Mi ritrovo con la fronte appoggiata al finestrino mentre scendiamo giù a valle... il bicchierino di grappa per un buon saluto ancora tra le mani, lo sguardo fisso sul mugello che mi scorre di lato e si presenta con il suo mare chiuso tra dighe e spiagge di ghiaia, il pensiero va immediatamente ai tortelli di Luco che si sciolgono in bocca.. li assaporo col ricordo e con l'appetito che mi rincorre da stamani.. la due giorni appena trascorsa sperduto nei boschi dell'Appennino, maltravestito da un Indiana Jones che avrebbe guadato a fatica anche il terzolle mi apre un sorriso appena appena stanco, mi guardo un pò intorno, occhi chiusi e bocche spalancate.. solo io e l'autista, bontà sua, riusciamo a restar svegli.. é evidente che non siam fatti per certi ritmi o forse non siam più fatti per certe immersioni naturali che poco hanno a che fare con la nostra quotidianità, ma non era questo quel che dovevamo capire...
Per un istante ritorna la voglia di vivere ad un altra velocità, ma l'imborghesimento mi riacciuffa bene con il casello dell'A1... direzione Firenze.. si torna a casa.. ripesco l'iphone dimenticato per quasi quarantottore nelle tasche dello zaino, la civiltà mi regala due linee di segnale e qualche secchiata di notifiche.. mi torna in mente l'udienza di stamani e senza star troppo a cercar di capire scrivo un sms al mio Franco Baresi del foro.. :"notizie per me?".. :"ti ho girato una mail" mi risponde il freddo..
...All'udienza di stamani tutto bene, il giudice preso atto della relazione finale ha dichiarato estinto il reato e.. e basta.. bene così... il sorriso stanco si allarga silenzioso, condivido l'euforia tanto attesa con chi alberga bene nei miei pensieri e annuncio il traguardo ai compagni di viaggio.. David da il via ad un altro giro di grappa a brindare.. non mi faccio pregare, saranno anche le cinque del pomeriggio ma ho l'autista dalla mia e quattro anni da chiudermi alle spalle..
Adesso a distanza di quattro anni, a obbiettivo raggiunto, è un euforia lenta.. matura, invecchiata anzi, quattro anni in botti di rovere.. sembra quasi tutto dovuto.. chiaro che doveva andar così.. ma non la pensavo così quel venerdì sera sul lungarno del Pignone quando rimasi esterrefatto, incapace di capire perché stava succedendo a me... non era così che la pensavo quando entrai la prima volta a Villa Fiorita rimpiangendo le giornate perse a piantonare le camerate durante la leva.. non la pensavo così al colloquio con lo psicologo e neanche tutte le volte che mi sentivo chiamare Mannelli.. non la pensavo così ogni volta che mi sottoponevo alle analisi di rito.. e non ero assolutamente sereno ne tranquillo ogni volta che mi sedevo di fronte alla commissione che pareva poter disporre e decidere a piacimento con lo stesso altezzoso e sprezzante atteggiamento di un imperatore romano quando al Colosseo decideva con un pollice la vita o la morte di un gladiatore, non la pensavo così neanche la mattina della prima udienza, figuriamoci alle successive rimandate per vizi di forma così futili ai miei occhi... non la pensavo così neppure alla lettura della sentenza... e non sono un delinquente anche se a tratti, a momenti un pochino qualcuno mi c'ha pure fatto sentire..
E' stato un percorso oltremodo lungo se paragonato alla causa scatenante ma tant'è.. mi sono adeguato alla strada da percorrere perchè è così che si deve fare... ho gestito la rabbia riuscendo a riderci su mano a mano che passava il tempo, non ho mai completamente accettato tante sfaccettature e ho faticato a digerire atteggiamenti che non sentivo di meritare... ho trascinato un fardello che aumentava di peso col tempo che passava.. durante il tragitto ho trovato chi mi ha accompagnato, sostenuto.. chi invece mi ha dato respiro togliendomi un pò di quel peso.. ho trovato chi quotidianamente e nei modi più semplici ma diretti mi dava e mi da serenità, affetto, amore e benessere a piene mani... ho avuto accanto persone che hanno agevolato quanto era nelle loro possibilità questo mio impegno, ho conosciuto un mondo che probabilmente non avrei neanche mai avuto modo di sfiorare, persone che mi hanno fatto sentire a casa, accolto e benvoluto.. persone che lavorano da sempre per il bene comune, per la solidarietà e per ingentilire i cuori.. il volontariato tanto bistrattato che ha confini troppo stretti per le potenzialità che potrebbe sprigionare.. ho avuto conferme di quel che pensavo e di quel che provavo.. ho trovato aiuto e comprensione laddove non avrei mai creduto di potermi neanche appoggiare... ho dato ancor più valore a sorrisi, abbracci e perfino alle pacche sulla spalla, ma ho anche saputo distinguere l'interesse, il dispiacere e la comprensione genuini da quelli formali, obbligati... ho imparato a conoscermi meglio, a capire i miei limiti e a spostarne alcuni...
Adesso che è tutto finito mi sento per assurdo fortunato.. dovrei ringraziare questa deviazione di quattro anni perchè ne esco indubbiamente migliore di come ne sono entrato... ho dato fondamenta solide ad alcune mie idee, alcuni pensieri.. ho aumentato e approfondito sentimenti, amicizie che hanno preso il posto della rabbia della prima ora...
Ho avuto la netta sensazione di aprire e chiudere un periodo bello impegnativo che mi ha visto muovere non senza difficoltà tra aule di tribunale e laboratori di analisi, camminare a ore intere, prendere i mezzi più disparati, chieder passaggi neanche fossi a fare il giro del mondo, pedalare su una bici che poi hanno avuto anche il buon cuore di rubarmi, far guidare la mia 307 a chiunque apprezzando una visuale, quella del passeggero, che non ricordavo neanche, parlare con sconosciuti che pretendevano di insegnarmi a vivere, accettare decisioni e condanne senza muover ciglio, piangere da solo e sentirmi abbracciato anche solamente da uno sguardo, ritrovarmi a ridere con persone appena conosciute, gestire emozioni e tensioni nuove, chiedere aiuto, rivivere attimi di perplessità, di smarrimento e vivere forti sensazioni che servono tanto a questo cuore..
Anche questa è vita.. tutto questo fa parte del percorso che ognuno si ritrova a fare, chi più pittoresco, chi meno.. chi in discesa e chi invece con scalini più o meno ripidi da affrontare e aree di sosta forzata da rispettare.. una vita durante la quale è facile sentirsi soli, ma è altrettanto facile capire che soli non si è mai..
... Nelle molte giornate del cammino da effettuare, ve ne saranno di radiose e di necessariamente in ombra ed è principalmente in queste che il pubblico dovrà farse maggiormente sentire vicino agli atleti. Il campionato non si arresta né alla terza, né alla quarta domenica [...] quindi: avere fermamente fiducia! La vittoria, ne siamo certi, bacerà ripetutamente il nostro vessillo... Luigi Ridolfi
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domenica 29 giugno 2014
sabato 12 aprile 2014
tutta colpa del paradiso..
La sensazione è quella di ripestare gli stessi passi allo stesso identico ritmo di quattro anni fa quando avevo battezzato quella fase come quella del correre.. spesso senza senso, con gli obbiettivi li a portata di mano, ma non la tua.. potevo correre quanto volevo, correvo sul posto come un bischero.. ero sudato intinto e l'obbiettivo sembrava così facile.. bastava allungare la mano, ma niente.. anche solo per toccarlo mi pareva di dover sudare le diciannove camice.. perchè sette, in quel caso eran perfino poche..
Non so se è il famoso background.. l'esperienza che ad una certa s'ha da avere, ma a questa girata, sarà che ho messo le mani avanti, a ragion veduta e nei tempi giusti, quand'ancora la nave era in porto, però mi sento un tintinnino più tranquillo... corro come uno sconsiderato lo stesso, un pazzo furioso ma sereno..
L'esperienza all'Associazione, come mi garba dirla a me, si sta via via consolidando in aspetti più che positivi nonostante questo secondo part time obbligato tolga non poche energie e spazio a quello che aveva e avrà la precedenza post San Giovanni, l'ambiente che si respira la dentro mi rimette in equilibrio nonostante la presenza di sconsiderati personaggi che si bilanciano nelle loro performances che niente hanno da invidiare a teatrini off di periferia.. l'istantanea che ho di loro, la loro foto che ripesco dal rullino volentieri è quella tavola imbandita, le chiacchiere più o meno alte di chi oramai condivide spazi simil casalinghi con la nonchalance che solamente famiglie ben mixate sanno fare..
Certo, non sempre riesco a mantener dritta la barra.. ogni tanto rischio di rovesciar tutto, di sbandare in curva e perfino sul viale.. perchè ne ho da controllare e di occhi ancora ne ho solamente due nonostante le lenti... allora capitano giornate come quella di oggi che respiri col fiatone già in prima battuta nonostante non abbia neanche accennato ad un movimento rapido delle gambe...
A dire il vero già il prequel settimana scorsa non avrebbe dovuto far pensare a prestazioni da Camp Nou, però non puoi mai dirlo nella vita e ti ritrovi a cambiare idea sulle cose e le persone che neanche i centri di gravità permanente di Battiato avrebbero gestito...
Mi arriva la convocazione da parte di un ente, ad una prima lettura non ben precisato per un colloquio con tale Assistente Sociale, che solo in seguito ho scoperto essere ruolo di totale appannaggio del pubblico femminile di questa parte d'universo.. alla prima telefonata già marco malissimo, scambio per uomo chi mi avrebbe fatto il colloquio e le chiedo quel che avrei potuto già leggere da solo sulla convocazione.. il mio approccio sportivo mi vedeva già relegato in panchina per la finale...
Cerco di organizzare la mattinata nel migliore dei modi incastrandoci dentro un'impossibile scaletta compressa nell'arco di tre ore.. nell'ordine passo prima da negozio per non più di un'oretta.. riprendo la 307 dimenticandomi completamente che l'ingresso a Firenze dalla Fi-Pi-Li alle 9 di mattina vale un deflusso dal Franchi nei mercoledì di Champions League, ma non tutti, quelli da coda tra le gambe e con lo sciopero del tram..
In rapida successione cancello e reindirizzo la memoria prima su Villa Costanza, poi su Ponte a Greve e infine su La Federiga.. last chance... parcheggio un attimino alla cazzo di cane e corricchio, stavolta per davvero, verso la fermata della Tramvia, con la testa che rivive attimi di rincorsa alla metrodenoantri già vissuti oramai quattro anni fa...
Il biglietto tramite l'iphone è la figata da cittadino moderno che mi regalo oramai da tempo quando riappaio sui mezzi Ataf, mentre cominciano a brulicare tra una carrozza e un'altra una non precisata quantità di zaini scolastici e ciuffi da impalcatura nuiorchese che han visto bene di preferire il centro cittadino alle aule scolastiche... mentre passo l'Arno mi torna in mente un Romeo Casamonica interpretato da un fantastico Francesco Nuti... anche lui alle prese con l'assitente sociale.. sorrido un pò.. niente a che vedere, ma la testa gira per conto suo e mica la puoi fermare...
Google Maps mi indica la strada, venti minuti a piedi.. mi impegno, mi par brutto arrivar tardi quando sei stato convocato e di buona lena arrivo con quasi quindici minuti di anticipo... abbasso il minimo e riprendo a respirare come Dio comanda... mi concedo un caffeino rapido accompagnato da shottino di bolle che fa tanto Napoli a pochi passi da piazza Beccaria, poi traverso rapido la carreggiata e prendo d'infilata la mia destinazione...
Salgo i tre scalini che mi dividono dalla portineria che il cartello ostenta come reception e la sensazione di aver varcato il confine tra privato e pubblico è così forte che guardo le mattonelle per veder la linea gialla che delimita due mondi che si sfiorano, ma non si conoscono proprio...
Il portiere, di chiare origini Bellunesi, s'accapa dalla seggiola al di là d'un gabbiottino d'altri tempi.. sarà la posizione stravaccata, sarà che oramai ci sta più comodo che a casa sua, sarà che allungare di poco il collo è il movimento più ardito che fa, ma di lui mentre mi avvicino vedo solo la fronte, ora gli occhi, adesso il naso e non vado oltre... mi presento e chiedo lumi su chi mi dovrà colloquiare.. Mi chiede il documento e senza fare altro mi congeda con un :"si accomodi (con l'accento ben piantato sulla seconda o) pure che la dottoressa è appena entrata in riunione"..
Io:(nella mia nuvoletta)"..ma come è appena entrata in riunione, tra cinque minuti ho l'appuntamento.." ma faccio quel che mi ha detto l'oriundo e mi accomodo su una delle sedie appena dietro di me...
Nel frattempo esce da una stanzina un trittico da album delle figurine.. lei, dottoressa in non so cosa, con tanto di faldoncino sorretto da entrambe le braccia a mo di ponte elevatoio, parlotta a mezza voce con una coppia di peruviani vestiti a specchio.. Timberland con tanto di pelliccina (che intanto fuori fiorivano le viole), occhiali da sole tirati sulla fronte, giubbino nero di pelle che Renzie pareva Ricky Cunningam e ginsino strappato sulle mele... vengono abbandonati temporaneamente a pochi passi da me mentre la dottoressa prende le scale alla destra del portiere..
Mi giro verso la porta d'uscita e mi rigiro che erano già appolpati nella miglior pomiciata che un adolescente possa esibire.. lui si stacca con tanto di schiocco e le fa:".. se la un si sbriga e fo tardi allavoro..".. io in confronto son di Orbassano..
La dottoressa riappare e libera la coppietta di Sanfredianini del Peru con un sorriso e due fogli.. si rigira verso il portiere che nel frattempo cominciava a sudare senza aver mosso un ciglio da quella sedia, lo saluta e lui di rimando in perfetto bellunese le fa:(porgendole un sacchettino da bar) A dottorè... tenga na pastarella.." lei ringrazia, ma respinge il gentile omaggio e sparisce oltre le scale..
Dieci minuti e ne appare un'altra, medesimo faldoncino a mezz'aria piantato sullo stomaco.. passa a lato portiere e fa per venirmi incontro quando il piacione riparte con la solita offerta con pastarella a fine battuta respinta al mittente stavolta senza neanche interrompere il passo.. mi arriva a poche mattonelle e mi fa:"Nannelli Alessandro?".. la seguo nella stanzina di poco prima e ci ritroviamo uno di fronte all'altra quando son passate da poco le dieci..
La chiacchierata parte sul rigidino.. io cerco di aprirmi la strada scusandomi in maniera anche troppo remissiva per l'inconveniente telefonico e lei mi ghiaccia subito la faccina da facciamo la pace, mi perdona? con un:".. nessun problema si figuri, anche se l'assistente sociale è per natura donna... quindi..".. il tutto accompagnato da una smorfiettina a sostenere un fuori campo che chiosava con:"..coglioncello costì.."
I minuti passano rapidi dentro la mia testa, solo una volta fuori mi renderò conto che l'ora batte solamente la mezza.. parliamo del percorso, del controllo che devono effettuare e di come, quando e perchè accadde il fattaccio... mi rendo conto che sono comunque sereno.. non fosse così dopo quattro anni sarebbe un problema.. e probabilmente questo arriva pure a lei che mantenendo un approccio professionale si lascia andare a commenti di comprensione neanche sperati... ci lasciamo i numeri di telefono neanche fossimo amici e mi ritrovo in strada con un mal di schiena d'altri tempi ma leggero come le tiger sfasciate che mi ritrovo ai piedi... adesso non mi resta che ritornare alla stazione, riprendere la Tramvia, di nuovo la 307 , infilarmi in associazione per ragguagliare sul colloquio e far un mini turno da tre ore... rientrare in iper a chiuderlo stasera alle 21etrenta... nel mezzo però, giusto per qualche minuto, il motivo che mi fa sorridere e star bene anche quando non ne avrei la forza, mi ci cullo giusto un pò, quel tanto che basta per affrontare tutto il resto con il sorrisino ebete di chi sa non è mai abbastanza, ma che non ne può più fare a meno...
Non so se è il famoso background.. l'esperienza che ad una certa s'ha da avere, ma a questa girata, sarà che ho messo le mani avanti, a ragion veduta e nei tempi giusti, quand'ancora la nave era in porto, però mi sento un tintinnino più tranquillo... corro come uno sconsiderato lo stesso, un pazzo furioso ma sereno..
