customer satisfaction parte le labbrate..
Dopo due ore di attesa, durante le quali mi sono imparato a memoria nell'ordine Leggo, Il Firenze, City e La Nazione, dopo svariate ambulanze che una per una rimandavano di botta in botta il mio primo ingresso nelle stanze ambite ho sentito dal corridoio un leggiadro:"manda pure dentro il Nannelli.. stanza 3..".. la mano destra stava somigliando sempre di più a un guantone da baseball e le nocche erano solo un ricordo.. il culo, o meglio, il coccige, come dicono quelli bravi, si lamentava più del biondino col dito alzato, ma l'attesa mi aveva oltremodo sfiancato e presa d'infilata la porta dei desideri credevo, illuso, di aver già risolto la mattinata..
Entro che la stanza 3 sembrava la saletta ristoro dell'iper nel bel mezzo di un cambio turno.. cinque minuti e si rimane in quattro: io, la mano da baseball, il coccige e il dottorino..: sudatino, barbetta incolta dei tre giorni, camice bianco e pantaloni a coste all'acqua in casa, calzino lungo adagiato su più strati verso il basso e scarpe da ginnastica no name.. un quarto d'ora di silenzio intervallato da un imbarazzata e inutile ricerca del fantomatico nulla per tutti i cassetti presenti nella 3 e poi la fuga verso il corridoio.. abbandonato al pronto soccorso.. altri due minuti e appare colei che mi avrebbe salvato, si posiziona giusto davanti a me esclamando:"ah, il Nannelli.. pensi, l'avevamo aperta e dimenticata questa.. se non fosse stato per l'infermiera lei era ancora di là..".. "che culo! ditemelo anche".. nuova registrazione con approfondimento dell'accaduto.. richiesta della radio per la mano..:"il culo non ha niente, lo sento, stia tranquillo.. può tornare di là e aspetti che la chiamiamo.."
Mesto, scoraggiato e ricurvo come un novantenne, me ne ritorno in sala d'attesa, torno con gli occhi sulle prime di ciascun quotidiano già conosciute.. riconto le ennesime ambulanze che sembrano darsi appuntamento ogni cinque minuti.. e l'orologio sulla parete sembra dipinto..
ore 13:00:"Sig. Nannelliiiii.. venga.."
l'attesa prolungata nella stessa posizione mi fa alzare con la lentezza adeguata al luogo.. rientro nuovamente dalla porta dei desideri e mi si fa innanzi la tipa che mi aveva poc'anzi urlato il nome ai quattro venti accompagnandomi verso ignote destinazioni con un rassicurante:"certo, che se mi sta là fuori noi come gliela facciamo la radio?".. io di rimando:"scusi, ma mi c'avete mandato voi là fuori...".. la radiografia dura quanto la prima registrazione.. poi invitato a tornare di là, mi sono fatto accompagnare per evitare di sbagliare quel di là con quello di prima.. ma l'aver azzeccato stanza e sedia non mi ha tolto altre due ore per sentirmi ridire:"stanza 3"..
il rientro nella mitica 3 dopo circa sei ore mi faceva sentire quasi di casa, quasi apprezzavo l'aria che si respirava la dentro.. la manona da baseball non aveva niente di rotto quindi:"via libera, andare e pedalare bello.. cinque giorni cmq non te li leva nessuno.. un bel pò d'Aulin, il gambo dell'ananas e quintali di fastum gel.. vedrai che settimana prossima sei come nuovo.."..
non ero in pericolo di vita, per carità però se ci fosse qualcuno che prega può anche smettere.. stanno arrivando tutte.. direi.. e intanto a Firenze par d'essere nel medioevo.. guelfi, ghibellini.. e non sembra che all'inizio nonostante sia finito tutto da poco più di una settimana..

giovedì 22 aprile 2010

17 ottobre 2010..

C'è voluto un bel pò ma alla fine l'ha avuta vinta la Diletta.. siamo arrivati a Capraia che erano poco più delle sette.. dormiva della grossa la piccina e la mamma era palesemente euforica per il break che l'erede aveva appena concesso..
Ci siamo raccontati un pò di quel che era successo da che l'Erika era diventata mamma e il rimanere a cena è parso la normale soluzione di un pomeriggio iniziato con una bella limonata calda..
L'aria che si respira in casa De Pin è una via di mezzo tra il gossip e il comune tran tran di ogni nucleo appena allargato da un affarino di poco più di tre kg che impegna la coppia De Pin-Ninci più di ogni altro pensiero.. la fortuna di Diletta sta proprio nell'amore che si respira a pieni polmoni.. non se ne può rimanere indifferenti.. se a questo ci si aggiunge l'aver come zio un certo capitano, io mollo tutto e mi faccio adottare..
Abbiam concluso la serata nonostante colichine e singhiozzi alternati a veri e propri svenimenti dal troppo sonno.. le pizze del sole hanno faticato non poco a farsi mangiare ma si sa che i più piccoli hanno la precedenza e Marco, accompagnato dalle sue doti canore, ha cercato inutilmente di addormentare la principessa dal rutto facile trangugiando pezzi di pizza a step senza peraltro finirla nei tempi canonici..
Ci siam salutati con un bicchierino di China Calda, immancabile in casa De Pin.. probabilmente l'ultima goccia di alcool che entrerà in bocca mia per i prossimi mesi..
Il pomeriggio di oggi invece mi ha visto scappare clamorosamente dalle pareti cooperative per almeno un paio d'ore dedicate al Franchi, le sedioline della maratona e alla sua amichevole di lusso.. il San Miniato Basso è parso in verità nettamente in difficoltà e non mi sembrava che i nostri approfittassero della clamorosa differenza tecnica.. mi sono sciroppato ben quattro autobus anda e rianda.. se non è amore questo..
Al mio rientro in iper la chiamata dell'avvocato mi ha tolto definitivamente dalla faccia quel sorrisino da ebete che il caldo del pomeriggio e la sensazione ormai antica del forcaiolo mi avevano praticamente disegnato indelebilmente..
Non riesco ancora a capire se c'è da festeggiare, se c'è da essere incazzati, da deprimersi o da esser razionalmente tranquilli.. mi dico spesso che in fondo non ho ammazzato nessuno, ma è una frasina inutile che suona stupida e perfettamente fuori luogo.. se lo avevo fatto non stavo scrivendo sul blog, non stavo facendo niente di niente.. e avevo altri pensieri per la testa.. ho sempre bisogno di vedere il lato negativo che ha la meglio su tutti gli aspetti positivi che una qualsiasi vicenda può portarsi dietro solo così mi dico sempre se va meglio godo di più, intanto però mi preparo alla labbrata.. inutile pensare alla punizione minima se è previsto anche un massimo.. mi metto avanti, così, se è come è andata non sorrido, ma neanche mi strappo i capelli..
i Sei mesi e venti giorni non sono pochi.. però se mi guardo un pò indietro posso guardare a testa alta il resto che mi manca davanti per arrivare a meta.. diciamo che l'avvio l'ho retto e anche bene.. adesso devo misurarmi sulla distanza.. senza sibutramina, ne altre pasticche dopanti in aiuto se non quell'Aerius, nemico di cipressi e ulivi, che potrebbe rivelarsi comodo alleato..

