... Nelle molte giornate del cammino da effettuare, ve ne saranno di radiose e di necessariamente in ombra ed è principalmente in queste che il pubblico dovrà farse maggiormente sentire vicino agli atleti. Il campionato non si arresta né alla terza, né alla quarta domenica [...] quindi: avere fermamente fiducia! La vittoria, ne siamo certi, bacerà ripetutamente il nostro vessillo... Luigi Ridolfi
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mercoledì 5 novembre 2008

Marione..

Un grande fiorentino che fino all'estate del 1990 era conosciuto ai più solo ed esclusivamente per il cinema.. ricordate la sigla iniziale dei film? diciamoci la verità.. chi per almeno una volta non ha pensato che Mario e Vittorio fossero due semplici soci e che il primo facesse Cecchi e il secondo invece Gori di cognome? io lo ammetto ero uno di quelli.. che differenza tra padre e figlio.. e la fine infatti è sotto gli occhi di tutti.. Mario, o meglio Marione per tutti i fiorentini, era una persona semplice nonostante il mondo del quale faceva parte.. un fiorentino bonario, semplice ma che sapeva bene quel che dire e come in ogni occasione.. innamorato di Firenze prim'ancora che della Fiorentina, gli si leggeva l'orgoglio di averne comprato il pacchetto di maggioranza negli occhi.. lo stesso che ciascun semplice tifoso potrebbe avere.. quanti errori fatti per passione guidati da uno staff non sempre all'altezza e sicuramente con obbiettivi diversi dai suoi.. mi ricordo ancora il suo funerale in Santa Croce nel novembre del 1993.. la piazza era piena di gente comune.. fiorentini come lui.. dispiaceva a tutti della sua morte nonostante la maggior parte non lo conoscesse.. era il suo modo di fare che era piaciuto e che lo aveva fatto sentire molto più vicino.. uno dei miei pensieri fu che era davvero un peccato non solo per l'età, in fondo aveva solo 73 anni, ma soprattutto, nella mia piccola visione da diciannovenne tifoso viola, perchè se ne andava lasciando la Fiorentina in serie B.. non avrebbe avuto neanche la possibilità di gioire per il ritorno nella massima serie il giugno successivo.. piccole cose indubbiamente di fronte alla morte, però son quelle che ti fanno la differenza quotidiana nello sceglierti una passione piuttosto che un'altra.. la Ferrovia per un pò si è pure chiamata Marione per ricordarlo.. e adesso a distanza di 15 anni son sicuro che se parli di Mario a Firenze non v'è dubbio che chiunque riconduca un nome così comune a una sola persona..

sabato 6 settembre 2008

Quando BB a Firenze non era Brigitte Bardot

Si rischia sempre di cadere nell'ovvio e nel patetico e sembra quasi di voler salire su quel carro che fa bella mostra di se solo quando torna comodo affrontando argomenti come questo.. tranquilli non è il mio caso.. ieri mattina appena arrivato a bottega ho preso d'infilata il Globe bar per un caffeino e Stadio fortunatamente non manca mai anche se il titolare del bar è rossonero senza motivi plausibili..
Cerco avido le pagine sui miei eroi, sempre abbondanti anche nel mezzo della settimana, e dopo una breve lettura della prima l'attenzione dei miei occhi è completamente catturata dall'articolo su Stefano Borgonovo e la sua attuale condizione.. una fitta allo stomaco e una al cuore, per una persona che non posso certo dire di conoscere ma che per la sua militanza nella mia Fiorentina è entrato di diritto, per dirla alla Fabio Volo, tra le cose e le persone care che riempiono quelle mensole che arredano il nostro cuore, è quel voler bene senza contatto per il bene che lui ha fatto giocando da dieci in quell'ormai ahimè lontano '88 quando con Roberto Baggio fece esultare svariate volte l'allora Comunale.. chi non ricorda il 4-3 sull'Inter futura campione d'Italia del Trap?.. beh.. il vederlo all'età di 44 anni immobile su un letto per colpa di questa malattia, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, SLA o morbo di Lou Gehrig, non lo rende certo un eroe, chissà quanti stanno come e peggio di lui nel mondo, però l'affinità di cui prima, l'esser stato un atleta e di conseguenza nell'immaginario popolare simbolo di perfezione fisica rende maggiormente dolorosa la vista di certe immagini.. Nessuna pena.. solo ed esclusivamente dispiacere e la reale sensazione che la vita ti da e la vita ti toglie con la stessa identica facilità.. che la vita è una.. e che alla velocità e i ritmi odierni non è per niente facile dare il giusto valore alle cose.. esasperando bene il concetto, lo scaffale vuoto nel mio lavoro è un problema pratico ma misero che non può certo però rendere isterici e infelici della propria quotidianità rispetto a determinate situazioni.. ma son considerazioni del tutto personali..
Mi piace l'idea che Fiorentina e Milan abbian subito deciso di giocare un'amichevole a Firenze l'8 di ottobre per raccogliere fondi per aiutare la ricerca su questa malattia così strana e così dura, mi piace l'idea di poter rivedere Roberto Baggio, scomparso letteralmente da quando ha attaccato le scarpette al chiodo e mi piace che la mia Firenze possa partecipare come solo lei sa a questo momento così importante per tanti altri che hanno la stessa sfortuna del nostro Borgogol..

venerdì 4 luglio 2008

Dio perdona.. Riga..no!