L'esperienza all'Associazione, come mi garba dirla a me, si sta via via consolidando in aspetti più che positivi nonostante questo secondo part time obbligato tolga non poche energie e spazio a quello che aveva e avrà la precedenza post San Giovanni, l'ambiente che si respira la dentro mi rimette in equilibrio nonostante la presenza di sconsiderati personaggi che si bilanciano nelle loro performances che niente hanno da invidiare a teatrini off di periferia.. l'istantanea che ho di loro, la loro foto che ripesco dal rullino volentieri è quella tavola imbandita, le chiacchiere più o meno alte di chi oramai condivide spazi simil casalinghi con la nonchalance che solamente famiglie ben mixate sanno fare..
Certo, non sempre riesco a mantener dritta la barra.. ogni tanto rischio di rovesciar tutto, di sbandare in curva e perfino sul viale.. perchè ne ho da controllare e di occhi ancora ne ho solamente due nonostante le lenti... allora capitano giornate come quella di oggi che respiri col fiatone già in prima battuta nonostante non abbia neanche accennato ad un movimento rapido delle gambe...
A dire il vero già il prequel settimana scorsa non avrebbe dovuto far pensare a prestazioni da Camp Nou, però non puoi mai dirlo nella vita e ti ritrovi a cambiare idea sulle cose e le persone che neanche i centri di gravità permanente di Battiato avrebbero gestito...
Mi arriva la convocazione da parte di un ente, ad una prima lettura non ben precisato per un colloquio con tale Assistente Sociale, che solo in seguito ho scoperto essere ruolo di totale appannaggio del pubblico femminile di questa parte d'universo.. alla prima telefonata già marco malissimo, scambio per uomo chi mi avrebbe fatto il colloquio e le chiedo quel che avrei potuto già leggere da solo sulla convocazione.. il mio approccio sportivo mi vedeva già relegato in panchina per la finale...
Cerco di organizzare la mattinata nel migliore dei modi incastrandoci dentro un'impossibile scaletta compressa nell'arco di tre ore.. nell'ordine passo prima da negozio per non più di un'oretta.. riprendo la 307 dimenticandomi completamente che l'ingresso a Firenze dalla Fi-Pi-Li alle 9 di mattina vale un deflusso dal Franchi nei mercoledì di Champions League, ma non tutti, quelli da coda tra le gambe e con lo sciopero del tram..
In rapida successione cancello e reindirizzo la memoria prima su Villa Costanza, poi su Ponte a Greve e infine su La Federiga.. last chance... parcheggio un attimino alla cazzo di cane e corricchio, stavolta per davvero, verso la fermata della Tramvia, con la testa che rivive attimi di rincorsa alla metrodenoantri già vissuti oramai quattro anni fa...
Il biglietto tramite l'iphone è la figata da cittadino moderno che mi regalo oramai da tempo quando riappaio sui mezzi Ataf, mentre cominciano a brulicare tra una carrozza e un'altra una non precisata quantità di zaini scolastici e ciuffi da impalcatura nuiorchese che han visto bene di preferire il centro cittadino alle aule scolastiche... mentre passo l'Arno mi torna in mente un Romeo Casamonica interpretato da un fantastico Francesco Nuti... anche lui alle prese con l'assitente sociale.. sorrido un pò.. niente a che vedere, ma la testa gira per conto suo e mica la puoi fermare...
Google Maps mi indica la strada, venti minuti a piedi.. mi impegno, mi par brutto arrivar tardi quando sei stato convocato e di buona lena arrivo con quasi quindici minuti di anticipo... abbasso il minimo e riprendo a respirare come Dio comanda... mi concedo un caffeino rapido accompagnato da shottino di bolle che fa tanto Napoli a pochi passi da piazza Beccaria, poi traverso rapido la carreggiata e prendo d'infilata la mia destinazione...
Salgo i tre scalini che mi dividono dalla portineria che il cartello ostenta come reception e la sensazione di aver varcato il confine tra privato e pubblico è così forte che guardo le mattonelle per veder la linea gialla che delimita due mondi che si sfiorano, ma non si conoscono proprio...
Il portiere, di chiare origini Bellunesi, s'accapa dalla seggiola al di là d'un gabbiottino d'altri tempi.. sarà la posizione stravaccata, sarà che oramai ci sta più comodo che a casa sua, sarà che allungare di poco il collo è il movimento più ardito che fa, ma di lui mentre mi avvicino vedo solo la fronte, ora gli occhi, adesso il naso e non vado oltre... mi presento e chiedo lumi su chi mi dovrà colloquiare.. Mi chiede il documento e senza fare altro mi congeda con un :"si accomodi (con l'accento ben piantato sulla seconda o) pure che la dottoressa è appena entrata in riunione"..
Io:(nella mia nuvoletta)"..ma come è appena entrata in riunione, tra cinque minuti ho l'appuntamento.." ma faccio quel che mi ha detto l'oriundo e mi accomodo su una delle sedie appena dietro di me...
Nel frattempo esce da una stanzina un trittico da album delle figurine.. lei, dottoressa in non so cosa, con tanto di faldoncino sorretto da entrambe le braccia a mo di ponte elevatoio, parlotta a mezza voce con una coppia di peruviani vestiti a specchio.. Timberland con tanto di pelliccina (che intanto fuori fiorivano le viole), occhiali da sole tirati sulla fronte, giubbino nero di pelle che Renzie pareva Ricky Cunningam e ginsino strappato sulle mele... vengono abbandonati temporaneamente a pochi passi da me mentre la dottoressa prende le scale alla destra del portiere..
Mi giro verso la porta d'uscita e mi rigiro che erano già appolpati nella miglior pomiciata che un adolescente possa esibire.. lui si stacca con tanto di schiocco e le fa:".. se la un si sbriga e fo tardi allavoro..".. io in confronto son di Orbassano..
La dottoressa riappare e libera la coppietta di Sanfredianini del Peru con un sorriso e due fogli.. si rigira verso il portiere che nel frattempo cominciava a sudare senza aver mosso un ciglio da quella sedia, lo saluta e lui di rimando in perfetto bellunese le fa:(porgendole un sacchettino da bar) A dottorè... tenga na pastarella.." lei ringrazia, ma respinge il gentile omaggio e sparisce oltre le scale..
Dieci minuti e ne appare un'altra, medesimo faldoncino a mezz'aria piantato sullo stomaco.. passa a lato portiere e fa per venirmi incontro quando il piacione riparte con la solita offerta con pastarella a fine battuta respinta al mittente stavolta senza neanche interrompere il passo.. mi arriva a poche mattonelle e mi fa:"Nannelli Alessandro?".. la seguo nella stanzina di poco prima e ci ritroviamo uno di fronte all'altra quando son passate da poco le dieci..
La chiacchierata parte sul rigidino.. io cerco di aprirmi la strada scusandomi in maniera anche troppo remissiva per l'inconveniente telefonico e lei mi ghiaccia subito la faccina da facciamo la pace, mi perdona? con un:".. nessun problema si figuri, anche se l'assistente sociale è per natura donna... quindi..".. il tutto accompagnato da una smorfiettina a sostenere un fuori campo che chiosava con:"..coglioncello costì.."
I minuti passano rapidi dentro la mia testa, solo una volta fuori mi renderò conto che l'ora batte solamente la mezza.. parliamo del percorso, del controllo che devono effettuare e di come, quando e perchè accadde il fattaccio... mi rendo conto che sono comunque sereno.. non fosse così dopo quattro anni sarebbe un problema.. e probabilmente questo arriva pure a lei che mantenendo un approccio professionale si lascia andare a commenti di comprensione neanche sperati... ci lasciamo i numeri di telefono neanche fossimo amici e mi ritrovo in strada con un mal di schiena d'altri tempi ma leggero come le tiger sfasciate che mi ritrovo ai piedi... adesso non mi resta che ritornare alla stazione, riprendere la Tramvia, di nuovo la 307 , infilarmi in associazione per ragguagliare sul colloquio e far un mini turno da tre ore... rientrare in iper a chiuderlo stasera alle 21etrenta... nel mezzo però, giusto per qualche minuto, il motivo che mi fa sorridere e star bene anche quando non ne avrei la forza, mi ci cullo giusto un pò, quel tanto che basta per affrontare tutto il resto con il sorrisino ebete di chi sa non è mai abbastanza, ma che non ne può più fare a meno...
venerdì 20 dicembre 2013
Spettatore del proprio destino..
11:50... mi avvicino al tornello, magari mi vede meglio..
11:56... mi si para davanti una tipa, distinta, che non conosco:"E' lei il Sig. Nannelli.. salve, sono unnomechehocancellatoall'istante, assistente dell'avvocato, vedrà che sta arrivando, anche perchè io sono già a mezzo tra due udienze quindi non posso più di un paio di minuti.."
Sorrido... il tempo spesso passa inutilmente.. qui proprio sembra cristallizzato.. nessun mutamento se non in direzione opposta al miglioramento...
Il Venusiano, come l'ultima volta, è già oltre il tornello che ci richiama l'attenzione con cenni degni di un marshaller ma di Peretola.. attraversiamo in fretta e furia il controllo e ci immergiamo nelle fondamenta del Palazzo di Giustizia... l'assistente svanisce nel nulla e non me ne rendo neanche conto, fingo tranquillità mantenendo il passo del venusiano ma il percorso è breve e senza respirare due volte mi ritrovo seduto oltre il solito cancellino spettatore di un'udienza che non è la mia..
Nel frattempo l'ottimismo del sostituto mi ha inquinato completamente... "speriamo ci sia il teste altrimenti tocca rimandare un'altra volta, tra l'altro io ho un'udienza tra una decina di minuti proprio qua nell'aula di fronte, nel caso ti lascio li e mi chiami te".. un pò come in pizzeria.. appena è pronto ti faccio uno squillo vai..
Nei pochi minuti nei quali realmente mi sento assistito:
Avv.:"non riesco a capire se c'è il teste oppure no.. nel caso si potrebbe accettare il fanfnens e accettare il dispositivo per cui l'afafgens e te almeno inizi il percorso, che ne dici?
Io:".. ehm.. cioè? accetto e rinuncio, poi che rischio?"
Avv.:"beh.. il rischio massimo è che tu debba fare i lavori di pubblica utilità"
Io:" ma scusa, non siamo qui per quelli? li farei comunque no?"
Avv.:"certo.."
Io:"..appunto.. allora accettiamo il coso e andiamo avanti se non c'è il teste"
Accenna un sorriso, comincia ad andare nervosamente in su e in giù tra il cancelletto e l'ultimo spazio utile prima di incocciare sul Pm che stava arringando di brutto su uno spinoso caso di indebito appropriamento di un pacchetto di fazzoletti..
Mi ritorna a pochi centimetri dal naso, mani ben salde sul tavolino e con un sorriso entusiasta mi suggerisce sottovoce:"E' arrivato anche il teste..".. non so perchè ma credo di esser contento pure io..
La gioia che ci pervade entrambi svanisce immediatamente quando lo vedo intogarsi e prendere rapido la via dell'uscita mentre accenna svariati "si, arrivo subito" all'auricolare perennemente attaccato all'orecchio sinistro, prima di sparire dietro la porta mi cerca con lo sguardo e mi fa il cenno della cornetta.. io di rimando gli confermo la richiesta con un "..e ti chiamo, tranquillo, ti chiamo.." muto e già sfavato...
Probabilmente non ho neanche il tempo di girarmi e cercare il giudice che sento squillare forte il mio secondo cognome da che sono imputato.."..il procedimento a carico del sig. Mannelli...".. tocca a me.. richiamo il venusiano che rientra in aula come era uscito e senza neanche guardarmi oltrepassa l'area dei panchinari per andare diretto a centrocampo.. non fa neanche fischiare l'inizio che già sventola la documentazione che io mi son procurato all'associazione.. il teste non arriva neanche a dieci metri dal giudice, ha fretta, deve rientrare al corpo... certo, lui ha fretta, io qui mi diverto invece.. il giudice lo giustifica e senza neanche farlo parlare lo congeda con un grazie e arrivederci...
Noi abbiam rimandato il procedimento l'ultima volta perchè il teste era assente.. fondamentale questo teste.. non v'è dubbio...
Il giudice sbircia rapidamente la documentazione prodotta e fa un cenno di approvazione al mio sostitutodelmioavvocato.. parte ufficialmente il teatrino.. tre, due, uno.. il Pm picchia sodo, deciso, senza tentennamenti: otto mesi e mille euro di multa... non male, penso.. e mi torna in mente quel tizio, quello che oggi in permesso premio è scappato.. aveva solo ammazzato tre persone.. vuoi che sia.. la legge sarà anche uguale per tutti, ma al momento mi è difficile crederlo... mi giro verso il venusiano che d'amblè mi guarda, guarda il giudice e mi riguarda e cala l'asso.. un genio.. chiede di potersi assentare perchè lo han cercato dall'altra aula.. io rischio di ridergli in faccia ma mi rendo conto che il culo è il mio e qui si sta facendo i finocchi proprio col mio...
il giudice gli fa presente che il procedimento è così breve che sarebbero sufficienti forse altri cinque minuti, niente, il venusiano è irremovibile e comincia ad irrigidirsi.. mentre il giudice complotta col Pm, lui aumenta l'andatura nel girello cancelletto-primo palco di cui prima che Dustin Hoffman in Rain Man era un attorino quando all'improvviso lo colpisce l'illuminazione.. si fa sostituire..
Qui la panchina l'avevo sottovalutata.. si fa lunga.. entra in scena un altro avvocato che era in attesa della sua udienza.. scambia tre parole tre col mio venusiano che lo dichiara abile con un cenno della mano e lo spinge verso di me, spingendosi a sua volta verso la porta...
Il sostituto del sostituto non mi guarda neanche ed esordisce con uno splendido:"Che devo fare?"
Io oramai ho perso coscienza di me e assisto attonito e sconcertato da spettatore al mio destino..
Il Pm, un pò come a scuola, suggerisce di traverso:"dovrebbe almeno chiedere il minimo della pena.."
Il giudice, impietosito probabilmente dall'andirivieni del venusiano e dall'improvvisa investitura del mio nuovosostitutodelsostituto gli ricorda brevemente dei lavori di pubblica utilità e come per incanto da bravo attore riesce deciso a chiosare con un "mi associo alla richiesta del collega" che lo salva in calcio d'angolo..
Nei quaranta minuti di camera di consiglio l'aula si svuota.. spariscono tutti.. un intervallo in piena regola... e come per magia riappare il venusiano... aveva l'iphone scarico e cercava una presa...
Vorrei alzarmi anche perchè è più di un'ora che staziono sulla stessa sedia nella stessa posizione, ma la poca confidenza con l'ambiente mi inchioda sul posto...
A mano a mano rientrano un pò tutti.. manca solo il giudice.. si respira un pò l'aria di fine ricreazione, quando ognuno torna al proprio banco.. ognuno col proprio tablet.. dalla mia posizione riesco a vederli un pò tutti... facebook va per la maggiore, ma anche i solitari hanno i loro fan.. c'è pure il tempo per un classicone.. una coppia da filmettino.. lui più vecchio di lei di almeno vent'anni, avvocato, stempiatino, grassoccio.. di quelli che sudano a respirare, che affannano nell'arringa e passano dal bianco mozzarella al rosso sbiadito dell'agonismo da tribunale perlato appunto dal sudore tipico di chi l'agonismo non sa proprio cosa sia, lei, la sua assistente, probabilmente in affiancamento.. bionda, anzi, finta bionda.. chatouche perfetto, ad occhio e croce uscita ieri dal parrucchiere, con un vestitino che le disegna bene le forme e lascia poco all'immaginazione, rossetto rosso scarlatto e sorrisino compiacente che esplode a comando palesemente innaturale ad ogni sguardo del proprio mecenate.. li becco spalla a spalla, seduti due file più avanti, lei con la testa un pò reclinata sulla spalla di lui, non lo sfiora neanche ma la posizione indica grandissima confidenza, appositamente costruita ma efficace.. lui impegnatissimo in una delle sfide più dure degli ultimi anni di ruzzle, lei ogni tanto prende coraggio e suggerisce tutti i plurali, i maschili e i femminili che le passano per la testa esibendo grande esperienza in nomi di cose, città e animali.. azzarda pure un triplete: mara, mare e mari per finire con un maro che li unisce in un quadretto degno di un sanvalentino d'altri tempi, sorridenti beati della stupideira che li pervade, paian disegnati perfetti ognuno per il proprio ruolo.. fuori intanto si sente quasi la campanella.. i più scalmanati ritardano magari sulla porta a chiacchierare con quelli della classe accanto finchè non rinculano in aula correndo e appare finalmente il professore...