sabato 17 aprile 2010

il Girardengo..

Diobbuono, cosa fila adesso.
Ehi, dico, ma lo vedete?
Ma sì, ma sì, lasciamolo correre questo ragazzo, e date retta al sottoscritto che lo conosce da sempre. Se ha gli occhi un pochino lustri, è per via che il vecchio Alex quando fila così come il vento..

tredici km in trentacinque minuti.. Sesto-Vingone.. si fa di tutto.. si cerca la miglior soluzione, anche la più disparata.. la meno credibile, ma perchè non provare? allora è così che l'altra sera mi son ritrovato in sella alla mia vecchia due ruote dimenticata in fondo al garage di via Pisacane..
la partenza sparata ha da subito dimostrato la poca conoscenza dei propri limiti e già in Piazza Dalmazia stravedevo per la discesina che mi avrebbe portato in via Mariti.. abbraccio il semaforo in mezzo alla piazza quasi paonazzo per lo sprint improvviso e impreparato e mi tuffo verso il sottopasso della ex-Standa, filo via sul marciapiede dei gardinetti che costeggiano la ferrovia respirando a pieni polmoni un'aria diversa.. una nuova aria che mi riporta ai tempi del ragazzetto che fui, ardito con ancora migliaia di idee e progetti per il mio futuro nei quali credere..
mi lascio lo Strizzi sulla destra e volo in picchiata verso il semaforo che mi devierà verso piazza Puccini.. ancora non ci credo.. nessun crampo.. solo un respiro da controllare.. solo ed esclusivamente un affanno da gestire.. accettabile.. l'obbiettivo però è ancora lontano.. approfitto quindi del rosso, lo prolungo omettendo volutamente di richiedere l'attraversamento col pulsantino che mi resta alla sinistra proprio accanto all'altezza delle gambe..
il falso piano che mi avvicina faticosamente a Piazza Puccini non mi aiuta e la discesa che mi vede lanciato oltre il teatro mi facilita l'ingresso alle Cascine.. affronto arrogante il sottopasso della ferrovia e il dosso pedonale.. le Cascine e il loro verde incontrastato mi mettono bene.. mi mangio una timida ciclista che ostenta equilibrio e una strana lentezza.. la supero in realtà con grande fatica con una pedalata che mi vede piegato in avanti sul manubrio in una posa che avrebbe dovuto essere la più sportiva e elastica possibile.. tutt'altro.. la mezza rotonda del piazzale del Re mi introduce alla passerella dell'isolotto zigzagando tra i giostrai intenti nelle ultime operazioni prima di chiudere il paese delle meraviglie, indugio sui pedali per la ripida e breve salita della passerella.. decido per il no.. smonto, meglio.. molto meglio.. tocco terra e l'equilibrio mi sostiene ancora, ne sono quasi meravigliato.. passo l'Arno, l'imbrunire e Franco Battiato nelle orecchie sembrano il giusto contorno.. sarà il romanticismo, però l'Arno anche se non d'argento col buio sembra quasi pulito.. la fatica ancora è lontana.. sorrido e passo veloce Piazza dell'Isolotto diretto verso il viale Talenti.. mi lascio facilmente alle spalle la rotonda dell'imbocco della FI-PI-LI.. il viale Nenni oramai è mio.. passo rapido davanti al Mc-Donald's.. saluto la coop di Ponte a Greve e evito razionalmente la salita del ponte della Tramvia.. quello che fu l'incrocio dell'impiccato non l'avrei raccontato.. seguo il profilo della rotonda e affondo verso San Giusto.. imbocco contro senso una stradina buia e senza fari che mi apre davanti l'ultimo lungo tratto che da le Bagnese mi porta a casa.. passo la Greve e Scandicci mi apre il suo centro pochi metri più avanti.. oramai la pedalata è continua e costante.. avrò rotto il fiato?.. forse mi illudo, ma reggo lo sforzo e continuo dritto verso Piazza di Vingone.. rientro sulla destra e via Tiziano mi vede quasi sprintare con le ultime inimmaginabili forze.. sono le venti e quarantaquattro quando taglio un traguardo immaginario e immaginato.. non male.. suono il campanello che sono ancora in sella.. ho quasi paura a scendere.. e ne ho ben donde.. tocco l'asfalto che il legno si impossessa delle mie gambe.. accenno, solo nella mia testa, un passo che non farò mai nei successivi cinque minuti.. il sudore mi riempie la fronte e sento che non sto meglio là sotto il giubbino.. sto accusando l'arrivo, anzi, tutto il percorso in una botta sola.. l'orgoglio fa capolino e non ho la forza di respingerlo dentro.. mi passo la canna della mitica sopra la spalla destra e mi infilo per la tromba delle scale come se fosse un gesto abitudinario, la smorfia che mi riempie la faccia precede di pochi secondi un mugolio.. la costola che Paolino ha visto bene di incrinarmi per il due a due di sabato grida vendetta.. i due piani affrontati a muso duro non reggono il confronto con la fame che mi attanaglia lo stomaco, ma la visione della porta ha su di me un effetto devastante.. mi scrollo di dosso la bici e quasi mollo la presa dal manubrio.. entro in casa che non guido più neanche le gambe.. riesco a portare la due ruote fino in sala ma non riesco a spingerla in terrazza.. la guardo fiero di me stesso arrancando in un respiro che non ne vuole sapere di mantenere un ritmo degno di tal nome, al terzo tentativo prendo bene il cavalletto che da solo tocca terra sollevandomi dal peso della due ruote.. la borsa a tracolla sembra adesso impossibile da sostenere.. me la scrollo di dosso rischiando di rompermi il collo e mi lascio cadere sul divano col giubbino ancora zippato fino alla gola.. mi viene in mente la mi nonna quando mi diceva di stare attento e non correre troppo che sennò mi si ghiacciava il sudore addosso, sorrido a fatica ma lo faccio.. riuscirò ad alzarmi solo dopo dieci minuti di sguardi fissi sul soffitto e i muscoli delle gambe oramai diventati quercia antica.. mi salva la doccia.. mezz'ora di acqua che mi affoga, mi scioglie muscoli, nervi e tensione togliendomi tutto il sudore di dosso, compresa la voglia di riprovarci.. bell'avventura, ma non potrei mai affrontare tutto questo di prima mattina..

