... Nelle molte giornate del cammino da effettuare, ve ne saranno di radiose e di necessariamente in ombra ed è principalmente in queste che il pubblico dovrà farse maggiormente sentire vicino agli atleti. Il campionato non si arresta né alla terza, né alla quarta domenica [...] quindi: avere fermamente fiducia! La vittoria, ne siamo certi, bacerà ripetutamente il nostro vessillo... Luigi Ridolfi
Visualizzazione post con etichetta libreria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libreria. Mostra tutti i post

domenica 12 ottobre 2008

Ho speso molti soldi in donne, alcool e macchine sportive, il resto l'ho sperperati.. George Best

Leggo Paul Gascoigne e penso George Best.. le notizie sempre peggiori su Gazza mi han fatto riprendere in mano "the Best", l'autobiografia di George Best, l'irlandese che ha incantato i tifosi di mezza Inghilterra rendendo quelli del Manchester United spettatori privilegiati della mitica maglia n.7.. la fine di quel che era diventato un vero e proprio idolo delle teenagers alla stregua di star musicali prim'ancora che giocatore fenomenale non è stata pari al suo splendore sui campi da calcio infatti morì dopo settimane di agonia e anni di alcolismo a soli 59 anni nel 2005.. Pallone d'oro nel 68, chiamato il quinto beatle, ha alternato splendide giocate a bellissime donne.. spese folli a dipendenze croniche all'alcolismo.. Gazza non ha mai vinto il pallone d'oro ma ha fatto della sregolatezza un must del suo stile di vita post atleta.. attualmente rischia la paralisi, così riportano i tabloid inglesi, a causa delle sue gambe oltremodo sottoposte agli sforzi durante la sua carriera e purtroppo pare che ci siano pure dei sintomi che riporterebbero alla SLA.. le stranezze della vita vogliono che queste notizie siano uscite proprio a pochi giorni della giornata dedicata a Stefano Borgonovo.. In effetti tra Gazza e George Best ci son più punti in comune sul lato privato che quello sportivo.. troppo superiore ed elegante la tecnica del ragazzo di Belfast.. ma come sempre accade tanta genialità non è stata supportata in nessuno dei due casi da altrettanta intelligenza..

"the best"
Autore George Best
Data di uscita 13/07/2004
pag 304

BCDE editori

lunedì 1 settembre 2008

..l'inattesa piega degli eventi..

"..Ero partito per l'Africa da solo, e ne sarei tornato insieme a una squadra intera d'amici, ognuno con le proprie pene e i propri trionfi bene in vista come tatuaggi. Non era gente che si tenesse le cose sepolte dentro, e forse era proprio questo che mi piaceva del calcio. Che, a differenza del golf o della fisica quantistica, era disponibile a tutti, vicino allo spirito autentico delle strade e dei bar. Era una gioia pubblica.." di Enrico Brizzi.
Cala Junco, isola di Panarea,
Arcipelago delle Eolie,
domenica 31 agosto 2008, 14,37..
e chi si muove più da qui..
alex

lunedì 25 agosto 2008

..un graffio nella memoria..

"..Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato, come se la sua vita appartenesse – sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altro..
ma non ghignate, per favore, poiché all’epoca il vecchio Alex non aveva ancora compiuto i diciott’anni e in quei giorni il cielo di Bologna era espressivo come un blocco di ghisa sorda e da simili espressività non avreste potuto aspettarvi niente d’esaltante, neppure uno di quei bei temporaloni definitivi che lavano le strade e da quasi due settimane la città giaceva tramortita sotto una pioggia esangue senza nome
quale conoscente del vecchio Alex e persona informata dei fatti mi limiterò ad aggiungere che una certa storia con una ragazza gli appariva ormai sfumata nel ricordo, gualcita dallo squallore sbalorditivo della vita di tutti i giorni: essere stato terribilmente felice con lei per quattro mesi gli sembrava - ecco un'altra delle sue sensazioni più crude - non fosse servito a niente.."

Jack Frusciante è uscito dal gruppo.
Enrico Brizzi
Baldini&Castoldi editori
171 pag

Necessito che qualcuno mi giri la rotella li sulla schiena e mi dia una bella caricata:
da solo non ci arrivo.
alex

martedì 13 maggio 2008

febbre a 90' - la vita si fa complicata quando ami una donna ma hai sposato 11 uomini

film di David Evans
con Colin Firth e Ruth Gemmell
tratto dal romanzo autobiografico di Nick Hornby
produzione GB, del 1996, 100 minuti.