Uno attento saprebbe già cosa succede adesso.. per i meno svegli: Il venusiano parlotta sottovoce con la propria assistente, un'altra, mai vista prima.. poi si alza, la saluta e prende la via del cancelletto, mi si avvicina e mi fa:" devo andare, tanto oramai si sa già com'è andata... ti lascio con la dottoressa, ci sentiamo poi.." ecerto.. come quelli che all'85' li vedi correre a rotta di collo per le scale del franchi per evitare il traffico... non mi scompongo neanche.. il circo oggi è davvero insuperabile...
Venti minuti e il silenzio viene interrotto dalla vocina stridula della dottoressa che risponde al cellulare:"... Già! certo.. me n'ero dimenticata, arrivo subito.."..non promette niente di buono...
La vedo che confabula rapidamente con un avvocato intento a ripassare le proprie carte, poi si alza e mi raggiunge oltre il cancelletto:".. guardi, mi deve scusare ma ho un'altra udienza nell'aula di fronte.. comunque nessun problema tanto oramai si sa già com'è andata.. ci pensa l'Avvocato laggiù a prender due appunti quando il giudice emetterà la sentenza.." beh, rifletto rapidamente, perchè disturbarlo.. potrei prenderli io, due appunti...
Arriva il giudice... ci alziamo tutti nello stesso rispetto che ai miei tempi dovevamo al professore all'inizio dell'ora.. gli otto mesi richiesti dal Pm son diventati quattro... quasi sorrido soddisfatto, di che non lo so.. il sostitutodelladottoressa prende appunti, il giudice stabilisce che il tutto equivale a 124 giorni di lavori di pubblica utilità.. ha detto stecco..:"... da fare..(mentre alza lo sguardo verso il nuovo entrato) entro quando Avvocato?.. facciamo fine duemila14?.. e (qui la perla) il mio nonavvocato esordisce nella suo unico intervento con un:"..macchè.. facciamo giugno..." per un attimo si ferma il tempo, mi giro verso di lui in un arco di tempo che va dalla mezz'ora ai tre quarti d'ora, tempo necessario per permettermi di far svanire nel nulla tutta la violenza che mi sta salendo.. lo guardo e gli chiedo, senza parlare:".. ma che cazzo ne sai te?.. chi cazzo sei? con che cazzo di criterio decidi? ti danno un anno e te fai il fenomeno.. sei mesi..".. ma credo che qualcosa in un qualche strano nuovo mezzo di comunicazione gli sia arrivata perchè si gira e mi rimanda:".. no? dici di no?"... al primo no sento nitidamente il giudice:"...ok.. entro il 25 giugno.."... è proprio il caso di dire che chiuderò coi tre botti di San Giovanni..
La querelle Mannelli finisce verso le una e mezzo.. esco nuovamente dal Palazzo di Giustizia con il solito amaro che mi accompagnò la prima volta.. faccio due conticini della serva senza aver le giuste informazioni e mi sembra che 124 giorni tra gennaio e giugno al netto dei we non ci stanno neanche.. lo sconforto è pesante, mi abbassa le spalle e sento l'urgente bisogno di chiarimenti maggiori che non arriveranno prima di domani... la sensazione vera, forte, che ho vissuto bene è quella dello spettatore del proprio destino, un vero e proprio colloquio di lavoro, l'unico al mondo che ho, con mille domande una dietro l'altra senza il tempo per rispondere, impotente, un muto che urla... la dentro contavo ancora meno del due di picche quando comanda cuori..
11:56... mi si para davanti una tipa, distinta, che non conosco:"E' lei il Sig. Nannelli.. salve, sono unnomechehocancellatoall'istante, assistente dell'avvocato, vedrà che sta arrivando, anche perchè io sono già a mezzo tra due udienze quindi non posso più di un paio di minuti.."
Sorrido... il tempo spesso passa inutilmente.. qui proprio sembra cristallizzato.. nessun mutamento se non in direzione opposta al miglioramento...
Il Venusiano, come l'ultima volta, è già oltre il tornello che ci richiama l'attenzione con cenni degni di un marshaller ma di Peretola.. attraversiamo in fretta e furia il controllo e ci immergiamo nelle fondamenta del Palazzo di Giustizia... l'assistente svanisce nel nulla e non me ne rendo neanche conto, fingo tranquillità mantenendo il passo del venusiano ma il percorso è breve e senza respirare due volte mi ritrovo seduto oltre il solito cancellino spettatore di un'udienza che non è la mia..
Nel frattempo l'ottimismo del sostituto mi ha inquinato completamente... "speriamo ci sia il teste altrimenti tocca rimandare un'altra volta, tra l'altro io ho un'udienza tra una decina di minuti proprio qua nell'aula di fronte, nel caso ti lascio li e mi chiami te".. un pò come in pizzeria.. appena è pronto ti faccio uno squillo vai..
Nei pochi minuti nei quali realmente mi sento assistito:
Avv.:"non riesco a capire se c'è il teste oppure no.. nel caso si potrebbe accettare il fanfnens e accettare il dispositivo per cui l'afafgens e te almeno inizi il percorso, che ne dici?
Io:".. ehm.. cioè? accetto e rinuncio, poi che rischio?"
Avv.:"beh.. il rischio massimo è che tu debba fare i lavori di pubblica utilità"
Io:" ma scusa, non siamo qui per quelli? li farei comunque no?"
Avv.:"certo.."
Io:"..appunto.. allora accettiamo il coso e andiamo avanti se non c'è il teste"
Accenna un sorriso, comincia ad andare nervosamente in su e in giù tra il cancelletto e l'ultimo spazio utile prima di incocciare sul Pm che stava arringando di brutto su uno spinoso caso di indebito appropriamento di un pacchetto di fazzoletti..
Mi ritorna a pochi centimetri dal naso, mani ben salde sul tavolino e con un sorriso entusiasta mi suggerisce sottovoce:"E' arrivato anche il teste..".. non so perchè ma credo di esser contento pure io..
La gioia che ci pervade entrambi svanisce immediatamente quando lo vedo intogarsi e prendere rapido la via dell'uscita mentre accenna svariati "si, arrivo subito" all'auricolare perennemente attaccato all'orecchio sinistro, prima di sparire dietro la porta mi cerca con lo sguardo e mi fa il cenno della cornetta.. io di rimando gli confermo la richiesta con un "..e ti chiamo, tranquillo, ti chiamo.." muto e già sfavato...
Probabilmente non ho neanche il tempo di girarmi e cercare il giudice che sento squillare forte il mio secondo cognome da che sono imputato.."..il procedimento a carico del sig. Mannelli...".. tocca a me.. richiamo il venusiano che rientra in aula come era uscito e senza neanche guardarmi oltrepassa l'area dei panchinari per andare diretto a centrocampo.. non fa neanche fischiare l'inizio che già sventola la documentazione che io mi son procurato all'associazione.. il teste non arriva neanche a dieci metri dal giudice, ha fretta, deve rientrare al corpo... certo, lui ha fretta, io qui mi diverto invece.. il giudice lo giustifica e senza neanche farlo parlare lo congeda con un grazie e arrivederci...
Noi abbiam rimandato il procedimento l'ultima volta perchè il teste era assente.. fondamentale questo teste.. non v'è dubbio...
Il giudice sbircia rapidamente la documentazione prodotta e fa un cenno di approvazione al mio sostitutodelmioavvocato.. parte ufficialmente il teatrino.. tre, due, uno.. il Pm picchia sodo, deciso, senza tentennamenti: otto mesi e mille euro di multa... non male, penso.. e mi torna in mente quel tizio, quello che oggi in permesso premio è scappato.. aveva solo ammazzato tre persone.. vuoi che sia.. la legge sarà anche uguale per tutti, ma al momento mi è difficile crederlo... mi giro verso il venusiano che d'amblè mi guarda, guarda il giudice e mi riguarda e cala l'asso.. un genio.. chiede di potersi assentare perchè lo han cercato dall'altra aula.. io rischio di ridergli in faccia ma mi rendo conto che il culo è il mio e qui si sta facendo i finocchi proprio col mio...
il giudice gli fa presente che il procedimento è così breve che sarebbero sufficienti forse altri cinque minuti, niente, il venusiano è irremovibile e comincia ad irrigidirsi.. mentre il giudice complotta col Pm, lui aumenta l'andatura nel girello cancelletto-primo palco di cui prima che Dustin Hoffman in Rain Man era un attorino quando all'improvviso lo colpisce l'illuminazione.. si fa sostituire..
Qui la panchina l'avevo sottovalutata.. si fa lunga.. entra in scena un altro avvocato che era in attesa della sua udienza.. scambia tre parole tre col mio venusiano che lo dichiara abile con un cenno della mano e lo spinge verso di me, spingendosi a sua volta verso la porta...
Il sostituto del sostituto non mi guarda neanche ed esordisce con uno splendido:"Che devo fare?"
Io oramai ho perso coscienza di me e assisto attonito e sconcertato da spettatore al mio destino..
Il Pm, un pò come a scuola, suggerisce di traverso:"dovrebbe almeno chiedere il minimo della pena.."
Il giudice, impietosito probabilmente dall'andirivieni del venusiano e dall'improvvisa investitura del mio nuovosostitutodelsostituto gli ricorda brevemente dei lavori di pubblica utilità e come per incanto da bravo attore riesce deciso a chiosare con un "mi associo alla richiesta del collega" che lo salva in calcio d'angolo..
Nei quaranta minuti di camera di consiglio l'aula si svuota.. spariscono tutti.. un intervallo in piena regola... e come per magia riappare il venusiano... aveva l'iphone scarico e cercava una presa...
Vorrei alzarmi anche perchè è più di un'ora che staziono sulla stessa sedia nella stessa posizione, ma la poca confidenza con l'ambiente mi inchioda sul posto...
A mano a mano rientrano un pò tutti.. manca solo il giudice.. si respira un pò l'aria di fine ricreazione, quando ognuno torna al proprio banco.. ognuno col proprio tablet.. dalla mia posizione riesco a vederli un pò tutti... facebook va per la maggiore, ma anche i solitari hanno i loro fan.. c'è pure il tempo per un classicone.. una coppia da filmettino.. lui più vecchio di lei di almeno vent'anni, avvocato, stempiatino, grassoccio.. di quelli che sudano a respirare, che affannano nell'arringa e passano dal bianco mozzarella al rosso sbiadito dell'agonismo da tribunale perlato appunto dal sudore tipico di chi l'agonismo non sa proprio cosa sia, lei, la sua assistente, probabilmente in affiancamento.. bionda, anzi, finta bionda.. chatouche perfetto, ad occhio e croce uscita ieri dal parrucchiere, con un vestitino che le disegna bene le forme e lascia poco all'immaginazione, rossetto rosso scarlatto e sorrisino compiacente che esplode a comando palesemente innaturale ad ogni sguardo del proprio mecenate.. li becco spalla a spalla, seduti due file più avanti, lei con la testa un pò reclinata sulla spalla di lui, non lo sfiora neanche ma la posizione indica grandissima confidenza, appositamente costruita ma efficace.. lui impegnatissimo in una delle sfide più dure degli ultimi anni di ruzzle, lei ogni tanto prende coraggio e suggerisce tutti i plurali, i maschili e i femminili che le passano per la testa esibendo grande esperienza in nomi di cose, città e animali.. azzarda pure un triplete: mara, mare e mari per finire con un maro che li unisce in un quadretto degno di un sanvalentino d'altri tempi, sorridenti beati della stupideira che li pervade, paian disegnati perfetti ognuno per il proprio ruolo.. fuori intanto si sente quasi la campanella.. i più scalmanati ritardano magari sulla porta a chiacchierare con quelli della classe accanto finchè non rinculano in aula correndo e appare finalmente il professore...
Uno attento saprebbe già cosa succede adesso.. per i meno svegli: Il venusiano parlotta sottovoce con la propria assistente, un'altra, mai vista prima.. poi si alza, la saluta e prende la via del cancelletto, mi si avvicina e mi fa:" devo andare, tanto oramai si sa già com'è andata... ti lascio con la dottoressa, ci sentiamo poi.." ecerto.. come quelli che all'85' li vedi correre a rotta di collo per le scale del franchi per evitare il traffico... non mi scompongo neanche.. il circo oggi è davvero insuperabile...
Venti minuti e il silenzio viene interrotto dalla vocina stridula della dottoressa che risponde al cellulare:"... Già! certo.. me n'ero dimenticata, arrivo subito.."..non promette niente di buono...
La vedo che confabula rapidamente con un avvocato intento a ripassare le proprie carte, poi si alza e mi raggiunge oltre il cancelletto:".. guardi, mi deve scusare ma ho un'altra udienza nell'aula di fronte.. comunque nessun problema tanto oramai si sa già com'è andata.. ci pensa l'Avvocato laggiù a prender due appunti quando il giudice emetterà la sentenza.." beh, rifletto rapidamente, perchè disturbarlo.. potrei prenderli io, due appunti...
Arriva il giudice... ci alziamo tutti nello stesso rispetto che ai miei tempi dovevamo al professore all'inizio dell'ora.. gli otto mesi richiesti dal Pm son diventati quattro... quasi sorrido soddisfatto, di che non lo so.. il sostitutodelladottoressa prende appunti, il giudice stabilisce che il tutto equivale a 124 giorni di lavori di pubblica utilità.. ha detto stecco..:"... da fare..(mentre alza lo sguardo verso il nuovo entrato) entro quando Avvocato?.. facciamo fine duemila14?.. e (qui la perla) il mio nonavvocato esordisce nella suo unico intervento con un:"..macchè.. facciamo giugno..." per un attimo si ferma il tempo, mi giro verso di lui in un arco di tempo che va dalla mezz'ora ai tre quarti d'ora, tempo necessario per permettermi di far svanire nel nulla tutta la violenza che mi sta salendo.. lo guardo e gli chiedo, senza parlare:".. ma che cazzo ne sai te?.. chi cazzo sei? con che cazzo di criterio decidi? ti danno un anno e te fai il fenomeno.. sei mesi..".. ma credo che qualcosa in un qualche strano nuovo mezzo di comunicazione gli sia arrivata perchè si gira e mi rimanda:".. no? dici di no?"... al primo no sento nitidamente il giudice:"...ok.. entro il 25 giugno.."... è proprio il caso di dire che chiuderò coi tre botti di San Giovanni..
La querelle Mannelli finisce verso le una e mezzo.. esco nuovamente dal Palazzo di Giustizia con il solito amaro che mi accompagnò la prima volta.. faccio due conticini della serva senza aver le giuste informazioni e mi sembra che 124 giorni tra gennaio e giugno al netto dei we non ci stanno neanche.. lo sconforto è pesante, mi abbassa le spalle e sento l'urgente bisogno di chiarimenti maggiori che non arriveranno prima di domani... la sensazione vera, forte, che ho vissuto bene è quella dello spettatore del proprio destino, un vero e proprio colloquio di lavoro, l'unico al mondo che ho, con mille domande una dietro l'altra senza il tempo per rispondere, impotente, un muto che urla... la dentro contavo ancora meno del due di picche quando comanda cuori..
sabato 19 ottobre 2013
Perché mai avere fretta_2
Mi ritrovo come cinque mesi fa seduto sullo stesso strapuntino poco fuori il Palazzo di Giustizia, l'autunno fa il bischero, ma in sostanza fa quello che deve.. parto di casa col bavero bene allacciato e trovo ventiseigradiventisei che pare scoppiata la primavera... ho appuntamento alle 10eunquarto ma non mi spiego come alle dieci son già li a pochi passi dal metal detector..
Ripenso a cinque mesi fa.. al sostituto, il vulcaniano che manco mi dette la mano... ricordi lontani, lasciam perdere.. oggi si fa sul serio, ci siam mossi per tempo, la documentazione c'è, l'avvocato pure... non vedo l'ora di chiudere questo capitolo e ripartire...