venerdì 2 aprile 2010

questa fase della mia vita la chiamerò correre..

Via dei Ciliegi è breve, stretta tra palazzi e la percorro dopo aver attraversato il giardinetto che si trova dopo la rotonda della scuola di addestramento dei cani.. quelli per i non vedenti..
E' l'ultimo spazio utile per non perdere la Tramvia.. da casa al giardino il passo è rapido, sostenuto ma non decisivo per l'obbiettivo.. mentre quel pezzetino lì che precede via dei Sassetti risulta ogni mattina di più determinante persino per l'arrivo a Zambra..
La visuale è chiusa dai palazzi e la Tramvia, se Iddio vuole, non la senti da lontano.. è veloce, sicura, comoda e soprattutto silenziosa.. solo una volta in via Sassetti riesco a vedere le rotaie che scorrevano parallele al mio passo fino a pochi secondi prima.. ma è proprio all'incrocio con via Sassetti che non mi posso permettere di avere l'andatura pre-Ciliegi.. se mi passa la Tramvia davanti gli occhi la distanza risulterebbe impossibile da coprire in tempo.. e allora devo ringraziare chi da tre mattine riesce ad entrarmi in visuale mentre percorro il tratto Giardinetto-Ciliegi e mi fa da lepre lanciandomi la corsa per la Tramvia che arriva e che non riesco a vedere..
Così ormai da tre mattine riesco a sprintare per tempo e rincorrere l'anonima lepre che parte precisa davanti ai miei occhi giusto all'incrocio di via Sassetti...
Ieri mattina non è stata proprio da spot già a partire dalla sveglia.. il mi alzo tra cinque minuti si è rivelato drammaticamente decisivo.. le cinque e mezzo son diventate all'istante le 6e22.. la lepre di via dei Ciliegi puntuale e decisa mi ha lanciato la corsa della disperazione verso l'ultima Tramvia utile per un arrivo degno di tal nome alla destinazione finale.. a Santa Maria Novella la crisi.. la biglietteria automatica mi ha presentato per la prima volta un trenino per Zambra da cambiare a Rifredi.. panico.. la ricerca sul pannellone luminoso mi ha destabilizzato ulteriormente.. il binario 3 per Empoli sembrava quello giusto e il capo treno che mi faceva cenno di crederci mulinando le mani in alto come fanno sulla pista di peretola all'arrivo degli aerei mi faceva aumentare la corsa spingendomi oltre i miei limiti.. i cento metri lanciati mi vedevano unico a rincorrere urlando che non avevo convalidato il biglietto.. i cenni quasi entusiatici del capo treno mi han tratto d'inganno e l'arrivo a perdifiato si è risolto con un semplice e amaro Ma ferma a Zambra?.. quattro parole quattro uscite con enorme fatica dimostrando grande difficoltà polmonare per la sgropponata improvvida.. l'artista da aereoporto mi guarda di sotto in su col mio biglietto appena vidimato e mi esclama: No, va a Empoli..
Credo che gli occhi abbian guardato il cielo rigirandosi un paio di volte e il mio disappunto si è ovviamente manifestato in perfetto Ceccherini-style-isola dei famosi.. ripreso il biglietto, diventato inutile, l'ho strappato e rifiatando mi son indirizzato verso la pensilina degli autobus fiero dell'Ataf con estremo odio per i cugini delle Ferrovie.. stamani niente treno, prendo ì cinquantasette.. anche se percorre un itinerario da galera per fare forse otto km in mezz'ora..

lunedì 29 marzo 2010

va bene.. però ci vuole l'I-pod..