L'altra sera ero a cena al Via Vai, ristorante pizzeria molto in voga nei pressi della Porta di San Frediano.. merita.. il localino.. ero a cena con amici che per motivi di lavoro conoscono personalmente molti giocatori della Fiorentina e coincidenza storica alzando gli occhi pochi tavoli più lontano c'era il bomber di Lipari che è venuto a salutare questi miei amici.. e a conferma della genuinità del personaggio anche chi era al tavolo con loro.. io compreso.. è solo un saluto, ma chi fa il calciatore a volte se ne dimentica e come ha detto il mio amico la differenza sta proprio nel fatto che Christian Riganò gioca al calcio ma non fa il calciatore.. non è un personaggio.. è genuino.. la sua carriera sudata, lo dimostra..
Solo nel 2000 all'età di 25 anni riesce a mettersi definitivamente in mostra nel Taranto dopo aver girato nei vari campionati dilettantistici. Nella stagione successiva mette a segno ben 27 reti in 33 presenze con la maglia del club pugliese (record assoluto di reti in un singolo campionato di C1 ex-aequo con Igor Protti che lo ha realizzato nello stessa stagione nell'altro girone), trascinando la squadra rossoblu alle soglie della serie B.
A Firenze arriva nel momento peggiore della storia viola quando non esiste più la fiorentina ma la Florentia Viola dei Della Valle, colleziona 32 presenze e 30 goal (ad oggi suo record personale), aiutando la squadra a conquistare la promozione diretta nella categoria superiore.
Ma è senza dubbio l'anno successivo che Riganò si fa conoscere al cosidetto calcio che conta.. Ci riporta infatti in serie A: ben 24 centri segnati nel suo primo anno di serie B.
Con la maglia viola dell'ormai tornata Fiorentina disputa anche il campionato successivo ma, a causa di un serio infortunio subito alla prima giornata di campionato, colleziona solo 18 presenze e 4 goal. Tra passaggi in prestito e comproprietà viene ceduto a titolo gratuito e definitivo al Messina ed è con la maglia giallorossa vive la miglior stagione della sua carriera, mettendo a segno, nonostante un infortunio di più di due mesi, ben 19 reti (risultando terzo cannoniere assoluto della serie A), che non sono però sufficienti ad evitare la retrocessione della squadra siciliana.

Prima di diventare un calciatore professionista, Christian Riganò lavorava come muratore e probabilmente è proprio questo suo passato così semplice e vicino alla realtà non proprio dorata di tutti i giorni che lo fa essere di diritto uno dei bomber da ricordare per la sua schietta semplicità.


grande Riga!

martedì 1 aprile 2008

tanti auguri capitano

beh.. ci sarebbe da scrivere un paio di centinaia di migliaia di righe..
ma spesso ricordi e memoria lasciano il posto al silenzio, quando ti ritrovi a guardare una foto come questa anche il silenzio aiuta a ricordare.. e chi non ha dentro di se un ricordo, un pensiero, un gesto da ricordare del grande, unico, mitico e solo numero 10 della nostra Fiorentina?
nessuno.. nessuno più di lui.. e chi non l'ha visto con i propri occhi ne sente le mirabilie, le gesta, le lodi e i racconti dai più vecchi che carichi di enfasi e passione ti fan conoscere un calciatore e un uomo capace di diventar fiorentino prima che viola legandosi a una squadra e di conseguenza a una città quando ancora il calcio aveva un senso sportivo, quando ancora giocare nella juve o nel Milan valeva la sua differenza piuttosto che giocare in provincia.. soprattutto per i compensi che a quei tempi non eran certo quelli esosi di adesso.. quando dire: "resto qui perchè vale una stretta di mano piuttosto che un contratto" aveva un senso e tale veniva rispettato.. quando per colpa di una sciagurata uscita dai pali rischi di perdere la vita per fare un goal e uno stadio intero, una città intera si stringe attorno a quel ragazzo che ormai è figlio di tutti.. quando se non gioca lui per scelta tecnica non si capisce perchè allora andare allo stadio e quel bischero di Agroppi rischia di prender le labbrate per averlo anche solo pensato.. quando nella semifinale dei mondiali del 1982 un allucinante entrata gli toglie la possibilità di giocarsi la finale poi vinta e per Firenze quella finale ha un sapore dolce amaro.. quando capisci che da altre parti avrebbe vinto tutto.. pallone d'oro compreso e invece lui guardando la Fiesole capisce che vale più tutto l'affetto di quella gente che qualche coppa vinta senza sentirla così tua.. quando capisci che quel che hai fatto della tua carriera è la cosa giusta visto che a distanza di anni.. vent'anni ormai.. sei ancora il nostro capitano!
auguri Antonio..

sabato 29 marzo 2008

Manuel Rui Costa


Uno dei migliori trequartisti del mondo, grande dribbling e tecnica sopraffina. Forse dopo l'inarrivabile Luis Figo che è considerato il piu grande calciatore portoghese, seppur con la nazionale non sia riuscito a raccogliere quanto seminato (se si esclude il Mondiale Under 20).