Ore 1026.. sms: Ciao Alessandro, oggi non potrò esserci, ti seguirà l'avv..... ci sentiamo a fine udienza..."
Chiudo il msg, lo riapro, lo rileggo... lo richiudo.
Mi guardo in giro.. Son passati cinque mesi... ho anche il giubbino addosso... ero a mezze maniche, la polo.. me lo ricordo bene.. semi sportivo... scuoto la testa... sorrido.. ma non ci credo troppo, al sorriso..
Sguardo il cielo ma non faccio in tempo a elencare i santi che mi squilla un numero che non ho in rubrica..
Avv.:"sig. Nannelli, salve, sono... dove si trova?"
Io:"Buongiorno Avv..., sono davanti all'ingresso del Tribunale"
Avv.:"No, signor Nannelli, davanti all'ingresso ci sono io, lei dov'è?"
Vabbene, fai pure il simpatico, cos'è una candid camera?...
Mi giro e lo vedo che si sbraccia a dieci metri da me.. due pirla che si telefonano..
Il vulcaniano ha già oltrepassato i metal detector, io lo raggiungo e stravolgendo le regole del suo pianeta mi stringe pure la mano.. Si avvia ed io da bravo imputato lo seguo diligente..
Avv.:"ah, le dico subito che la documentazione secondo me non va assolutamente bene... vedrà che il giudice rinvia.."
Io:"Ecerto.. mi chiedevo appunto, abbiamo avuto solo tre mesi di tempo per i fogli necessari..."
Avv.:"guardi sig. Nannelli che ci siamo spesi un bel pò.."
Io:"Obbiettivamente, non se la prenda, ma comincio a dubitarlo.."
Avv.:"..ma magari son fisime nostre, inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta.."
Evito di approfondire la polemica... ma sento già un amarino che mi sale la gola.. la faccia non credo lo stia nascondendo bene..
Entriamo in aula che è in corso un dibattimento con tanto di testimone.. il pm fa il suo lavoro e l'Avvocato difensore ribatte energicamente, il giudice li richiama all'ordine.. il teatrino sembra funzionare a meraviglia stamani.. finché non si gira il vulcaniano e mi fa:"siamo un pò indietro mi sa, è l'udienza delle nove.."
Io:"ah, però.."
Avv.:"io alle undici ho un'altra udienza, lei stia qui e nel caso toccasse a noi mi faccia uno squillo.."
Io:"Ecerto... sto qui, faccio la claque.. tanto mica ho da fare.."
Dopo dieci minuti mi ritrovo da solo seduto accanto ad altri due avvocati, che non sono ovviamente i miei, in attesa del loro turno, mentre il pm arringa e il difensore ovviamente dice la sua attaccandosi a mille postille, mille codicini elencati uno per uno, il giudice intanto suggerisce la frasina d'inizio testimonianza ad un albanese che nel maggio di qualche anno fa ha assistito ad un incidente e che in italiano sa dire a malapena il suo nome, che ovviamente è in albanese.. sbiascica al microfono un "nient'altro che la verità" che mi verrebbe voglia di fargli il palloncino...
Per un attimo mi concentro e cerco di seguire la dinamica.. rischio quasi di appassionarmi...
Ogni tanto appare qualche Avvocato in ritardo sul ruolino di marcia che fa aggiornare le udienze.. la mia cartellina perde posizioni che è un piacere, non mio beninteso..
Arrivano nell'ordine un Avvocato di Bologna che aveva trovato traffico sulla A1 per l'udienza delle 930, un altro al quale avevano rubato la toga e un altro ancora che non si ricordava se la sua udienza era fissata per oggi... ovviamente si, ed era una di quelle poco prima della mia...
Mi sento quasi in colpa per aver pensato male del mio...
Mi sorbisco ben sei udienze... tutte con risultati alterni... le prime due rinviate per assenza del teste, tutte con l'imputato in contumacia, si.. avete letto bene, in contumacia e non potete capire la soddisfazione di poter sentir certe parole, accanto a me adesso un pavone passerebbe inosservato, contumacia è propria di questo mondo ed io l'ho sentita in diretta, mi sento quasi figo, ma solo per due secondi sia chiaro; ben due assoluzioni e, badate bene, per ben due volte il giudice si è pure ritirato in camera di consiglio... un giorno in pretura in prima visione e io sono nel back stage col pass del regista...
Nel frattempo riemerge il vulcaniano... io mi ero defilato nella zona precancellino... dove nei film, ma anche nella realtà, adesso lo posso dire, si siede il pubblico... lo vedo che parlotta un attimo col pm e poi volta lo sguardo verso di me... smorfia un attimo e mi soffia sottovoce:" manca il teste, si rinvia"
..notare che sono le 12e40...
Lo guardo un pò perplesso e gli rimando:"cioè?"
Avv.:"cioè manca il teste e si rinvia l'udienza"... ah, beh adesso è molto più chiaro..
Alle tredici e dieci, dopo due ore e quaranta, ecco il nostro turno...
Non facciamo in tempo neanche a metterci a sedere, il vulcaniano indossa ancora mezza toga e mentre tenta di tirar su la spalla destra, un po' come facevamo da piccini per tirar su lo zaino della scuola, il pm ci sega le gambe in tre secondi netti togliendomi anche l'ultima speranzuccia, quella che hai anche quando tutto dice il contrario:"sig. Giudice, ho la giustifica per l'assenza del teste.."
Il gelo... perché dentro di me fantasticavo un po' come durante l'ultima di campionato quando finimmo per perdere il terzo posto per un rigore inesistente per il Milan e lo sapevamo già che sarebbe andata così..
Il gelo... perché dentro di me fantasticavo un po' come durante l'ultima di campionato quando finimmo per perdere il terzo posto per un rigore inesistente per il Milan e lo sapevamo già che sarebbe andata così..
L'Avv. si gira col sorrisino del telavevodettoio e mi fa:"si rinvia.. e cmq si sarebbe rinviato lo stesso perchè la documentazione vedrai non andava bene.." ridagli..
Tre minuti di teatrino per arrivare a definire data e ora della nuova udienza..
Usciamo dall'aula che battono appena venti minuti dopo il tocco...
Saluto il vulcaniano cercando di fargli arrivare tutto il mio disprezzo nell'arrivederci più balogio che poteva uscirmi dalla bocca...
Rispondo ai msg che nel frattempo mi avevano raggiunto e arrivo alla 307 completamente svuotato..
mi chiedo più volte dove e soprattutto chi sta sbagliando in tutta la filiera... non mi capacito, non arrivo a capire quanto possa essere difficile adesso che la patente me l'han tolta per sei mesi, ho fatto tutte le analisi del caso, più di una volta, mi han reso la patente da tre anni esatti e ho già i contatti per il famosi lavori di pubblica utilità... devo semplicemente scontare la pena e qualcuno nel percorso trova il modo per rallentare tutto...
Josef K. fece una brutta fine e fortunatamente non siamo a inizio 900, ma la sensazione del pacco postale, dell'ignorare completamente le motivazioni di questi continui fermi, l'impressione di esser parte di un ingranaggio nascosto dal quale non si riesce ad uscire la sento forte.. è un pò come sentirsi l'unico che vede l'uscita, indicarla e accorgersi che tutti voltano lo sguardo... Hai voglia ad urlare...
mercoledì 15 maggio 2013
Perchè mai aver fretta..
E' ancora buio.. provo ad aprire gli occhi nonostante il sonno cerchi di fare il contrario... ma la sveglia diventata oramai naturale delle 6:30 vince.. mi obbligo a un paio di acrobatici rigiri su me stesso finendo col braccio sinistro incastrato sotto la spalla destra in una posizione non proprio comoda, ma la condizione di semisvenuto accetta pure questa di buon grado, l'importante è non alzarsi, non ancora...
Un'ora dopo a vedermi dall'alto potrei sembrare l'uomo vitruviano di Leonardo da Vinci... si, vabbene, con le dovute proporzioni del caso... gli occhi puntano il soffitto e non ne vogliono sapere di richiudersi... comincia ad essere inutile continuare questa pantomima... fuori cinguettano pare una voliera e anche loro non mi aiutano.. ci riprovo..
Ore otto... sento distintamente gli operai del piano di sopra che cominciano a scalpellare probabilmente la mattonella precisa sopra di me, sembrano in dieci sulla solita e ovviamente tengono un ritmo differente... nel corridoio intanto altri cominciano a passare cavi per i condizionatori che finalmente i miei han deciso di installare dopo estati intere a boccheggiare... sicuramente questa sarà l'estate più fredda degli ultimi vent'anni... è ora che mi alzi... ha ragione Paolo, mi lavorano tutti contro...
L'idea di far colazione in casa mi balena per la testa giusto il tempo di arrivare alla porta di camera, entro in bagno e l'ho già dimenticata... è bene che esca di qui nel più breve tempo possibile...
Mi ritrovo a sdubbiare parecchio sul cosa mettermi... quasi come dovessi far da testimone a qualche matrimonio... va bene essere informali ma non posso rischiare di apparire quel che non vorrei proprio oggi che avrò un giudice che mi squadrerà ben bene... opto per una polettina a mezza strada tra lo sportivo e il classico... non darò troppo nell'occhio e il profilo basso in queste occasioni è la miglior condizione..
Scendo che i 19° mi applaudono per l'azzardo delle mezze maniche... però al sole si sta d'incanto... faccio per arrivare alle 307, mi fermo e mi dico che il Parco San Donato non è poi così lontano, potrei andarci a piedi.. perché no... mi ricordo che ho appena comprato la bici, potrei tentare l'esordio... poi in realtà mi ritrovo seduto in macchina... ho un anticipo di due ore sull'appuntamento, credo sia la prima volta nella mia vita, preferisco non cambiare in corsa le poche certezze che ho stamani...
Mi fermo a far colazione sperando che mi ci voglia almeno mezz'ora per mangiarmi la brioche e che mi arrivi un cappuccino così caldo che devo aspettare quell'oretta perchè si ghiacci... niente da fare.. dieci minuti e mi ritrovo come i pensionati a girellar per il parco... mi siedo su una panchina e scarico un ebook fresco fresco che quell'ormai famosissimo amico mio ha appena piazzato sul mercato, le poche pagine che leggo mi distolgono dai pensieri che avrò da affrontare, chapeau Enzino.. i sogni si possono realizzare.. esco dal nuovo verde di Firenze un pò deluso... il Central Park de noantri è bellino ma ce ne corre...
Arrivo all'appuntamento con l'Avv. con dieci minuti di anticipo..
Avv.:"allora... ci siamo, finalmente.. tra l'altro io non ci posso essere perché ho un'altra udienza, ma ti lascio in mani buone.."
Ci avviamo all'ingresso del Tribunale, in effetti risulto un po' troppo sportivo con questa polo, entro in un giro di giacche e cravatte tali che finisco col bramare una cabina telefonica per fare come Superman..
Il penale è al sottosuolo... ci arriviamo da una rampa lasciandoci alle spalle una galleria illuminata dal sole che rende meno tetro un posticino nel quale difficilmente si entra sorridendo...
Il silenzio qua sotto regna incontrastato... il sostituto del mio avvocato ci viene incontro e accennandogli un sorriso, gli chiede:" ma questo Nannelli c'è?".. il mio avvocato mi indica e il tipo si presenta allungandomi due dita due della mano... non so, magari è vulcaniano e lassù usa così.. restiamo io e lui, anzi, resto io visto che lui si dilegua verso un capannello di colleghi rassicurandomi con un "..tranquillo, tra un pò andiamo.. aula ventidue..".. guardo l'iphone:"tranquillo.. certo, son le diecieventisette.. abbiamo ancora tre lunghissimi minuti...".. non avendo familiarità con il posto assumo posizioni da astanteria da pronto soccorso, finendo col leggere i pannelli informativi di qualsiasi genere...
Passati dieci minuti, me lo sento correre alle spalle mentre mi suggerisce nuovamente l'aula... gli entro in coda in una fuga improvvisa, dietro a me quella che mi son immaginato come la sua assistente mi tiene il ritmo e passate poche porte finiamo con lo sparire dentro l'aula 22 come si fosse alla stazione centrale col treno che sta partendo...
L'Avv. esordisce con un "Signor Giudice siamo in tempo per Nannelli delle 1030?"... io intanto mi chiedo dove sono finito... il Giudice:"Certo Avvocato, stavo giusto appunto cominciando"... non conosco i tempi ne le modalità ma già questi primi dieci minuti di subappalto mi preoccupano...
L'aula è come me la sono immaginata... "la legge è uguale per tutti" campeggia ben alta alle spalle del Giudice.. passo un cancellino e mi ritrovo davanti a un banchino con tanto di microfono, alla mia sinistra il famosissimo PM... alla mia destra il sostituto e la sua Assistente...
E' davvero un aula di tribunale... non è un teatrino... devo fare il serio... la tensione c'è, la sento e mi sforzo di capire tutto quello che mi succede intorno... finisco col non sedermi totalmente sulla sedia.. inizia una tiritera tecnica propria del procedimento... una sorta di ora pro nobis dove a mala pena intercetto le prime e le ultime parole, numeri, comma, articoli, ecc... ad un certo punto sento nitidamente "'l'imputato signor Mannelli..."... non ci posso credere.. lascio correre, il mio Avv. risponde sulla stessa melodia una serie di frasi fatte che han da esserci in un teatrino che pare stanco, dove nessuno ha realmente motivazioni da vendere... mi rendo conto che in una ipotetica scaletta la gravità del mio procedimento sta davvero là in basso immischiata nella lotta per non retrocedere, intanto palleggio il mio sguardo tra il giudice, il pm e l'Avvocato... in sostanza non ci capisco un cazzo, so solo che ad un certo punto, nei 5 minuti 5 di procedimento, tanto è durato questo mio momento di gloria, il mio avvocato torna verso di me dopo un conciliabolo col giudice durato forse trenta secondi esordendo con:" hai capito no? devi farti rifare in originale il tutto con la specifica del... per evitare il... famosissimo vizio di forma, immancabile, che rimanda il tutto a ottobre...
Accenno un paio di si con la testa e ripenso al calendario... ottobre... tra cinque mesi... perché prima mi chiedo io... saluto tutti con un leggero amaro che mi comincia a salir dallo stomaco... risalgo la rampa, mi riappare il cielo, l'aria e la luce rende tutto più nitido... è durata poco e non è servita a niente.. ecco la sostanza... ho fatto bene a venire, parlavano di me in un aula di tribunale... niente di che per fortuna era una pura formalità che è stata rimandata di cinque mesi per una virgola di troppo... ho fatto bene perché è come una cicatrice, si rimargina certo.. ma mi resterà sempre addosso e per sempre mi ricorderà attimo per attimo tutto quel che mi è successo dopo quel mio errore di tre anni fa...
Un'ora dopo a vedermi dall'alto potrei sembrare l'uomo vitruviano di Leonardo da Vinci... si, vabbene, con le dovute proporzioni del caso... gli occhi puntano il soffitto e non ne vogliono sapere di richiudersi... comincia ad essere inutile continuare questa pantomima... fuori cinguettano pare una voliera e anche loro non mi aiutano.. ci riprovo..
Ore otto... sento distintamente gli operai del piano di sopra che cominciano a scalpellare probabilmente la mattonella precisa sopra di me, sembrano in dieci sulla solita e ovviamente tengono un ritmo differente... nel corridoio intanto altri cominciano a passare cavi per i condizionatori che finalmente i miei han deciso di installare dopo estati intere a boccheggiare... sicuramente questa sarà l'estate più fredda degli ultimi vent'anni... è ora che mi alzi... ha ragione Paolo, mi lavorano tutti contro...
L'idea di far colazione in casa mi balena per la testa giusto il tempo di arrivare alla porta di camera, entro in bagno e l'ho già dimenticata... è bene che esca di qui nel più breve tempo possibile...
Mi ritrovo a sdubbiare parecchio sul cosa mettermi... quasi come dovessi far da testimone a qualche matrimonio... va bene essere informali ma non posso rischiare di apparire quel che non vorrei proprio oggi che avrò un giudice che mi squadrerà ben bene... opto per una polettina a mezza strada tra lo sportivo e il classico... non darò troppo nell'occhio e il profilo basso in queste occasioni è la miglior condizione..