E' un pò come ripetere l'anno.. o meglio ritornare sui propri passi dopo anni e anni di abbandono.. anzi..ancora meglio.. è come tornare in città alla fine delle indimenticabili estati che iniziavano a metà giugno e finivano a metà settembre.. son passati tre mesi ma sembra un'eternità.. e lo sguardo colpisce particolari che prima erano confusi con l'arredamento.. anche i lavori stradali sembrano finiti.. sembrano ovviamente..
Peccato però che riprendere l'autobus dopo vent'anni non è stata proprio una mia scelta.. piuttosto un consiglio da dover rispettare di un poliziotto che faceva si il proprio dovere ma che è entrato diritto come un fuso nella lista dei cattivi insieme a Mascara per il goal di sabato sera, all'ebete di Nicola Berti per esser venuto in Fiesole mentre firmava per l'Inter, a Vittorio Cecchi Gori che c'ha fatto fallire, alla professoressa di Scienze delle medie che non le andavano mai bene i famosissimi schemi, a quella d'Italiano dell'ITT che mi dette tre, al tenente comandante di compagnia della scuola trasmissioni della Cecchignola per quella riga bianca troppo vicina al bordo del mio primo cubo che mi costò una libera uscita, per non parlare di marco rossi e la ghenga che mise in mora la società di Cecchi Gori..
Si passa tutto, tutto si risolve.. questa strana avventura che mi punisce oltremodo ha ancora da iniziare veramente.. diciamo piuttosto che aumenta d'intensità gradualmente.. piano piano.. e oggi son tornato forzatamente pischello con la corsettina di fine giornata a traversare il parcheggio dell'iper e il 57 che mi sfrecciava davanti per probabilmente una manciata di secondi.. il tempo morto della fermata non lo ricordavo più.. di panchine neanche l'ombra.. fermo in piedi tra un distributore e la doppia carreggiata che lo divide dall'iper.. la primavera aiuta l'esperimento.. il sole va giù più tardi da ieri e sembra ancora giorno quando venti minuti dopo rimetto piede su un mezzo Ataf..
Per un pò mi sembra quasi entusiasmante.. poi dopo le prime tre curve comincio a indovinare un percorso che pareva quello del mi babbo per arrivare al Franchi ieri pomeriggio.. praticamente Firenze-Pisa passando da Genova.. mezz'ora più tardi mi ritrovo ad attraversare la Stazione di Santa Maria Novella come facevo la mattina presto il primo anno delle superiori.. la tramvia è laggiù in fondo alle scale che sembra aspettarmi.. cinque minuti e già passo davanti alla Leopolda.. il nuovo ponte mi ricorda il lungarno maledetto del Pignone, gli tengo le spalle e sorrido compiaciuto mentre vedo passarmi davanti il parcheggino pre-humanitas sul viale Talenti dove per l'ultima volta venerdì notte ho tenuto accesa la 307.. la T1 si mangia il viale Nenni, saluto la coop di Ponte a Greve e l'arrivo alla Russel-Newton mi vede scendere che son passati cinquantaquattro minuti esatti da che son uscito da sotto la torre dell'Iper con il biglietto dell'Ataf appena comprato..
Non male.. adesso tocca alla partenza mattutina.. in attesa che domani pomeriggio conosca colui che andrà a dar battaglia per difendere la mia dignità e ridarmi quella foto con quel sorriso da ebete e quel ciuffino sulla destra che occupano la prima della mia patente..

sabato 27 marzo 2010

documenti prego..

Ripenso ai 76 euro spesi per i cinque kg di bistecca alla fiorentina che ci siam letteralmente divorati stasera, sorrido, penso che effettivamente 36 euro per il servizio siano tantini, passo l'arno sul ponte alla vittoria e giro comodo a destra, ma ne valeva la pena, Samu, Alessio, Gabriele e Marco son stati davvero un'ottima compagnia oltrechè un'ottima forchetta, faccio altri cento metri e vedo i lampeggianti.. la paletta e finiscono lì i festeggiamenti per i quaranta di Samuele..
Mi ero alzato che già il sole era altino, stasera si farà tardi all'Osteria dé Benci, quella che ha dato il nome alla via ovvio.. via numero 51.. il pomeriggio vola via liscio e i preparativi per la cena mi portano a cercar parcheggio in zona Santa Croce che son da poco passate le nove.. mi meraviglio di me stesso, son quasi puntuale.. infatti di parcheggi liberi neanche a pensarci.. finisco in piazza Beccaria e sotterro l'auto sotto la porta.. me la caverò con cinque euro e una passeggiatina a tagliar Piazza dei Ciompi e Santa Croce.. quant'è bella Firenze la sera a piedi.. son contento di questi tre passi..
Arrivo al Moyo che son l'ultimo e questo non mi dispiace.. certe tradizioni fan parte del gioco e non posso certo sbaragliare le carte.. rapido prosecchino ad aprir le danze.. primi auguri al quarantenne che non ne vuol sapere di invecchiare.. entriamo in Osteria pochi minuti dopo e gli affettati vengono aggrediti in pochi secondi.. Prandelli è l'argomento principe.. la Juve il nemico comune.. anche se Marco batte strano e ho pauriccia che sia a strisce.. poco importa..
L'ebete del cameriere, manfano e quindi da licenziare secondo Alessio, ci presenta i duemilaquattrocento grammi di bistecca.. pochi? se ne fa due? TRE? fanne due.. una più piccola..
La convivenza, gli anni passano, le ferie spagnole e altre mitiche cene fan da contorno a una bistecca che erano anni non mangiavo.. i racconti danno bene l'idea dell'amicizia che lega i quattro che si capiscono al volo.. le risate si sprecano e le due bottiglie di rosso innaffiano senza problemi le nostre fiorentine.. tiramsù, caffè e killcoffee chiudono le danze con un bel 350 a svuotare degnamente le nostre tasche.. il breve giro di ricognizione per via dé Benci ci chiarisce che queste qua eran terre nostre vent'anni fa.. adesso ci vorrebbe il gobbo a suggerire per portare avanti due parole con una qualsiasi delle migliaia di fanciulle che girellano per Santa Croce.. ci guardiamo in faccia e buonanotte è l'unica giusta parola che ci esce all'unisono..
Ripercorro il tragitto dell'andata, passo le Murate e scendo verso la 307.. ripenso alla serata.. son contento.. se Samu è simpatico, Alessio è comico.. Marco e Gabriele ottime comparse imprescindibili di un gruppetto che sa di storie vissute fianco a fianco.. i viali mi accompagnano verso la Fortezza.. me la lascio sulla sinistra e prendo il sottopasso della ferrovia.. il ponte alla vittoria è la davanti.. e per la prima volta non sono sull'Indiano.. passo l'arno.. giro comodo a destra e vedo i lampeggianti.. il resto è un 4888 speso sul cellulare della Rosse richiamata a riprendere un Alino che ha soffiato sopra il maledetto 0,52..