Londra, campionato di calcio 1988/89. Dopo decenni di umiliazioni l'Arsenal è in corsa per il titolo. Paul Ashwoth, buon insegnante e accanito tifoso dei Gunners, ha una relazione con la collega Sarah. La ragazza giudica la passione di Paul infantile e pensa di poterlo liberare dall'ossesione del pallone. Ma si sbaglia. Ci vuole ben altro per uno che da vent'anni non perde una partita, va in giro con la maglia della squadra e per fare un complimento a una donna le dice che gli ricorda il presidente dell'Arsenal, George Graham!

Una Commedia romantica, tratta dal romanzo autobiografico di Nick Hornby, strepitoso best-sellers in Gran Bretagna e probabilmente il più bel libro mai scritto sul calcio. Di gran lunga meglio del film, quanto meno da leggere prima di vederlo..

giovedì 1 maggio 2008

il mio anno preferito

a cura di Nick Hornby
Storie di Calcio
Guanda Editore

dalla prima di copertina..
...che cosa ci spinge a seguire dal vivo, per radio, sui televideo o addirittura per posta una squadra di calcio nelle sue non sempre fulgide prestazioni? Da cosa nasce l'ossessione che ci lega alla nostra squadra del cuore?
Attaccamento, esaltazione, fanatismo, ma anche sofferenza, patema, tormento: sono solo alcune delle molteplici sfumature che la passione calcistica può assumere e, quando a metterle sulla pagina sono brillanti scrittori, il lettore riesce ad assaporare il gusto di ogni emozione imprevista e incontenibile che il calcio riserva. Ma non di solo calcio si tratta. C'è chi in un campionato di terza divisione investe propria credibilità adolescenziale, oppure c'è chi nella gestione sconsiderata di un club calcistico vede la proiezione del decadentismo della società civile; o chi invece, come Nick Hornby, per una volta abbandona la sua gloriosa squadra, l'Arsenal, per dedicarsi alle peripezie di una delle compagini minori del calcio inglese, il Cambridge United, capace, nell'incredibile stagione 83-84, di una quantità immemorabile di sconfitte. Ma la vita del tifoso è fatta anche di Nazionale: lo sa bene Roddy Doyle, che ci narra l'epopea del team irlandese, qualificatosi brillantemente per i mondiali italiani del 1990 e arrivato fino ai quarti di finale per poi crollare sotto i colpi di Totò Schillaci, pur riuscendo a scatenare per la prima volta l'entusiasmo calcistico dell'intera nazione.
Una raccolta di storie in cui la passione per uno sport amatissimo si sposa con il talento della scrittura, riuscendo a restituire quel miracolo di ingenuità, irrazionalità e disperazione che è l'essenza dell'autentico tifo calcistico.

Assolutamente da leggere.. voto personale 7 e mezzo..
e poi il mitico Nick Hornby che cura la raccolta non può esser ignorato..

mercoledì 23 aprile 2008

molto calcio, siamo inglesi..molti calci, siamo l'ICF

"congratulazioni, hai appena incontrato la I.C.F. (InterCity Firm, West Ham United)"
Baldini e Castoldi Editore
di Cass Pennant

dall'ultima di copertina:
Cass Pennant, enorme nero londinese uno dei membri originari e più rispettati dell'incontrollabile gruppo di hooligan al seguito del West Ham United, una delle più blasonate squadre di calcio londinesi. Ora scrive per giornali e cinema e ha deciso di raccontare la sua storia e di un gruppo ristretto di amici, i fondatori e le guide spirituali di questa organizzata e solidissima armata. un coro sincero che canta la leggenda nata alla fine degli anni settanta, un gruppo di autoconvocati, di fuoriusciti stufi di lotte intestine e di gelosie tra "mob", tra bande di tifosi dello stesso club. Il West Ham è la squadra più proletaria di Londra, la squadra del popoloso e violento East End. Bill Gardner, Big Ted, Andy Swallow, "animal" Ikoli e molti altri sono stati per anni i suoi più fedeli e decisi sostenitori: migliaia di ragazzini inglesi si sono ispirati alle gesta di questi guerrieri degli spalti.
Un gruppo con un scala gerarchica, con una sezione giovanile (la tenuta Under Fives Posse) e regolari biglietti da visita: quelli che lasciavano ai doloranti e feriti tifosi avversari dopo gli scontri. Semplici biglietti rettangolari con una scritta a caratteri cubitali: "congratulazioni - hai appena incontrato la I.C.F."