Scendo che i 19° mi applaudono per l'azzardo delle mezze maniche... però al sole si sta d'incanto... faccio per arrivare alle 307, mi fermo e mi dico che il Parco San Donato non è poi così lontano, potrei andarci a piedi.. perché no... mi ricordo che ho appena comprato la bici, potrei tentare l'esordio... poi in realtà mi ritrovo seduto in macchina... ho un anticipo di due ore sull'appuntamento, credo sia la prima volta nella mia vita, preferisco non cambiare in corsa le poche certezze che ho stamani...
Mi fermo a far colazione sperando che mi ci voglia almeno mezz'ora per mangiarmi la brioche e che mi arrivi un cappuccino così caldo che devo aspettare quell'oretta perchè si ghiacci... niente da fare.. dieci minuti e mi ritrovo come i pensionati a girellar per il parco... mi siedo su una panchina e scarico un ebook fresco fresco che quell'ormai famosissimo amico mio ha appena piazzato sul mercato, le poche pagine che leggo mi distolgono dai pensieri che avrò da affrontare, chapeau Enzino.. i sogni si possono realizzare.. esco dal nuovo verde di Firenze un pò deluso... il Central Park de noantri è bellino ma ce ne corre...
Arrivo all'appuntamento con l'Avv. con dieci minuti di anticipo..
Avv.:"allora... ci siamo, finalmente.. tra l'altro io non ci posso essere perché ho un'altra udienza, ma ti lascio in mani buone.."
Ci avviamo all'ingresso del Tribunale, in effetti risulto un po' troppo sportivo con questa polo, entro in un giro di giacche e cravatte tali che finisco col bramare una cabina telefonica per fare come Superman..
Il penale è al sottosuolo... ci arriviamo da una rampa lasciandoci alle spalle una galleria illuminata dal sole che rende meno tetro un posticino nel quale difficilmente si entra sorridendo...
Il silenzio qua sotto regna incontrastato... il sostituto del mio avvocato ci viene incontro e accennandogli un sorriso, gli chiede:" ma questo Nannelli c'è?".. il mio avvocato mi indica e il tipo si presenta allungandomi due dita due della mano... non so, magari è vulcaniano e lassù usa così.. restiamo io e lui, anzi, resto io visto che lui si dilegua verso un capannello di colleghi rassicurandomi con un "..tranquillo, tra un pò andiamo.. aula ventidue..".. guardo l'iphone:"tranquillo.. certo, son le diecieventisette.. abbiamo ancora tre lunghissimi minuti...".. non avendo familiarità con il posto assumo posizioni da astanteria da pronto soccorso, finendo col leggere i pannelli informativi di qualsiasi genere...
Passati dieci minuti, me lo sento correre alle spalle mentre mi suggerisce nuovamente l'aula... gli entro in coda in una fuga improvvisa, dietro a me quella che mi son immaginato come la sua assistente mi tiene il ritmo e passate poche porte finiamo con lo sparire dentro l'aula 22 come si fosse alla stazione centrale col treno che sta partendo...
L'Avv. esordisce con un "Signor Giudice siamo in tempo per Nannelli delle 1030?"... io intanto mi chiedo dove sono finito... il Giudice:"Certo Avvocato, stavo giusto appunto cominciando"... non conosco i tempi ne le modalità ma già questi primi dieci minuti di subappalto mi preoccupano...
L'aula è come me la sono immaginata... "la legge è uguale per tutti" campeggia ben alta alle spalle del Giudice.. passo un cancellino e mi ritrovo davanti a un banchino con tanto di microfono, alla mia sinistra il famosissimo PM... alla mia destra il sostituto e la sua Assistente...
E' davvero un aula di tribunale... non è un teatrino... devo fare il serio... la tensione c'è, la sento e mi sforzo di capire tutto quello che mi succede intorno... finisco col non sedermi totalmente sulla sedia.. inizia una tiritera tecnica propria del procedimento... una sorta di ora pro nobis dove a mala pena intercetto le prime e le ultime parole, numeri, comma, articoli, ecc... ad un certo punto sento nitidamente "'l'imputato signor Mannelli..."... non ci posso credere.. lascio correre, il mio Avv. risponde sulla stessa melodia una serie di frasi fatte che han da esserci in un teatrino che pare stanco, dove nessuno ha realmente motivazioni da vendere... mi rendo conto che in una ipotetica scaletta la gravità del mio procedimento sta davvero là in basso immischiata nella lotta per non retrocedere, intanto palleggio il mio sguardo tra il giudice, il pm e l'Avvocato... in sostanza non ci capisco un cazzo, so solo che ad un certo punto, nei 5 minuti 5 di procedimento, tanto è durato questo mio momento di gloria, il mio avvocato torna verso di me dopo un conciliabolo col giudice durato forse trenta secondi esordendo con:" hai capito no? devi farti rifare in originale il tutto con la specifica del... per evitare il... famosissimo vizio di forma, immancabile, che rimanda il tutto a ottobre...
Accenno un paio di si con la testa e ripenso al calendario... ottobre... tra cinque mesi... perché prima mi chiedo io... saluto tutti con un leggero amaro che mi comincia a salir dallo stomaco... risalgo la rampa, mi riappare il cielo, l'aria e la luce rende tutto più nitido... è durata poco e non è servita a niente.. ecco la sostanza... ho fatto bene a venire, parlavano di me in un aula di tribunale... niente di che per fortuna era una pura formalità che è stata rimandata di cinque mesi per una virgola di troppo... ho fatto bene perché è come una cicatrice, si rimargina certo.. ma mi resterà sempre addosso e per sempre mi ricorderà attimo per attimo tutto quel che mi è successo dopo quel mio errore di tre anni fa...
mercoledì 24 aprile 2013
..and if you close your eyes...
Avv.:"Ciao Ale, ci siamo... finalmente.. il 15 hai il processo.."
Ale:"Ciao Avvocato (perché io lo chiamo avvocato.. nella pseudoformalità risulta persino simpatico).. processo?... (fingendo di cader dal pero)..."
Avv.:"si Ale, la paten.."
Ale:"(interrompendo con una risatina accennata, di quelle accompagnate da un respiro strascicato).. si Lorenzo, facevo lo gnorri, giusto per ruzzare... ho capito.. ricordo, avevo tre anni meno... Santa Giustizia!"
Era lunedì.. stavo ancora ripensando al 4-3 tanto mondiale quanto pazzo con il quale la mia Fiorentina aveva riasciugato un bucato che pareva da ripiegare, ma che si era mezzato in dieci minuti di pura follia...
Se chiudo gli occhi ho ancora bene bene davanti a me la paletta, l'Arno a destra e l'immediata sensazione di averlo preso nel culo che risale oramai a tre anni fa..
Non mi sento di poter dire che non sto nella pelle.. il 15 maggio arriverà.. son curioso di veder com'è realmente starsene in tribunale dalla parte del torto, consapevole che la condanna l'ho già presa, so come la pagherò e che tutto sommato adesso, ma solo adesso, posso anche dirmi fortunato se guardo a chi davvero in tribunale ci va per situazioni più difficili.. certo che resta la palese stortura che io la dentro non ci sarei dovuto finire per un amaro di troppo ma tant'è... vedo la bandiera a scacchi.. facciamoci pure l'ultimo giro e sorridiamo ai flash..
Sto nell'incertezza se partecipare o meno visto che l'Avv mi ha detto che posso pure non presenziare.. però mi spinge tanto la quasi certezza che io la dentro, (mi tocco le palle nel mentre) ma quando ci ricapito? insomma.. parlano di me o no? dei fatti miei? e allora sti cazzi, io la faccia ce la metto.. le voglio provare tutte le sensazioni... anche quella di esser trattato da delinquente...
Nel frattempo la quota quaranta si è avvicinata ed è stato proprio questo richiamo all'ordine che mi ha rifilato in mano, come una mattonata, il tempo che è passato da quel marzo duemila10.. perchè di fatto poi uno mica lo conta... lo vive.. esiston poi dei paletti che ti confermano che per davvero passa.. guardi avanti, cammini, a volte corri.. ti rilassi, ricominci a camminare... a zoppino talvolta, in bici (se non te la portan via)... poi c'è il rosso, aspetti il verde... e così via.. quotidianità.. poi ci son quelle mattine che fanno da spartiacque.. tipo la telefonata di cui sopra... come a dire: oh ciccio.. son passati tre anni.. così, giusto per gradire.. e te che fai, ti giri indietro, riguardi avanti, ti rigiri, boia.. tre anni.. vo-la-ti.. proprio da scandire... e con la bocca che si piega negli angoli verso il basso e lo sguardo che nella nuvoletta ha un'espressione sola, quella.. la famosa virgola fiorentina... un maremma maiala qualunque..
Non ci si deve mica fermar troppo sopra..
No, per niente...
Ti rincuora il fatto che capita a tutti... cioè, mica passano solo per te... eh..
E non è mal comune mezzo gaudio... no, no..
E' così che han deciso all'inizio.. e così va...
Per fortuna la primavera pare arrivata.. le mezze stagioni non esistono per davvero più... finite.. e io direi anche meno male perché son quelle mattinate che esci col piumino e incontri già le prime infradito controsenso... te lo levi la mattina dopo e fa meno 5..
Quindi, ben vengano anche i 3 goal del Toro... con sto fatto del gemellaggio pareva brutto finisse tanto a nulla quindi han fatto bene i nostri a smettere di giocare per quei venti minuti...
Che a dirla tutta io mi stavo annoiando... e lo sa bene Enzo che mi ha pure chiesto se volessi cambiare partita... e secondo me bisogna stare attenti a cosa si risponde perché al mio si il Toro pareva il Barcellona e la Fiorentina pareva la Fiorentina nonmigliorabile di Corvino...
Non ci resta che dire: meno male che c'è Romulo... ti rendi conto?..
E allora se Romulo diventa determinante è un pò per davvero come diceva il Benigni.. se Emilio Fede fa il direttore del tg4, cazzo.. io mica me la posso menare più di tanto... chissà se m'impegno che ti tiro fuori... basta crederci e non incontrare mai quello che ti apre gli occhi che a cascar per terra è un attimo...
Io intanto la bici me la ricompro... non si sa mai.. poi basta chiudere gli occhi e crederci..
E se mi vedrete filar via come un Girardengo con gli occhi lucidi, fidatevi di me.. è per il vento e la velocità... non smetterò mai di credere a quel che mi dicon cuore e stomaco...
Ale:"Ciao Avvocato (perché io lo chiamo avvocato.. nella pseudoformalità risulta persino simpatico).. processo?... (fingendo di cader dal pero)..."
Avv.:"si Ale, la paten.."
Ale:"(interrompendo con una risatina accennata, di quelle accompagnate da un respiro strascicato).. si Lorenzo, facevo lo gnorri, giusto per ruzzare... ho capito.. ricordo, avevo tre anni meno... Santa Giustizia!"
Era lunedì.. stavo ancora ripensando al 4-3 tanto mondiale quanto pazzo con il quale la mia Fiorentina aveva riasciugato un bucato che pareva da ripiegare, ma che si era mezzato in dieci minuti di pura follia...
Se chiudo gli occhi ho ancora bene bene davanti a me la paletta, l'Arno a destra e l'immediata sensazione di averlo preso nel culo che risale oramai a tre anni fa..
Non mi sento di poter dire che non sto nella pelle.. il 15 maggio arriverà.. son curioso di veder com'è realmente starsene in tribunale dalla parte del torto, consapevole che la condanna l'ho già presa, so come la pagherò e che tutto sommato adesso, ma solo adesso, posso anche dirmi fortunato se guardo a chi davvero in tribunale ci va per situazioni più difficili.. certo che resta la palese stortura che io la dentro non ci sarei dovuto finire per un amaro di troppo ma tant'è... vedo la bandiera a scacchi.. facciamoci pure l'ultimo giro e sorridiamo ai flash..
Sto nell'incertezza se partecipare o meno visto che l'Avv mi ha detto che posso pure non presenziare.. però mi spinge tanto la quasi certezza che io la dentro, (mi tocco le palle nel mentre) ma quando ci ricapito? insomma.. parlano di me o no? dei fatti miei? e allora sti cazzi, io la faccia ce la metto.. le voglio provare tutte le sensazioni... anche quella di esser trattato da delinquente...
Nel frattempo la quota quaranta si è avvicinata ed è stato proprio questo richiamo all'ordine che mi ha rifilato in mano, come una mattonata, il tempo che è passato da quel marzo duemila10.. perchè di fatto poi uno mica lo conta... lo vive.. esiston poi dei paletti che ti confermano che per davvero passa.. guardi avanti, cammini, a volte corri.. ti rilassi, ricominci a camminare... a zoppino talvolta, in bici (se non te la portan via)... poi c'è il rosso, aspetti il verde... e così via.. quotidianità.. poi ci son quelle mattine che fanno da spartiacque.. tipo la telefonata di cui sopra... come a dire: oh ciccio.. son passati tre anni.. così, giusto per gradire.. e te che fai, ti giri indietro, riguardi avanti, ti rigiri, boia.. tre anni.. vo-la-ti.. proprio da scandire... e con la bocca che si piega negli angoli verso il basso e lo sguardo che nella nuvoletta ha un'espressione sola, quella.. la famosa virgola fiorentina... un maremma maiala qualunque..
Non ci si deve mica fermar troppo sopra..
No, per niente...
Ti rincuora il fatto che capita a tutti... cioè, mica passano solo per te... eh..
E non è mal comune mezzo gaudio... no, no..
E' così che han deciso all'inizio.. e così va...
Per fortuna la primavera pare arrivata.. le mezze stagioni non esistono per davvero più... finite.. e io direi anche meno male perché son quelle mattinate che esci col piumino e incontri già le prime infradito controsenso... te lo levi la mattina dopo e fa meno 5..
Quindi, ben vengano anche i 3 goal del Toro... con sto fatto del gemellaggio pareva brutto finisse tanto a nulla quindi han fatto bene i nostri a smettere di giocare per quei venti minuti...
Che a dirla tutta io mi stavo annoiando... e lo sa bene Enzo che mi ha pure chiesto se volessi cambiare partita... e secondo me bisogna stare attenti a cosa si risponde perché al mio si il Toro pareva il Barcellona e la Fiorentina pareva la Fiorentina nonmigliorabile di Corvino...
Non ci resta che dire: meno male che c'è Romulo... ti rendi conto?..
E allora se Romulo diventa determinante è un pò per davvero come diceva il Benigni.. se Emilio Fede fa il direttore del tg4, cazzo.. io mica me la posso menare più di tanto... chissà se m'impegno che ti tiro fuori... basta crederci e non incontrare mai quello che ti apre gli occhi che a cascar per terra è un attimo...
Io intanto la bici me la ricompro... non si sa mai.. poi basta chiudere gli occhi e crederci..
E se mi vedrete filar via come un Girardengo con gli occhi lucidi, fidatevi di me.. è per il vento e la velocità... non smetterò mai di credere a quel che mi dicon cuore e stomaco...
giovedì 12 luglio 2012
e quindi uscii a riveder le stelle..
Esco che son quasi le sei del pomeriggio, affronto le scale con un passo poco deciso, quasi mi lascio scivolare su quei cinque gradini.. il sole è alto ma comincia a far cartella, mi fermo, chiudo gli occhi e le cicale friniscono in un loop che mentalmente mi trasferisce in una qualsiasi pineta del nostro litorale. manca solo il rumore delle onde del mare e la brezza tipica dell'estate.. il caldo no, quello c'è ed è pesante.. non so più se si tratti di Minosse, Lucifero o Caronte ma la differenza non la sento..
Un passo dopo l'altro ripercorro il vialetto alberato che mi riporta alla 307.. sarà che è metà luglio, sarà l'assenza pressoché totale di passi simili al mio, ma questo posto quasi mi piace, praticamente rinchiuso a San Salvi ma potrei rivendermi uno scatto dei miei occhi per una qualunque località balneare..
La leggerezza che mi accompagna alla macchina la conosco, è la stessa che provai il giorno del congedo dal servizio militare oppure quella che mi fece mettere in moto la vespina dopo l'esame orale alla maturità.. è una sensazione che si porta dietro uno strano sapore amaro..