venerdì 30 ottobre 2009

Facebook batte la Carrà.. il Genoa la Fiorentina..

Se non sei su facebook rischi di perdere per la via ogni possibile contatto.. c'è chi informa il mondo quante volte esce di casa, chi quante volte respira, chi invece quanto è dura la vita reale.. grazie a facebook puoi farti i cazzi altrui semplicemente chiedendogli l'amicizia.. poco importa se davvero lo conosci.. l'importante è sapere cosa fa ogni secondo della sua giornata e poterlo commentare davanti al mondo intero.. è così che navigando tra i mille e mille profili disponibili che ho reso utile questo micidiale social network (così lo chiamano quelli bravi) e ho riallacciato fili, contatti e quant'altro avevo perso per strada con quella parte di famiglia che 60 anni fa decise di cercare fortuna negli States.. sono stato a Pittsburgh quando avevo 17 anni.. con Francesco e l'anello fondamentale della parentela.. la Nonna Marcella.. a quell'epoca internet era una parola sconosciuta al mondo e la mia pazienza e dedizione nel mantenere un classicissimo carteggio svanì rapidamente al mio ritorno in pochi mesi.. dalla richiesta d'amicizia al riavere davanti due dei numerosi parenti d'oltreoceano il passo è stato breve, rapido e sorprendente.. son bastate una decina di email.. qualche commento sulla bacheca di Karen.. e mi son ritrovato alla Stazione di Santa Maria Novella martedì scorso in attesa di Paul e Derek..nipote della marcella il primo e praticamente cugino di terzo grado il secondo.. ho sbloccato il tasto sul nastro fermo da diciassette anni e l'inglese a cominciato a parlare per me.. complici due persone curiose e desiderose di conoscere me, la mia famiglia e Firenze sembravo il miglior interprete sulla piazza.. l'aiuto fondamentale della Laura e di Matteo ha reso questa tre giorni uno dei periodi più intensi e più belli della mia vita.. ho sentito la loro vicinanza.. la facilità di avvicinarsi.. di volersi conoscere.. ho percepito la loro voglia di approfondire il loro passato e cercare punti in comune con questo presente italiano mai così vicino.. Paul era già stato in Italia 41 anni fa, ma la memoria gli ha permesso di guidarmi dalla stazione alla fortezza da Basso fino a casa del Nonno Umberto come se fosse stato via per pochi giorni.. Derek me lo ricordo talmente piccino che era una persona praticamente nuova da conoscere.. una bella persona.. divertente e totalmente a suo agio in giro per il mondo come in una stanza chiusa di un ristorante di periferia con circa quindici italiani quasi semisconociuti.. la cena plenaria ha visto scorrere mano per mano foto in bianco e nero, regali, pensieri, foto a colori, video su youtube.. 60 anni in quattro ore di un'intera famiglia sparpagliata per il mondo che cerca animosamente punti di contatto persi ma mai cancellati.. la notte fiorentina ha visto Derek protagonista ora in Piazza del Duomo alla ricerca di wifi free, ora con un negroni in mano all'exCapo Caccia per un aperitivo amarcord, ora al Prato City dancing with Laura e Matteo.. dopo aver setacciato in lungo e in largo questa piccola ma splendida Firenze.. dopo averla osservata dall'alto insieme al David abbiamo messo il punto esclamativo con un mattinata a Greve in Chianti tasting chianti classico, Supertuscany e Brunello di Montalcino.. solo quando ho visto il Freccia Rossa che si allontanava da Santa Maria Novella diretto verso Venezia mi son fermato un pò ripensando alle corse fatte, alle alzatacce mattutine.. alle poche ore dormite, ai km percorsi calpestando sanpietrini e pavimenti di qualsiasi chiesa presente nella mia Firenze, ai momenti di imbarazzante e reciproco silenzio cercando la giusta traduzione dall'italiano all'inglese, alle leggere preoccupazioni che tutto fosse come dovesse essere, agli sguardi e ai sorrisi scambiati con chi della tua lingua conosce solo ciao e buongiorno, agli abbracci, i baci scambiati, le strette di mano, gli occhi bagnati e il magone che sale fino a esplodere in un pianto di gioia.. solo in quel momento ho realizzato che un pezzo della mia famiglia se ne stava andando con la promessa di un nuovo abbraccio la prossima estate quando il viaggio sarà nella stessa direzione del loro ritorno.. adesso che ci penso sorrido e spero che come ci sian detti mille volte in questi tre giorni questa sia solo la prima di molte volte.. Keep in touch guys.. hope to see you soon..

giovedì 15 ottobre 2009

I can't get no (customer) satisfaction..