Ho appena letto una decina di pagine del libro di cui sopra..
non male.. rende molto meglio l'idea di hooliganismo rispetto a quel che ci vende la tv e i giornali da una decina di anni a questa parte..
facendo le dovute tare naturalmente non si può prender tutto per oro colato è evidente che leggere i racconti di una realtà del genere scritti da chi li ha vissuti, cercati, osannati aiuta a capire il perchè di tante reazioni.. non a giustificarli ma a capire prima di giudicare.. e non che il giudizio cambi poi di molto.. ma quando sento parlare di hooligans per le curve d'italia direi che siam ben lontani.. la tradizione di gruppi di ragazzi che combattono, specialmente contro ragazzi di altre aree di Londra, risale addirittura all'epoca Vittoriana, prima ancora che il calcio fornisse a tutto questo un contesto appropriato. C'è molto orgoglio e un grande senso di appartenenza in questi scontri e tale è la rivalità tra i vari gruppi che spesso arrivano a scontrarsi anche quando le relative squadre non devono affrontarsi in una partita..

domenica 13 aprile 2008

dimensione ultras

Viaggio nel tifo organizzato italiano
di Daniele Cioni
Caminito Editrice

chi sono esattamente gli ultras? Quando, come e soprattutto perchè nascono a seguito delle squadre di calcio italiane?
Sono davvero così pericolosi come ci viene detto dai media? Sono veramente necessarie leggi speciali e decreti ad hoc per porvi rimedio? o il problema è forse meno urgente e grave di quanto sembra e in realtà si tratta solo di una nuova, lunga ondata di "panico morale" che ha investito il nostro paese negli ultimi decenni? E, per quale motivo proprio il calcio ha tenuto a battesimo il fenomeno del tifo? Perchè questo gioco e non un altro è allo stesso tempo teatro di violenze di vario tipo e inesauribile fonte di identificazione collettive, come appunto quelle dei tifosi organizzati? E' sempre stato così o è esistita un'epoca felice del football in cui gli unici attori presenti sulla scena erano gli atleti mentre gli spettatori rivestivano un ruolo marginale senza interferire minimamente con quanto avveniva in campo?
Daniele Cioni, 31 anni, fiorentino, laureato alla facoltà di Scienze Politiche di Firenze con la tesi di indirizzo sociologico "tifo organizzato e identità collettiva. il fenomeno ultras nel calcio". Dal lavoro di tesi e dalla sua passione per il calcio e per la Fiorentina è nato questo libro: un testo aggiornato e rigoroso che ben si inserisce nell'attuale dibattito sul calcio italiano, fornendo preziose chiavi di interpretazione di questa complessa realtà sportivo-sociale con interviste ai capi storici della tifoseria della Fiorentina.

venerdì 15 febbraio 2008

Immortali

di Gaetano Lodà
Prefazione di Oliviero Beha
interventi di Eugenio Giani e Angelo di Livio
Becocci Editore
191 pag

Ovvero il disastro dell'era Cecchi Gori.. la sua fine.. ingloriosa.. non la sua ovviamente ma la fine della Società Viola, quella Fiorentina nata per davvero nel 1926 sprofondata negli abissi della C2.. l'anno horribilis di una gloriosa e amata squadra.. il prodigarsi di tifosi e ultrà in ruoli non propriamente consoni a quelli domenicali per capire come fare per salvare il salvabile nonostante Vittorione insistesse nel millantare tesori e capitali illimitati.. banche sudamericane e interventi dell'onnipotente.. solo chi ha vissuto il tutto in prima persona sa come leggere queste 200 pagine.. con quale orgoglio le hanno raccontate e vissute i tifosi storici della nostra unica fiorentina del 1926 che per un pò, perdendo del suo fascino, si è fatta chiamare Florentia Viola..

imperdibile per chi ha la memoria corta e un amore sconsiderato per questa maglia.