Si parte per determinati percorsi con una rabbia e un desiderio di vendetta tali che non si ha la capacità di leggerli dall'alto vedendone la fine, si accumula sempre più amarezza e senso di ingiustizia, ognuno ben commisurato all'età in cui affrontiamo ciascuna di queste prove, che si arriva alla bandiera a scacchi sfiniti, consumati, privi di qualsiasi voglia di esultare e quindi leggeri come l'aria...
Avevo appuntamento alle 15:30 ma conoscendo l'ambientino da almeno un paio d'anni mi son presentato con quaranta minuti d'anticipo... ho fatto la stessa domanda delle altre quattro volte al solito tipo impettito che ci accoglie all'ingresso... c'è un copione del tutto immaginario che devo e voglio rispettare... l'aspetto scaramantico in certe occasioni la fa da padrona e se va bene la prima, hai già un binario sul quale muoverti altrimenti non ti perdoneresti neanche una smorfia mai fatta...
Il tipo, fisicità barcollante di Lurch e impostazione vocale di Igor di Ghostbuster, mi indica la solita sala d'aspetto, che adesso tanto mi ricorda il salone centrale di Ellis Island, stavolta non c'è da prendere alcun numerino... sarò chiamato dal dottore con il cognome... sorpreso della novità passo la porta e cerco con lo sguardo un posto a sedere... non siamo tanti e questo mi fa ben pensare... non faccio a tempo a sedermi che il brusio di sottofondo viene interrotto da una voce fuoricampo:"..la seconda volta mi trovarono la coca quindi come potevo..."... mi giro e mi ritrovo davanti il distillatore di ansia di San Luca Nuovo... vestito come se non si fosse mai più spogliato da quel lunedì, probabilmente con la divisa ufficiale per le visite importanti.. sorrido appena scuotendo la testa e scorro con lo sguardo le altre teste alla ricerca di qualche viso comune di questa mia gara della libertà alcolica..
Alle tre esatte mi chiamano, con ben mezz'ora d'anticipo che poi sconterò sul finale ovviamente, il dottorino mi fa strada, qualcuno sbuffa per questa improvvisa chiamata e io entro nello studio impostandomi in modalità bravo ragazzo quasi nerd che tanto aiuta e alimenta a dismisura l'ego praticamente nullo dello statale perennemente di rincorsa nel misurar forchette, vocali e consonanti di diversa misura...
Rileggo nuovamente le famose forchette della lavagna luminosa finchè i decimi me lo permettono e dopo probabilmente 5 minuti mi chiudo la porta dietro le spalle.. adesso ho l'attesa nel corridoio dei disperati.. quella lunga.. il corridoio è così stretto che se voglio allungare le gambe devo appoggiarle al muro che ho davanti.. l'omogeneità delle macchie nere che fa da base al muro di cartongesso mi fa capire che ne son passate di scarpe su quei muri... i posti a sedere sono sold out e qualcuno consuma l'attesa in piedi.. la chiama della commissione è lenta e tra un nome e l'altro passa talmente tanto tempo che ciascuno sarebbe in grado di sostenere una tesi.. la mia anzianità la dentro mi fa intuire le spine di questo pseudo servizio militare... ovviamente abbiamo anche il nonno della situazione, il cocainomane infatti ha radunato intorno a se una follettina di almeno cinque sciagurati ubriachi molesti alle prime armi col luogo e sta spiegando loro la dinamica di tutto il processo con la stessa cura di una guida turistica.. gli manca solo l'ombrellino con su scritto "gruppo piemonte", ovviamente non disdegna smorfie e sorrisi di chi la sa lunga e si cheta solo ogni volta che la porta della commissione si apre... l'attenzione del corridoino è totale, il brusio si annulla e gli occhi del tour operator de noantri palesano una tensione che non riesce a nascondere neanche con i novelli...
Dopo un paio d'ore è finalmente il mio turno.. entro stavolta col sorriso da prima comunione e la stessa accondiscendenza dei venditori del folletto... falso come un euro americano ascolto i due componenti della commissione con un po' di titubanza... nel corridoio d'attesa le variabili positive parlavano di massimo due anni di rinnovo e saperlo con anticipo mi toglieva la giusta adrenalina e la speranza inutile di qualcosa in più...
D:"allora Nannelli, qui abbiamo l'oculistica, l'anamnestico, l'emocromo e la relazione di San Salvi... c'è tutto direi.. e mi pare ottimo anche.."
D2:(interrompendo il collega, ma non il lavoro a pc, con lo sguardo fisso sul monitor)"ma benissimo signor Nannelli, che gioia.."
D:"beh.. (alzando lo sguardo e fissandolo nel mio) direi che adesso ha imparato come fare a non tornare più qui da noi, no?"
Io:"a memoria!"
D:"e allora mi raccomando se lo ricordi per i prossimi anni, (allungando la mano verso di me), spero di non rivederla più qui dentro, in bocca al lupo!"
Io:(stringendo la sua)"crepi, arrivederci.. anzi, buona serata va.."
Esco che fuori nel corridoino il tempo non sembra neanche passato.. la famosa leggerezza che stavo aspettando si sta accampando.. sento che mi si apre un sorrisino ebete sulla faccia e lo nascondo perché non mi pare carino nei confronti di chi sta partendo per questo viaggetto così poco simpatico...
La tensione è svanita.. ritrovo il ragazzo di Palazzolo sul Senio, pure lui LIBERO al San Luca Nuovo, la nostra attenzione adesso è rivolta al passaggio finale.. i famosi lavori socialmente utili.. ne parliamo tutti e due alla ricerca di conferme e ce le diamo man mano che la discussione prosegue..
Mi richiamano dalla stanzina dei congedi, l'ultima tappa di questo pomeriggio dedicato a Villa Fiorita..
Mi arriverà l'adesivino con la nuova scadenza direttamente a casa entro 60 giorni... "si ricordi di non perdere questo certificato che dovrà ripresentare tra dieci anni al rinnovo della patente".. a volte mi chiedo se è concepibile nel 2012 una burocrazia degna dell'epoca medioevale... esiste internet, un servizio di posta elettronica certificato e sono anni che compro biglietti aerei senza entrare in un'agenzia di viaggio... tutto questo mondo esterno, qua dentro, dev'esser totalmente sconosciuto.. chissà, magari qui ci dormono anche, sia mai venissero contaminati con la realtà di tutti i giorni...
Torno all'uscita, saluto l'emiliano.. la guida turistica se ne sta appoggiato al corrimano prima delle scale sul terrazzino, fuma nervosamente in attesa del suo risultato... vorrei salutarlo, ma evito, rimaniamo perfetti sconosciuti come lo siam stati fino ad adesso che è meglio...
Esco che son quasi le sei del pomeriggio, affronto le scale con un passo poco deciso, quasi mi lascio scivolare su quei cinque gradini..
La 307 mi guida sicura fino a casa.. sulla bolognese decido di tornare su via Trieste.. mi soffermo un attimo al cancellone d'ingresso del giardino dell'orticoltura... il duomo la in fondo mi ricorda quanto è bella Firenze.. stasera lo è ancor di più..
Un passo dopo l'altro ripercorro il vialetto alberato che mi riporta alla 307.. sarà che è metà luglio, sarà l'assenza pressoché totale di passi simili al mio, ma questo posto quasi mi piace, praticamente rinchiuso a San Salvi ma potrei rivendermi uno scatto dei miei occhi per una qualunque località balneare..
La leggerezza che mi accompagna alla macchina la conosco, è la stessa che provai il giorno del congedo dal servizio militare oppure quella che mi fece mettere in moto la vespina dopo l'esame orale alla maturità.. è una sensazione che si porta dietro uno strano sapore amaro..
Si parte per determinati percorsi con una rabbia e un desiderio di vendetta tali che non si ha la capacità di leggerli dall'alto vedendone la fine, si accumula sempre più amarezza e senso di ingiustizia, ognuno ben commisurato all'età in cui affrontiamo ciascuna di queste prove, che si arriva alla bandiera a scacchi sfiniti, consumati, privi di qualsiasi voglia di esultare e quindi leggeri come l'aria...
Avevo appuntamento alle 15:30 ma conoscendo l'ambientino da almeno un paio d'anni mi son presentato con quaranta minuti d'anticipo... ho fatto la stessa domanda delle altre quattro volte al solito tipo impettito che ci accoglie all'ingresso... c'è un copione del tutto immaginario che devo e voglio rispettare... l'aspetto scaramantico in certe occasioni la fa da padrona e se va bene la prima, hai già un binario sul quale muoverti altrimenti non ti perdoneresti neanche una smorfia mai fatta...
Il tipo, fisicità barcollante di Lurch e impostazione vocale di Igor di Ghostbuster, mi indica la solita sala d'aspetto, che adesso tanto mi ricorda il salone centrale di Ellis Island, stavolta non c'è da prendere alcun numerino... sarò chiamato dal dottore con il cognome... sorpreso della novità passo la porta e cerco con lo sguardo un posto a sedere... non siamo tanti e questo mi fa ben pensare... non faccio a tempo a sedermi che il brusio di sottofondo viene interrotto da una voce fuoricampo:"..la seconda volta mi trovarono la coca quindi come potevo..."... mi giro e mi ritrovo davanti il distillatore di ansia di San Luca Nuovo... vestito come se non si fosse mai più spogliato da quel lunedì, probabilmente con la divisa ufficiale per le visite importanti.. sorrido appena scuotendo la testa e scorro con lo sguardo le altre teste alla ricerca di qualche viso comune di questa mia gara della libertà alcolica..
Alle tre esatte mi chiamano, con ben mezz'ora d'anticipo che poi sconterò sul finale ovviamente, il dottorino mi fa strada, qualcuno sbuffa per questa improvvisa chiamata e io entro nello studio impostandomi in modalità bravo ragazzo quasi nerd che tanto aiuta e alimenta a dismisura l'ego praticamente nullo dello statale perennemente di rincorsa nel misurar forchette, vocali e consonanti di diversa misura...
Rileggo nuovamente le famose forchette della lavagna luminosa finchè i decimi me lo permettono e dopo probabilmente 5 minuti mi chiudo la porta dietro le spalle.. adesso ho l'attesa nel corridoio dei disperati.. quella lunga.. il corridoio è così stretto che se voglio allungare le gambe devo appoggiarle al muro che ho davanti.. l'omogeneità delle macchie nere che fa da base al muro di cartongesso mi fa capire che ne son passate di scarpe su quei muri... i posti a sedere sono sold out e qualcuno consuma l'attesa in piedi.. la chiama della commissione è lenta e tra un nome e l'altro passa talmente tanto tempo che ciascuno sarebbe in grado di sostenere una tesi.. la mia anzianità la dentro mi fa intuire le spine di questo pseudo servizio militare... ovviamente abbiamo anche il nonno della situazione, il cocainomane infatti ha radunato intorno a se una follettina di almeno cinque sciagurati ubriachi molesti alle prime armi col luogo e sta spiegando loro la dinamica di tutto il processo con la stessa cura di una guida turistica.. gli manca solo l'ombrellino con su scritto "gruppo piemonte", ovviamente non disdegna smorfie e sorrisi di chi la sa lunga e si cheta solo ogni volta che la porta della commissione si apre... l'attenzione del corridoino è totale, il brusio si annulla e gli occhi del tour operator de noantri palesano una tensione che non riesce a nascondere neanche con i novelli...
Dopo un paio d'ore è finalmente il mio turno.. entro stavolta col sorriso da prima comunione e la stessa accondiscendenza dei venditori del folletto... falso come un euro americano ascolto i due componenti della commissione con un po' di titubanza... nel corridoio d'attesa le variabili positive parlavano di massimo due anni di rinnovo e saperlo con anticipo mi toglieva la giusta adrenalina e la speranza inutile di qualcosa in più...
D:"allora Nannelli, qui abbiamo l'oculistica, l'anamnestico, l'emocromo e la relazione di San Salvi... c'è tutto direi.. e mi pare ottimo anche.."
D2:(interrompendo il collega, ma non il lavoro a pc, con lo sguardo fisso sul monitor)"ma benissimo signor Nannelli, che gioia.."
D:"beh.. (alzando lo sguardo e fissandolo nel mio) direi che adesso ha imparato come fare a non tornare più qui da noi, no?"
Io:"a memoria!"
D:"e allora mi raccomando se lo ricordi per i prossimi anni, (allungando la mano verso di me), spero di non rivederla più qui dentro, in bocca al lupo!"
Io:(stringendo la sua)"crepi, arrivederci.. anzi, buona serata va.."
Esco che fuori nel corridoino il tempo non sembra neanche passato.. la famosa leggerezza che stavo aspettando si sta accampando.. sento che mi si apre un sorrisino ebete sulla faccia e lo nascondo perché non mi pare carino nei confronti di chi sta partendo per questo viaggetto così poco simpatico...
La tensione è svanita.. ritrovo il ragazzo di Palazzolo sul Senio, pure lui LIBERO al San Luca Nuovo, la nostra attenzione adesso è rivolta al passaggio finale.. i famosi lavori socialmente utili.. ne parliamo tutti e due alla ricerca di conferme e ce le diamo man mano che la discussione prosegue..
Mi richiamano dalla stanzina dei congedi, l'ultima tappa di questo pomeriggio dedicato a Villa Fiorita..
Mi arriverà l'adesivino con la nuova scadenza direttamente a casa entro 60 giorni... "si ricordi di non perdere questo certificato che dovrà ripresentare tra dieci anni al rinnovo della patente".. a volte mi chiedo se è concepibile nel 2012 una burocrazia degna dell'epoca medioevale... esiste internet, un servizio di posta elettronica certificato e sono anni che compro biglietti aerei senza entrare in un'agenzia di viaggio... tutto questo mondo esterno, qua dentro, dev'esser totalmente sconosciuto.. chissà, magari qui ci dormono anche, sia mai venissero contaminati con la realtà di tutti i giorni...
Torno all'uscita, saluto l'emiliano.. la guida turistica se ne sta appoggiato al corrimano prima delle scale sul terrazzino, fuma nervosamente in attesa del suo risultato... vorrei salutarlo, ma evito, rimaniamo perfetti sconosciuti come lo siam stati fino ad adesso che è meglio...
Esco che son quasi le sei del pomeriggio, affronto le scale con un passo poco deciso, quasi mi lascio scivolare su quei cinque gradini..
La 307 mi guida sicura fino a casa.. sulla bolognese decido di tornare su via Trieste.. mi soffermo un attimo al cancellone d'ingresso del giardino dell'orticoltura... il duomo la in fondo mi ricorda quanto è bella Firenze.. stasera lo è ancor di più..
martedì 3 luglio 2012
Temporaneamente libero..

Il buon vecchio nannelli mi aspettava al caldo della sua Meriva già da una decina di minuti anche se un centinaio di metri più indietro rispetto al punto concordato, ho apprezzato l'impegno, venirmi a prendere fino a Piombino rientra tra le gesta proprie del bagaglio di un buon padre di famiglia... Tralasciando il fatto che io di anni ne ho quasi 38, mi piace pensare che certe azioni si ripetono da quando gattonavo senza star troppo a contare gli anni passati nel mezzo da allora ad oggi..Caronte a Piombino pare di casa così ci lasciamo il porto alle spalle e ci dirigiamo rapidi sull'Aurelia direzione Livorno.. Deviazione gastronomica a rubar tempoalle mie ferie e al centro di alcologia che mi aspetta per le tre di oggi pomeriggio.. I consigli della Lau ci parlano di ostriche, ma queste stanno a noi due come la Fiorentina di questo inizio di luglio sta a una squadra di calcio quindi rimescolo la memoria e ripesco un ristorantino adeguato all'occasione, di quelli che non si sprecano neppure troppo per la ricerca del nome, siamo in darsena proprio di fronte ai 4 mori perché non chiamarlo Ristorante Aragosta.. Spesso le più facili son le più riuscite.. Spesso ma non sempre.. Oggi siamo nello spesso..