Giovedì 15 ottobre 2009..
A quasi quindici giorni dall’ultima riunione sulla customer satisfaction..

Corsia numero 30..
Assorbenti, carta igienica, fazzoletti, ecc..
Capo reparto e addetto intenti a rifornire i due versanti della corsia.. ritmi differenti.. motivazioni distanti.. qualche goccia di sudore riga il viso del responsabile.. qualche ciuffo di capelli impegna oltremodo le mani dell’addetto..
Primo Cliente della mattina rivolgendosi all’addetto:”mi scusi, è rientrata l’amuchina gel per le mani?”
Addetto portando le mani alla bocca come un senatore greco (pensando a voce alta, consapevole che ne è arrivato un pallet proprio stamani):” amuchina.. amuchina.. (rischiarando la voce)ehm.. allora.. l'amuchina..”
Il Cliente smarrito, lo segue con lo sguardo, non capisce, ma resta in attesa di una risposta.. l’addetto, con il capo reparto che gli da le spalle si sente perso, deve decidere e sa che ogni azione ha delle conseguenze.. quindi responsabilità.. prende tempo e con un altro colpo di tosse attira l’attenzione e esordisce verso il responsabile:”Eh.. che faccio la vado a prendere l’amuchina?”... rincarando l'infelice uscita indicando il cliente con la testa..
Il Capo reparto si gira verso l’addetto, attonito (sorride affranto e con uno sguardo improvvisamente spento accenna, cercando di scusarsi verso il cliente assumendo un tono di voce da detenuto di Guantanamo dopo due giorni di prigionia):”secondo te? Io direi di si..”
Addetto:”si.. appunto, in effetti direi di si..” rivolgendo poi lo sguardo al cliente che nel frattempo si sta avviando verso la corsia delle acque scuotendo la testa :“allora guardi, se ha dieci minuti gliela porto subito..”.. non avendo ben chiara la differenza tra il subito e i dieci minuti..
Il capo reparto guarda l’addetto scuotendo la testa, ripensando al coinvolgimento tanto reclamato dall’addetto mesi orsono, la rabbia monta meglio della panna fresca in questi momenti.. accenna qualcosa, un rantolo senza troppa convinzione sembra uscire dalle sue labbra, ma le parole restano strozzate in gola.. affranto, scuote nuovamene la testa, ci ripensa e comincia a sorridere.. torna ai suoi fazzoletti facendosi mille domande che rimarranno ovviamente senza risposta come succede da 13 anni ormai.. tira su un bel respiro ad allargare i polmoni e riparte..

venerdì 9 ottobre 2009

this is Anfield.. e basta!

"Straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli". Barack Obama, Nobel per la pace Non è passato neanche un anno dalla sua elezione a Presidente degli Stati Uniti e quest'ulteriore riconoscimento non fa che accrescere la sensazione di aver a che fare con un uomo destinato a cambiare positivamente l'America e di conseguenza il mondo intero.. adesso si che la spinta è più forte e che le aspettative stanno aumentando in maniera esponenziale.. ma nessuno penso possa non essere d'accordo con chi l'ha premiato.. ispira fiducia.. senso di lealtà.. uguaglianza, onestà.. poi magari nel privato è un cazzone.. ma questo non è dato saperlo e soprattutto se così anche fosse almeno quest'uomo qua riesce bene a dividere privato da interessi nazionali.. non come chi lo ha chiamato abbronzato pensando di esser simpatico e dimenticandosi di essere il presidente del consiglio italiano.. e mentre sorrido pensando che nel mondo esiste ancora qualcuno che qualcosa fa per il bene di tutti.. per la pace nel mondo addirittura, mi soffermo serioso e perplesso sulle polemiche spicciole che riempiono blog, forum e ore intere di programmi radiofonici in queste settimane post liverpool e pre juve.. ovviamente il lodo Alfano e la sua incostituzionalità a Firenze risultano marginali.. e sinceramente mi sto convincendo che anche questa è una gran bella trovata dell'onorevole Berlusconi.. l'importante è parlarne.. non importa come.. poco male se i veri problemi del paese sembrano improvvisamente spariti..
Tornando a noi.. ho l'impressione che per storia.. e esperienze dirette il gemellaggio con i Reds sia un tantinello forzato.. ovvero.. anch'io appartengo alla schiera dei pro gemellaggio.. ma appartengo anche alla schiera di quelli che smorfiavano disgustati ogni volta che in curva si sentiva urlare quell'infame coro su quel giorno che per i viola era un giorno sacro.. m'è d'obbligo dire che col passar degli anni son sempre meno quelli che partecipano a questo triste karaoke e che son sempre di più quelli che cercano di coprirlo con fischi che riempiono il cuore di chi rispetta la vita.. che non distingue bianconeri da viola.. è bene dirlo..
Cerco di sottolineare lo spirito ultrà che ha spinto fortemente la tifoseria organizzata viola verso quest'amicizia che non ha grandi punti in comune se non un'enorme, sconfinata stima, ammirazione nei confronti della storia che club e tifosi del Liverpool rappresentano per noi viola.. il solo pensiero di poter entrare ad Anfield il 9 dicembre prossimo in occasione della partita di ritorno e potermi ascoltare dal vivo You'll never Walk alone cantata dalla mitica Kop mi mette i brividi.. immaginarsi una curva intera capace, secondo le leggende sportive britanniche, di risucchiare la palla in rete tanto è l'entusiasmo con il quale è sostenuta senza sosta la squadra mi fa pensare che la nostra Fiesole non può che averne ammirazione e leggero timore reverenziale.. e mi fa bene al cuore vedere le immagini con tifosi viola e tifosi del liverpool che si scambiano le sciarpe.. credo fermamente alla buona fede di chi ha lavorato affinchè quelle sciarpe trovassero nuovi amici in terra fiorentina.. così come credo che purtroppo ci sia ancora qualcuno tra i tifosi viola che ghigna felice in attesa di intonare ancora quel triste coro, ma son pochi.. e i passi avanti son stati enormi e alla faccia di chi butta benzina su un fuoco che si sta pian piano spengendo voglio scommettere sul lato buono che ha animato questo bel gemellaggio..