Nel 1994 ha vestito la maglia viola della Fiorentina, diventando subito un idolo dei tifosi e vincendo la Coppa Italia nel 1996 e nel 2001 e la Supercoppa Italiana nel 1996. Rimasto nel cuore di tutti i viola ha sempre diviso lo stadio tra amanti e critici.. univoca la curva fiesole nell'amore incondizionato verso un giocatore umile e fantastico al tempo stesso.. unico l'addio alla fiorentina.. una maratona stipata da diecimila tifosi in lacrime che saluta un Rui Costa altrettanto triste in partenza verso milano sponda rossonera. Era il 2001, piena emergenza economica per la disastrata fiorentina di Cecchi Gori.. o per lo meno per le casse personali di Vittorio.. acquistato dal Milan per la cifra record di 85 miliardi di lire. In rossonero ha giocato con continuità per tre campionati, segnando pochissimi gol ma elargendo come al solito un numero straordinario di assist. Il 25 maggio 2006 ha rescisso consensualmente il contratto che lo legava al Milan ed è tornato al Benfica, sua squadra del cuore, dopo che aveva più volte dichiarato di voler terminare la carriera in quella squadra.
L' 11 maggio 2008 ha giocato la sua ultima partita, ritirandosi, così, ufficialmente dall'attività agonistica. Pochi giorni dopo il suo ritiro è stato nominato direttore sportivo del Benfica. Un uomo prim'ancora che un giocatore di calcio.. Auguri Rui!

martedì 19 febbraio 2008

Buon compleanno Roby

Nato a Caldogno (Vicenza) il 18 febbraio 1967 arrivò a Firenze nell'estate del 1985, lui aveva 18 anni, io 11.. Arrivo con un ginocchio appena operato per una lesione ai legamenti crociati. un infortunio che rischiò di compromettere l'affare.. Ristabilitosi del tutto dal 1986 al 1990 (94 presenze con 39 reti) conquistò tifosi e città con prodezze degne di un numero 10.
Non mancarono momenti negativi come la seconda operazione allo stesso gionocchio ma anche momenti esaltanti come nel campionato 88-89 con Stefano Borgonovo (la BB) col quale segnò 29 goal.. con la chiusura della carriera da parte di Antognoni, i tifosi elessero Baggio loro idolo e avrebbero voluto che si legasse per sempre alla causa viola, per questo la cessione alla Juve decisa dai Pontello, nonostante lui ripetesse fino all'esaurimento che sarebbe rimasto in viola.. "scrivetelo sui muri!".. adesso racconta che voleva assolutamente restare ma che non era possibile.. giochi troppo più grandi di lui e di tutti noi.. la finale di coppa Uefa proprio con la Rubentus non fece altro che alimentare delusione, dolore e infinita rabbia.. la cessione di Roberto Baggio ormai già annunciata provocò nell'estate del 1990 un'autentica sommossa per le strade e le piazze della città..

sabato 2 febbraio 2008

Gabriel Omar Batistuta - Batigoal!

il goleador.. il mito.. il mio mito.. quello della mitraglietta.. quello dello zitti tutti al Bernabeu.. quello della mia Supercoppa vinta a Milano sul Milan.. quello della mia prima Champions League persa ai quarti contro il Barcellona di Ronaldo, ma con le vittorie con Benfica e Arsenal nel mitico Wembley.. quello del record dei goals segnati consecutivamente.. quello che ha vinto la classifica cannonieri.. quello che ci ha fatto e ci faceva sentire forti anche quando non lo eravamo.. quello che quando partiva, male che andava era goal.. Gabriel Omar Batistuta.. arrivato quasi per sbaglio.. ricordo che partii per la Sardegna la sera da Civitavecchia con il Corriere dello Sport che osannava il probabilissimo acquisto di La Torre.. andai a letto contento matto.. la mattina scesi a Golfo Aranci e Vittorio aveva acquistato il Capocannoniere di quella edizione della Coppa America.. tale Batistuta.. e sinceramente dopo Dertycia storsi un pò la bocca.. mai espressione fu più sbagliata.. non è stato come Antognoni.. nessuno probabilmente mai lo sarà.. però ci ha fatto sognare.. tanto.. ci ha fatto godere.. e anche se Vittorio lo ha tenuto stretto a Firenze a suon di miliardi ha dimostrato che si può diventar grandi pur vincendo una coppa italia e una supercoppa.. grazie Gabriel.. tanti auguri!