La risatina della cameriera accompagna la comanda che sa tanto di happy meal, ma a pranzo col Nannelli senior soli io e lui non mi ci va d'impegnar troppo la mente ne lo stomaco quindi facciam largo a un'ottima e semplice fritturina di scampi e gamberetti, obbligatoriamente senza paranza che non c'ha mai fatto impazzire ben completata da due porzioni abbondanti di patatine altrettanto fritte.. I bambini son serviti, si può licenziare la balia.. Unica licenza da maggiorenni il bianco fermo del trentino.. Ovviamente a bagnar del pesce in darsena non potevam che chiedere un vino che il mar non l'ha mai neanche visto.Il pranzo scorre veloce riempiendo stomaco e testa con la stessa qualità.. Siamo già in FiPiLi e comincio a sperare che google maps non abbia troppa ragione quando mi indica Careggi a un'ora e 40 altrimenti rischio di mandare all'aria tutta la trasferta così comincio a intensificare il pressing sulla guida da bravo pensionato del Nannelli alternando comandi e consigli a rutti da gara a far evaporare le ultime stille di alcool trentino che rischio di portarmi al centro di alcologia... E non sarebbe propriamente la cosa giusta al posto giusto..Apro e controllo almeno sei volte la mitica cartellina blu che mi accompagna dall'inizio di questo percorso di redenzione alcolica e ogni volta mi riprometto di ricontrollarne il contenuto.. Arriviamo al mitico San Luca Nuovo che mancano cinque minuti alle tre.. Nannelli Senior batte Google Maps di almeno venti minuti.. Passo l'ingresso con la stessa camminata con cui entro in casa mia.. Oramai mi mancano solo le chiavi.. Pago il dazio alla infernale macchinetta rossa amaranto del maledetto ticket e mi avvio mesto alla stanza 15 che mancano una manciata di minuti al mio appuntamento.. Qualcosa che non torna è palese.. Ho cinque persone davanti e toccherebbe a me.. O io son in ritardo o loro sono troppo in anticipo.. Nessuna delle due ovviamente.. In ritardo son quelli che ci devon visitare.. Ma va..Dopo un'oretta passata in compagnia di due peruviani, un emiliano di mezza costa residente per due metri in provincia di Firenze nonostante debba fare quasi due ore di macchina e scalare gli Appennini per arrivare in città arriva colui che non manca mai da che devo fare i conti con la giustizia.. Il distillatore di ansia a ufo, nel senso che ti mette in moto solo ed esclusivamente ansia, pensieri e preoccupazioni senza neanche emettere scontrini o fatture.. Comincia a intervistare tutti e cinque i componenti la panchina di questa pseudo squadra di ubriachi molesti spacciando una non propriamente positiva esperienza in materia.. Un background del quale non andare così fieri, ma tant'è e nel giro di venti minuti aveva già pronunciato il futuro di ogni patente pericolante che è vicina allo scadere legata ora alla Gamma gt, ora a quel valore ora a quell'altro senza una precisa regola se non quella dell'ansia che cresce in tutti e cinque.. Unici tra l'altro ad aver le analisi in busta chiusa come da rigido regolamento previsto per questi spinosi casi di alcolismo, Lui no, lui aveva ricevuto dispensa papale e viaggiava con le analisi a bella vista, sottolineando smargiasso di non esser borderline con le gamma gt, ma di esser preoccupato per i globuli rossi.. "Ma stavolta almeno per tre mesi gliela devono per forza rinnovare.. Son sei anni che vengo qui, mica due volte..." Conto i miei di anni persi a cercare il bandolo della matassa e realizzo di essere solo a un terzo del campione del mondo di ansia con l'asta.. Mi si gela un attimino il sangue nelle vene ma l'incubo viene magicamente spezzato dalla porta della stanzina 15 che finalmente si apre..
Appare il redentore avvolto da un'aurea magica, misteriosa.. sospinto da una luce che si fa strada alle sue spalle.. La luce potente e purificatrice dell'acqua potabile, non rivolge le mani al cielo solo perché con queste trattiene avido la schindler list dei posseduti dall'alcool.. Schiarisce la voce e comincia una chiama che mi rimanda immediatamente agli anni in cui la coca cola era l'unica sregolatezza ammessa..Han da recuperare sugli appuntamenti quindi si comincia con l'accorpare buste di uno con la relazione di un altro.. Cedo nelle mani del divino le mie analisi e attendo il mio turno con il classico mal di stomaco che accompagna ogni verifica di questo mio personalissimo cammino di Santiago..Il bomber dell'ansia nel frattempo sfinisce infradito e mattonelle in una trincea che solo lui conosce.. Si riapre la porta del destino e il mio nome pare scandito dalle alte montagne in un coro tipico dell'alto Adige.. Il caldo comincia a farmi brutti scherzi, mi alzo mentre il bomber dell'ansia risponde alla stessa chiama porgendo le analisi con la destra, tentando contemporaneamente uno sfondamento da pseudo calciante facendo leva con la sinistra mantenendo gli occhi vitrei puntati verso il basso consapevole dell'inutilità del gesto.Entro nella culla del destino e mi accomodo di fronte a una simil dolce assistente che mi liquida con la stessa velocità con cui il primario aveva battezzato come folle il cocainomane dei sei anni passati a far analisi senza mai migliorare la propria posizione nei confronti della legge.Abbiam concordato in una unità il mio consumo medio settimanale di alcool rispetto ai tempi in cui abusavo incosciente e vengo registrato come LIBERO per il centro di alcologia di Careggi. Adesso la palla passa alla commissione di villa fiorita.. Di solito danno retta alla nostra relazione, mi dice l'assistente stringendomi la mano.. Quindi, esco da San Luca Nuovo LIBERO e consapevole di aver fatto il massimo per questa nuova libertà raggiunta faticosamente.. Se a San Salvi le danno retta altri 2 anni di patente non me li leva nessuno.. Gli step sono questi e Il sorriso mi si piega un po' verso il basso, ma non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta.. Riparto da Santa Maria Novella che sono le 19.00, a Pisa mi aspetta la coincidenza per Campiglia Marittima.. 5 minuti per trovar binario e treno e poi giù di nuovo ad aspettare il bussino blu che mi porterà fino a Piombino Marittima.. Finalmente alle 22:00 respiro di nuovo l'ariadi mare.. l'Elba è a un passo lungo un'oretta di traversata ma la giornata oramai è alle spalle.. Sono fisicamente perfetto, nessun valore borderline e attracco sulle coste elbane che son quasi tredici ore da che son partito..
martedì 29 maggio 2012
Il sig.Mannelli e la sua pena detentiva
da quel 27 marzo di due anni fa son passati esattamente 795 giorni..
A ripensarci adesso il mondo mi stava cascando addosso... anzi, mi era completamente crollato addosso e penso che mentre leggo il decreto penale che mi è stato recapitato mai sensazione fu più attuale.. qualcuno poco più a nord è morto sepolto per qualcosa in più di questa sensazione.. e chissà quanto avrebbe preferito sentirsi senza forze come mi son sentito io quel sabato sera là..
si dice che la vita va avanti, the show must go on.. ma se ripenso a tutto quel che mi circonda ce ne sarebbero pochi di show che meriterebbero di continuare.. a partire da quel teatrino malconcio che ogni domenica ci fa disperare dietro a undici fenomeni e una palla.. la vita su in Emilia dovrà ripartire anche senza le ultime quindici vittime, così e magari meglio di come è successo a L'Aquila qualche anno fa, così come accadde nel '66 dopo l'alluvione a Firenze.. così come dopo ogni altra tragedia che ha puntellato ben bene gli animi di quest'umanità che non trova mai pace, mai un equilibrio.. mai la capacità di mantenere quelle quote "più normali" tanto decantate dal buon Battiato..
La sensibilità è del tutto personale, soggettiva ed è il risultato, in continuo cambiamento, dell'esperienza quotidiana che la vita ti propone.. spesso quello che per me vale una lacrima per altri è abitudine e viceversa.. talvolta sorrido laddove ci sarebbe da restare impassibili.. cerco di non allinearmi al politically correct.. alle tristezze di facciata.. a quasi quarant'anni penso di saper gestire pancia e ragione.. non sempre ci riesco, ma mi impongo per lo meno di evitare facili qualunquismi.. il famoso circo delle ovvietà che si ripropone ogni morte in diretta tv, la globalizzazione dei sentimenti che c'ha reso campioni del mondo di copia-incolla dei sentimenti altrui (cit. personale).. riusciamo a retwittare persino le lacrime altrui perché l'ipocrisia è una brutta compagna e se non te ne accorgi ti inaridisce peggio che nel Sahara.. di conseguenza pare forzato ricordare un mondo che crolla quando poche ore fa ne è crollato uno facendo vittime.. non sensazioni..
Sono stato quindi ufficialmente condannato a 20gg di detenzione e duemila euro di multa...
il mio Ego resta perfettamente in equilibrio su una linea di confine che divide la straordinaria follia che ti fa sorridere quasi fiero per tali notifiche neanche un cavaliere di fronte al proprio Re (non so perché ma mi viene in mente Muttley che chiede la medaglia a Dick Dustardly) e la perplessità che scivola rapida verso la depressione pensando che come i peggiori delinquenti anche io adesso ho una pena da scontare...
Per fortuna non ho ammazzato nessuno e il tutto resta collocato nell'alveo della cosiddetta pecunia, quindi i miei 20gg da ergastolano vengono sostituiti dalla corrispondente pena pecuniaria, appunto, sulla base di un valore giornaliero "..tenuto conto della condizione economica complessiva dell'imputato.. " di euro 250,00 per ogni giorno..". E' immaginabile la mia prima espressione alla lettura del decreto da parte del mio avvocato.. (ebbene si, ho un MIO avvocato) l'imputato quindi è stato condannato alla pena di Euro 7,000 di ammenda.
Se mi guardo un attimo indietro.. giusto quei 795 giorni per ritrovarmi seduto sul ciglio del marciapiede con i due tutori della legge che mi parlavano per la prima volta in vita mia di tasso alcolemico, avvocato d'ufficio, sospensione della patente e tutto l'indotto di restrizioni che ne susseguono poi con un incremento di cattiveria che neanche il debito pubblico riesce a garantire, adesso.. solo adesso.. riesco a sorridere un pelino più sereno.. quel mondo che mi era crollato addosso sembra aver ripreso le sembianze rassicuranti di quella strada che ognuno comincia a fare da che muove i primi passi..
Il nuovo codice della strada mi permetterà di scontare la mia pena pecuniaria con una serie di giornate dedicate completamente agli altri.. quegli altri che non se la passano bene.. quegli altri ai quali il mondo è crollato e non son riusciti a ritrovare il modo per ritirare su niente.. probabilmente saranno giorni che non avrei mai affrontato di mia spontanea volontà quindi, adesso, dico ben vengano i lavori socialmente utili.. la fedina penale resterà limpida come prima.. e questi due anni li potrò raccontare magari bevendoci su un buon bicchiere di chianti.. tanto dopo non guido..
Mi concedo un copia-incolla di alta qualità alla faccia dei bei discorsini di cui sopra con un ultimo pensiero a chi stanotte non la passerà come le altre e a chi purtroppo non la passerà proprio:
"non si muore di terremoto o natura crudele. Si muore di condizioni lavorative disumane e case costruite in maniera criminale. Andrea Scanzi"
A ripensarci adesso il mondo mi stava cascando addosso... anzi, mi era completamente crollato addosso e penso che mentre leggo il decreto penale che mi è stato recapitato mai sensazione fu più attuale.. qualcuno poco più a nord è morto sepolto per qualcosa in più di questa sensazione.. e chissà quanto avrebbe preferito sentirsi senza forze come mi son sentito io quel sabato sera là..
si dice che la vita va avanti, the show must go on.. ma se ripenso a tutto quel che mi circonda ce ne sarebbero pochi di show che meriterebbero di continuare.. a partire da quel teatrino malconcio che ogni domenica ci fa disperare dietro a undici fenomeni e una palla.. la vita su in Emilia dovrà ripartire anche senza le ultime quindici vittime, così e magari meglio di come è successo a L'Aquila qualche anno fa, così come accadde nel '66 dopo l'alluvione a Firenze.. così come dopo ogni altra tragedia che ha puntellato ben bene gli animi di quest'umanità che non trova mai pace, mai un equilibrio.. mai la capacità di mantenere quelle quote "più normali" tanto decantate dal buon Battiato..
La sensibilità è del tutto personale, soggettiva ed è il risultato, in continuo cambiamento, dell'esperienza quotidiana che la vita ti propone.. spesso quello che per me vale una lacrima per altri è abitudine e viceversa.. talvolta sorrido laddove ci sarebbe da restare impassibili.. cerco di non allinearmi al politically correct.. alle tristezze di facciata.. a quasi quarant'anni penso di saper gestire pancia e ragione.. non sempre ci riesco, ma mi impongo per lo meno di evitare facili qualunquismi.. il famoso circo delle ovvietà che si ripropone ogni morte in diretta tv, la globalizzazione dei sentimenti che c'ha reso campioni del mondo di copia-incolla dei sentimenti altrui (cit. personale).. riusciamo a retwittare persino le lacrime altrui perché l'ipocrisia è una brutta compagna e se non te ne accorgi ti inaridisce peggio che nel Sahara.. di conseguenza pare forzato ricordare un mondo che crolla quando poche ore fa ne è crollato uno facendo vittime.. non sensazioni..
Sono stato quindi ufficialmente condannato a 20gg di detenzione e duemila euro di multa...
il mio Ego resta perfettamente in equilibrio su una linea di confine che divide la straordinaria follia che ti fa sorridere quasi fiero per tali notifiche neanche un cavaliere di fronte al proprio Re (non so perché ma mi viene in mente Muttley che chiede la medaglia a Dick Dustardly) e la perplessità che scivola rapida verso la depressione pensando che come i peggiori delinquenti anche io adesso ho una pena da scontare...
Per fortuna non ho ammazzato nessuno e il tutto resta collocato nell'alveo della cosiddetta pecunia, quindi i miei 20gg da ergastolano vengono sostituiti dalla corrispondente pena pecuniaria, appunto, sulla base di un valore giornaliero "..tenuto conto della condizione economica complessiva dell'imputato.. " di euro 250,00 per ogni giorno..". E' immaginabile la mia prima espressione alla lettura del decreto da parte del mio avvocato.. (ebbene si, ho un MIO avvocato) l'imputato quindi è stato condannato alla pena di Euro 7,000 di ammenda.
Se mi guardo un attimo indietro.. giusto quei 795 giorni per ritrovarmi seduto sul ciglio del marciapiede con i due tutori della legge che mi parlavano per la prima volta in vita mia di tasso alcolemico, avvocato d'ufficio, sospensione della patente e tutto l'indotto di restrizioni che ne susseguono poi con un incremento di cattiveria che neanche il debito pubblico riesce a garantire, adesso.. solo adesso.. riesco a sorridere un pelino più sereno.. quel mondo che mi era crollato addosso sembra aver ripreso le sembianze rassicuranti di quella strada che ognuno comincia a fare da che muove i primi passi..
Il nuovo codice della strada mi permetterà di scontare la mia pena pecuniaria con una serie di giornate dedicate completamente agli altri.. quegli altri che non se la passano bene.. quegli altri ai quali il mondo è crollato e non son riusciti a ritrovare il modo per ritirare su niente.. probabilmente saranno giorni che non avrei mai affrontato di mia spontanea volontà quindi, adesso, dico ben vengano i lavori socialmente utili.. la fedina penale resterà limpida come prima.. e questi due anni li potrò raccontare magari bevendoci su un buon bicchiere di chianti.. tanto dopo non guido..
Mi concedo un copia-incolla di alta qualità alla faccia dei bei discorsini di cui sopra con un ultimo pensiero a chi stanotte non la passerà come le altre e a chi purtroppo non la passerà proprio:
"non si muore di terremoto o natura crudele. Si muore di condizioni lavorative disumane e case costruite in maniera criminale. Andrea Scanzi"
venerdì 15 luglio 2011
a tra un anno..
Questo 14 luglio lo stavo aspettando come se fosse il primo giorno di chissà quale nuova avventura.. in realtà conoscevo per filo e per segno la qualità e lo spessore di ciascun secondo che avrei perso la dentro a partire dalle 16.00 in poi..
Mi son presentato a Villa Fiorita a dieci minuti dall'appuntamento con la mia solita cartellina blu.. quella dell'alcolizzato.. e l'alito che ancora sapeva di quel morellino di scansano che aveva appena due ore prima ben accompagnato la fiorentina del buon Burde.. ultimamente mi sento parecchio cicciaio.. ho bisogno di sangue.. e la fiorentina me ne offre a litri..