lunedì 5 ottobre 2009

Bologna-Marsa Alam-Bologna passando da Liverpool..

Ho deciso che finchè la finanza me lo permetterà mi devo regalare almeno una settimana all'anno come quella appena passata on the RedSea Reef.. l'anno scorso Sharm con puntatina su Il Cairo.. quest'anno mi sono sbraciolato su lettino dell'Akassia Swiss Resort a quasi cinquanta km a nord di Marsa Alam.. posto d'oro.. volo Neos da periodi d'oro dell'aviazione civile con ristorazione ormai dimenticata dalle compagnie lowcost.. villaggio da favola nella settimana speciale di un autunno che rasenta i 38 gradi.. leggera e continua brezza ad accarezzare sonni rigeneranti.. un gruppettino animazione a fine carriera che più sfavato non esiste.. peccato che eran tutti e tre gobbi perchè fondamentalmente eran pure simpatici.. il resto ce l'ho ben chiaro e registrato nella memoria breve che mi porto dietro da una settimana..
unico neo.. internet e il satellite.. ne il primo ne il secondo erano all'altezza dell'evento sportivo che si stava svolgendo migliaia di km a nord.. al Franchi di Firenze.. i miei eroi padroni del manto verde si prendevano gioco di quella squadra che ha fatto la storia del calcio unendosi in un gemellaggio storico con la tifoseria per eccellenza del calcio mondiale.. Jovetic su tutti e la sua doppietta han beffato un Liverpool cmq al di sotto delle aspettative ma che nulla toglie alla fantastica partita di champions.. mi son perso quindi quella che da tutti vien considerata ormai la partita dell'anno.. ma obbiettivamente non me la passavo poi malaccio nelle acque calde del Mar Rosso.. unica uscita dalle mura amiche del villaggio dedicata alla vicina El Quesir.. lontana anni luce dall'indotto che vive e gode nelle vicinanze di sharm.. molto vicino a quell'Egitto che tanto mi attrae.. peccato per la moschea, luogo inpenetrabile e misterioso ancora off limits per noi non mussulmani.. l'aereoportino di Marsa Alam sembra il fratello ricco di Peretola ma le due ore di ritardo del volo per Bologna avvicinano molto performance e qualità dei due scaletti internazionali.. notevole la tazza middle del cappuccino Costa.. avrò bevuto si e no un litro di latte.. il ritorno c'ha visto, rincoglioniti, entrare in casa alle sei di domenica mattina dopo quattro lunghissime ore di volo.. solo cinque ore dopo mi son ritrovato sereno, gioioso e gaudente sulle tribune della Fiesole che mi beavo di quella mia Fiorentina capace di spadroneggiare in lungo e in largo tra le maglie ferme della Lazio.. e solo un arbitro disadatto non ha convalidato un goal del Gila su una palla entrata per mezzo metro in porta.. poco importa.. siamo forti e lo abbiamo dimostrato.. e dopo la sosta per l'Italietta di Lippi, affronteremo alla parti quei gobbi che ormai ci guardano senza troppa tranquillità negli occhi.. non più dall'alto come sempre.. e non mi ricordo quanti anni erano che non passavo una settimana in costume con mamma e papà.. nel mezzo pure un 28 settembre con tanto di torta egiziana e un buon compleanno in lingua.. non male davvero..

martedì 1 settembre 2009

furlans do it better.. viva la vida

Cancello tutto quel che mi resta alle spalle in pochi metri.. spingo sull'accelleratore guadagnando l'appennino per una tre giorni che si rivelerà da ricordare.. obbiettivo principe il concertone che chiude definitivamente l'estate duemila9 al Friuli di Udine.. Chris Martin e co. ovvero i Coldplay, per un live atteso da circa tre anni.. con l'aiuto del tomtom abbiam raggiunto un Casale a metà strada tra Pordenone e Udine.. pochi minuti da Codroipo ridente cittadina friulana.. un agriturismo da raccontare con tanto di campo volo alla bisogna.. gli 80 euri a notte con colazione paian pure pochi e l'accoglienza riservataci ne vale molti di più.. la pennichellina post viaggio ci restituisce tonici e presenti a noi stessi e San Daniele, a mezz'ora di macchina, ci delizia con tutta la sua cucina tipica: frico, polenta, funghi e strudel con tanta birra integrale artigianale che ci fa dimenticare le quasi quattro ore di viaggio e il caldo pesante di Firenze che sparisce all'istante, i ventotto gradi ci fanno dormire a finestra aperta ma con una copertina che sa tanto di fuori stagione ma che mai come adesso risulta perfetta.. Della domenica sportiva e del goal partita di JoJo col Palermo ricordo solo la sigla iniziale poi morfeo l'ha avuta vinta e io sinceramente non ho opposto grande resistenza.. la mattinata preconcerto la passiamo in spiaggia a Lignano Sabbiadoro per anni data fondamentale dell'ormai svanito Festivalbar.. la lingua di terra che si spinge nella laguna di Marano è la perfetta identica fotografia di una qualsiasi preparatissima cittadina della riviera adriatica.. qui l'organizzazione e il rispetto per le regole ce l'hanno nel sangue.. e sono italianissimi.. cresce sempre di più l'idea in me stesso che siamo noi ad esser lontani anni luce da questo bel vivere.. e non facciamo neanche granchè per migliorare quel che ci peggiora giorno dopo giorno.. Il Friuli mi rimanda a corse a perdifiato di un Malesani in brache corte, a incredibili e semplicissime rovesciate del Bati, a rocambolesche e rare vittorie e altrettante e numerose scoppole ma stasera parla solo inglese e solo di musica.. l'attesa è lunga, il sole batte nonostante la bora ci accarezzi decisa fino a sera ma le quattro ore alla fine passano accompagnati dalle note dei White Lies.. le ventuno e i quattro britannici iniziano il loro show.. musica, spettacolo e tanta ironia che fanno del vocalist una persona che pare non prendersi neanche troppo sul serio.. anni luce dalla boria che accompagna da sempre gli Oasis e i quarantamila, noi compresi, applaudono a lungo le varie canzoni prese qua e là dai quattro album, piccole chicche la billie jean acustica dedicata a Jackson e le tre canzoncine unplugged cantate a centrocampo dopo un'improvvisa e apprezzatissima corsettina tra la folla che riempiva il prato.. i fuochi d'artificio finali ce li siam goduti mentre prendevamo la via per Pordenone.. siam scappati lasciandoci dietro quarantamila teste e non so quante migliaia di macchine parcheggiate ogni dove.. il rientro in agriturismo è stato agevole e la doccia incredibilmente rigenerante..
Abbiam salutato Nadia e Sandro alle dieci spaccate rendendo loro la chiave 307 con la promessa di tornare in friuli al più presto.. sulla via per Firenze abbiam regalato una sosta all'ipercoop di Pordenone, schiavi del nostro lavoro, e ci siam regalati una bella porzione di tigelle con affettati misti e formaggi ai piedi di Monteveglio poco sopra Bologna.. gli unici tre km di coda di questa tre giorni friulana me li sono fatti a tre passi da Scandicci ma era scritto.. il caldo e l'afa c'ha dato il bentornato.. la testa e un pezzettin di cuore l'abbiam lasciato lassù.. un pò a San Daniele, un pò a Lignano, un pò al Friuli e parecchio in quel casale che ancora ho impresso negli occhi.. a presto Friuli..

domenica 26 luglio 2009

Lucca Summer Festival.. dieci anni dopo..

Mi dedico una serata che mi riporta indietro di ben dieci anni.. Arezzo Wave una vita fa.. quand'ancora mi muovevo timidamente tra amicizie appena nate in un valdarno appena conosciuto.. Francesco il tramite e l'anello di unione sempre presente in certi eventi.. Moby.. per tanti sconosciuto.. un concerto appena appena orecchiato cercando di prestar migliore attenzione a nuovi e vecchi amici.. ricordo un Daniele in formissima.. una Fede che a vederla adesso pare la sorella.. e un Francesco appunto sempre principale mattatore.. ricordo una coda infinita per tornare verso la mia, di allora, Bucine.. ricordo un Ale acerbo.. pieno di buoni motivi persi per strada..
Stavolta tra me e Moby la Giulia da Grosseto.. non avevo dubbi quando ho proposto il Summer Festival.. Moby racconta da se House Music di alto livello e la partenza delle 19 è stata puntuale quanto mai.. il parcheggio da un euro mi riporta nuovamente indietro a qualche Lucca fa.. Cranberries sempre con Francesco al fianco.. entriamo sotto le mura e dopo il ritiro dei biglietti mi fingo, senza troppa credibilità, Cicerone sicuro di ogni mio passo.. ovviamente Piazza Napoleone è all'opposta direzione ma poco importa.. entriamo in Piazza che forse siamo in dodici e la perplessità mi assale.. pizza e birra con il dovuto rilevamento prezzi e due chiacchiere cooperative seduti a pochi metri dal palco ci accompagnano all'inizio del live.. la piazza si riempie e le due ore di house music sono piacevoli e ne vorresti sempre di più.. peccato il cellulare non ne sia all'altezza ma youtube non tradisce.. il birrino verso la metà aiuta l'atmosfera ma non le mie gambe.. non ci riesco.. mezza piazza salta e balla.. la Giulia idem.. i bronzi di Riace si muovono più di me.. ma nessuno sa quanto in realtà dentro di me sta ballando.. la birra scorre via bene.. qualcuno l'accusa un pò di più e cerca di farsi giustizia sommaria per qualche bizzarro apprezzamento alla sorella.. ma non ero io.. le basette cominciano a incutere un certo timore e una buona dose di cattiveria.. e meno male la sorella è intervenuta per dire che non ero io il ricercato.. Moby saluta e noi rientriamo verso Firenze che son la mezza.. salgo in casa e m'imbusto che son quasi l'una.. ripenso al live di dieci anni fa.. il tempo corre.. ma Moby è stata una buona scoperta.. e domani mattina il treno per Donobeach mi aspetta alla Lastra a un'ora non propriamente domenicale.. ci provo..