L'illusione che la produttività del posto si fosse inaspettatamente portata a livelli europei è durata l'attimo d'un rutto.. visita oculistica in trenta secondi netti, consegna della relazione del percorso appena terminato al centro alcologico di Careggi e via nuovamente a bagnomaria per un par d'ore in un corridoio che sapeva come sei mesi fa di stantio.. di tempo infinito.. di lancette inesistenti che fan finta di scorrere, che se le guardi sembran ferme e quando non le guardi tornano indietro.. inganno l'attesa ripassando righe e parole che credevo di sapere a memoria.. ogni tanto alzo a mezz'asta lo sguardo sui fortunati che son li dalle undici di stamani e sembrano sulla via della soluzione..
Tra un passaggio e l'altro mi sciroppo ogni personale esperienza di questa vicenda kafkiana che ci unisce tristemente per qualche grado in più.. sento parlare di migliaia di euro.. decine di migliaia e lo stomaco sembra rigirarsi da solo.. non so se è più la rabbia o lo scoramento per qualcosa che mi par di pagare oltre modo.. i rutti al morellino intanto diradano il ritmo e ritorno con lo sguardo alla mia cartellina blu..
Improvvisamente salta fuori da un cassetto della memoria la parola Bollettino.. immediatamente sbianco, sento il sudorino tipico di chi l'ha combinata grossa scivolarmi giù dalla fronte, infilarsi nel colletto della polo e raggiungere metà groppone con una rapidità che mi gela il sangue.. porca puttana non ho pagato i bollettini... porca troia non ho neanche la marca da bollo.. il fatto che stavolta era fondamentale la relazione di Careggi ha oscurato tutto l'indotto che regge questo meccanismo diabolico.. l'ancora di salvataggio ovviamente è sempre la mamma.. ricerco la rubrica mentre il pallore me lo sento ben visibile in fronte e la mia prima speranza adesso è: Fa che sia l'ultimo di tutta la giornata.. mantengo un certo equilibrio e mentre immagino l'incazzatura della santa donna le spiego quanto e cosa mi mancasse.. dedita ad ogni opera buona si fionda alle poste e mi recapita l'obolo previsto per questa organizzazione a delinquere che mancano dieci minuti alle 19.00..
Squilla bene nel corridoio il mio nome.. entro rasserenato e vengo liquidato in meno di tre minuti.. tre ore e mezzo per sentirmi dire: ok Nannelli, dodici mesi di patente come richiesto.., faccio fatica e esser contento.. non potrebbero girarsi un par di mail e farmi sapere il risultato senza perdere un pomeriggio intero seduto su una sediolina di legno appiccicato a un muro di un corridoio lungo venti metri largo uno e mezzo dove la concentrazione umana supera di gran lunga quella della Fiesole dei bei tempi? forse, in questa Italia qui è quel che ci si merita.. però poi s'incazzano pure se si parla male degli ambienti statali..
Esco che son stremato come se avessi fatto nuovamente la ristrutturazione di un mese fa.. come sfianca l'attesa quando non puoi ingannare il tempo..
Intanto il calciomercato della mia Fiorentina langue.. ed è un complimento, i miei eroi son partiti per Cortina con la metà della squadra di anno scorso portandosi dietro tal Romulo e il giovane Nastasic.. troppo poco per catturare l'attenzione che si meriterebbe la mia squadra.. questo passa il convento.. anzi, i Della Valle..
Evito di commentare la querelle Teotino-Antonio perchè cerco di fare il signore.. ma mi sento sempre più demoralizzato da una società che sta finendo per non rappresentarmi più.. ne me ne Firenze.. e dire che ci sarebbe voluto così poco.. nessuno ha mai chiesto lo scudetto.. siam romantici a Firenze.. ci s'accontenterebbe di chiarezza, trasparenza e attaccamento..
mercoledì 16 marzo 2011
interessante ma tardivo..

un mesetto fa..
Lei:"mi raccomando, si inizia alle 15 ma si presenti alla Piastra almeno un quarto d'ora prima che io chiudo e non entra più nessuno.."
oggi..
Lascio l'iper che sono da poco passate le due e un quarto, Careggi è qui dietro e non ci metto molto, poi passo da dietro, evito il traffico e parcheggio su al nuovo Meyer..
Al bivio che mi porta verso il Meyer sterzo dalla parte opposta, mi chiedo perchè devo regalare altri soldi visto che già ne pago e ne pagherò a suffic
ienza per quella famosa seratina di quasi un anno fa.. "sono residente in zona quindi parcheggio lungo la strada, entrerò dall'ingressino che rimane davanti al nuovo San Luca..".. ovviamente di posti liberi neanche l'0mbra ed è così che mi ritrovo su viale Pieraccini in direzione del Meyer con un ritardo accumulato sulla tabella prevista di circa dieci minuti..
Parcheggio e mi avvio verso questa famosa Pias
tra dei Servizi col passo spedito di chi sa che non è ammesso l'errore.. il ritardo non è contemplato e le conseguenze potranno essere gravissime.. non saprei quali, ma di conseguenze ne sto pagando anche troppe.. devo essere uno st
udente modello.. oltrepasso la porta scorrevole che manca il fatidico quarto d'ora.. sono in perfetto orario, mi faccio indicare l'aula riunioni, la vedo.. è chiusa.. immediatamente guardo l'orologio che resta proprio poco prima la porta: cinque minuti alle 15.. porca puttana.. mi son giocato il quarto d'ora dentro la porta girevole e non me ne son reso conto??
Fuoricampo:"io son qui dalle 14,00.. sei anche te per la lezione delle 15,00?"
mi giro e vedo un bastardo alcolizzato come me appoggiato alla parete, annuisco e conto sul fatto che per lo meno è arrivato parecchio prima
di me..
Nel giro di pochi minuti diventiamo 8 ubriachi molesti ma della docente neanche il rumore dei tacchi.. passate le ore 15,00 entriamo in aula seguiti dalla mitica con la quale fissai le tre tappe di questo percorso e dopo alcuni secondi persi per capire come poter accedere al pc e alla presentazione sulla quale avremmo poi passato le successive due ore mi rendo conto che probabilmente oggi da un anno a questa parte è la prima volta che spenderò il mio tempo in qualcosa di interessante..
Arriviamo alle 17.30 che non me ne accorgo neanche.. la tipa, infermiera, si è dimostrata capace, preparata e soprattutto coinvolgente.. mi tornano in mente tutti gli attimi precedenti il posto di blocco e quanto avrei potuto fare per evitare tutto quel che poi sto ancora pagando.. nella mia testa rimbalza comunque forte la sensazione che son state due ore formative, interessanti, ma arrivate troppo tardi.. dovrebbero essere propedeutiche alla patente.. non una conseguenza di una pura e semplice repressione.. perchè è questo che mi resta dentro, soldi, businness, interessi.. solo di contorno pesco qualche pomeriggio utile come questo.. il resto sono pene pecuniarie, multe, tribunali, ammende, punti tolti.. ho scoperto che l'eventuale arresto può essere commutato in pena pecuniaria da pena detentiva basta pagare l'equivalente del tempo previsto da recluso in euro.. solamente 250 euro ogni giorno previsto dal giudice.. altri soldi.. oppure pagare effettuando lavori socialmente utili.. sorrido un pò all'idea, anche perchè di esempi non ne ho sentiti, ma credo che sarà la mia scelta..
Esco dall'aula che il temporale non ha smesso di bagnare Firenze e tutti i suoi preparativi per i festeggiamenti di questi strani 150 anni di Repubblica.. che popolo assurdo l'italiano.. tutti a comprare bandiere dell'Italia solo perchè ce l'han detto, solo perchè ci lasciano a casa.. festa nazionale.. poi venerdì si volta pagina e s'aspetterà la prossima partita dell'Italia di Prandelli per sventolare nuovamente il tricolore.. mi avvio verso il gabbiotto del parcheggio con una consapevolezza diversa di quel che mi è capitato, ma l'amaro lo sento ancora.. e quello mi svanirà solo quando avrò messo la parola fine a questo percorso a ostacoli dove vinci solo se sei perfettamente in forma.. inserisco il tagliandino da 2,50 euro per aprire la sbarra.. mentre guido sono nuovamente consapevole che il prossimo luglio a condizione che le analisi siano perfette avrò solo un rinnovo annuale della patente e che tra due o tre, quando il sistema giudiziario italiano me lo permetterà affronterò un processo dove il giudice avrà la facoltà di sospendermi nuovamente la patente.. arrivo a casa che ho già perso tutto il buon'umore che questo pomeriggio formativo mi aveva fatto guadagnare.. e intanto vedo già qualche sciarpa viola.. stasera seratone al Franchi con la primavera che cercherà di rendere meno amara la stagione di quelli bravi..
mercoledì 16 febbraio 2011
Sig.Mannelli..
Appuntamento fissato per le 9.30, San Luca nuovo..
Ore 8.30..
Già mi aggiro per i viali di Careggi munito dell'oramai famosa cartellina blu trasparente acquistata quasi un anno fa, all'inizio del loop burocratico, nella fornitissima corsia accessori ufficio della coop di Piazza Leopoldo..
Passo sicuro il pronto soccorso e punto dritto verso quello che a botta sicura sarà San Luca Vecchio.. "Lì vicino ci troverai quello nuovo" mi ha detto il giornalaio davanti a Monna Tessa (sto diventando uno specialista delle ville ospedaliere!); scorgo un cartello che indica la mia meta, ma lo ignoro, preferisco andar per intuito.. mi ritrovo pochi minuti dopo a varcare l'ingresso.. SAN LUCA NUOVO.. suona bene, sa di organizzazione, modernità e velocità..
Trovo la stanza che mi hanno indicato e nessuno in coda.. mi siedo e la mezz'ora di anticipo mi fa ben sperare.. nel giro di dieci minuti mi si siede accanto una tipa, stessa documentazione, stessa ansia da prestazione, stessa faccia da alcolizzata cronica.. solo il colore della cartellina differisce.. il suo è un bianco trasparente.. intanto nessuno si è ancora affacciato dalla porta tanto ambita..
Ore 9,20..
Infermiera:"(uscendo dalla porta magica con un sorriso da pubblicità mentadent) buongiorno a tutti.. c'è qualcuno per la patente?"
Io:"(mentre guardo la mia vicina di sventura, che fa altrettanto con me, come in una partita di tennis alternando lo sguardo tra me e l'ebete della mentadent sorridente) io direi tutti e due.."
Inf.:(scurendosi immediatamente in volto) beh, allora prendo la lista.."
Io:(nella mia nuvoletta) ma che cazzo ce li date a fare gli appuntamenti.. per sport??..
L'ebete sorridente sparisce dietro la porta e riappare dopo dieci minuti, probabilmente la lista era ben archiviata.. oppure il foglio che riporta tra le mani è il risultato affannato di una corsa contro il tempo alla ricerca di appunti presi a caso su mille post-it andati persi per le ventate di riscaldamento che aumentano a dismisura la temperatura del rettilario che si apre dietro la porta..:"allora.. vediamo, alle nove c'è.. c'è.. uhm.. c'è.. (da notare la mezz'ora di ritardo neanche calcolata).. e legge il nome di una tipa seduta a fianco a me; poi mi guarda e mi fa (ammiccando col solito sorriso ebete e l'espressione di chi ha scoperto America e Acqua Calda in una botta sola): lei è Mannelli, delle 9.30, giusto?
Io:"Mannelli, certo.. Alessandro Mannelli.. con la Emme di Novara però.."
Apro bene i polmoni a bocca aperta, un pò per cercare la tranquillità che sto perdendo, un pò per l'allergia che oramai ha conquistato tutti i territori e punta dritto alla distruzione di tutte le armate del mio Impianto di respirazione oramai annualmente preso d'assalto.. e la tipa non mi degna neanche di attenzione.. mi da le spalle e sparisce nuovamente dentro il rettilario..
Ore 10.00..
Esce la madre di famiglia alcolizzata come me e la porta si richiude immediatamente..
Le imprecazioni che escono dalla sua bocca rasentano le mie dei primissimi secondi post rigore calciato in Ferrovia da Vieri contro i Rangers e nn capisco perchè ma le affermazioni le riconosco e le condivido..
Dieci minuti ancora e il sorriso ebete mi apre le porte del rettilario..
Inf.:"(portando il foglio con i risultati di villa fiorita a tre centimetri dall'occhio) allora.. Signor Mannelli, diamo un'occhiata a questi risultati.."
Io:"ehm.. Na.. Na, Nannelli.. con la Enne di Novara.. di Napoli.."
Inf.:"(considerandomi pari a zero)beh... i risultati delle GammaGT evidenziano un abuso di alcool da non sottovalutare Sig.Mannelli.."
Io:(oramai convinto di aver sbagliato cognome per quasi 37 anni).. guardi che io non tocco alcool da almeno un anno e non è che prima che mi fermassero viaggiassi col fiasco impagliato attaccato allo bocca.."
Inf.:(girandosi seccata verso di me) immagino sig. Mannelli, tenga conto che su questi risultati incide anche l'alimentazione.. oltre all'abuso di alcool..(riborda)"
Io:"ecco.. appunto, magari ci potrebbe essere qualcosa che influisce negativamente che non sappiamo ma che non si tratta evidentemente di alcool visto che l'ultimo dito l'ho bevuto per l'ultimo dell'anno.. e non mi pare abuso bere mezzo flute per festeggiare la fine dell'anno.."(intanto si faceva largo dentro di me l'attenzione alle risposte da dare, è noto che alcolisti e tossicodipendenti tendono a mentire e negare anche l'evidenza.. dovevo cercare di essere meno sicuro, meno convinto della mia reale innocenza altrimenti avrei ottenuto l'effetto contrario..)
Inf.:"(mi da le spalle girandosi verso il monitor e muovendo il mouse clicca sui vari campi mentre sulla parte bassa, poco sopra la barra degli strumenti una lente d'ingrandimento rendeva leggibili anche a quelli di San Luca Vecchio le mie generalità) allora, sig.Mannelli.. verifichiamo i suoi dati e fissiamo i vari appuntamenti..
Io:"(riesco ovviamente a leggere anche il numero di telefono di casa mia da circa tre metri nonostante sia scritto in arial 6): oltre al cognome ci sarebbe da modificare pure il telefono.. quello lo avevano i miei quando andavo alla Birago.. all'elementari.."
Inf."ecco.. quindi il nuovo numero di telefono è..?
Io:"..è intestato a Nannelli.. con la Enne di Novara ed è il.."
Inf."ok, sig. Mannelli.. modificato.."
Ci rinuncio ufficialmente e comincio a firmare una serie di consensi infiniti.. noto con un leggero ma amaro piacere che il protocollo standard è il primo di una serie.. diciamo quello inevitabile.. quello che ti spetta solo perchè ti han beccato, un pò come i tre giorni quando oltrepassi la triage del pronto soccorso.. tanto per rimanere in tema.. da oggi a metà giugno dovrò fare una serie di analisi del sangue, le solite che ho già fatto e che dovrò rifare per Villa Fiorita (mi chiedo se per caso non se le potrebbero semplicemente scambiare), una lezione teorica con tanto di test d'ingresso e test di uscita sull'articolo 186, un'altra visita d'idoneità alla guida e un colloquio.. il tutto alla modica cifra di 60 euro..
Ripenso a quel che mi disse Samu all'inizio della storiella.. in effetti adesso la sospensione mi pare quasi una passeggiata.. mi preoccupa molto di più questa nassa di burocrazia esasperata, tutta a carico mio, nella quale mi han fatto infilare.. un Franz Kafka col suo Processo.. incrocio le dita e ci sorrido su.. ma a volte è faticoso..
venerdì 14 gennaio 2011
83.. alle 16.30, forse..
..è un pò come quand'andavo a scuola io e le opportunità erano tre: promosso, bocciato o rimandato a settembre.. la visita finale, quella decisiva, quella dove ho presentato, come espressamente raccomandato, i risultati delle analisi in busta chiusa, era fissata per ieri alle 16.30 e ci son arrivato con la stessa ansia di quando in terza mi rimandarono a Tedesco, Italiano e Diritto.. un'estate intera a studiare per un'esame farsa che si risolse in poco più di un'ora..
Mi son presentato a Villa Fiorita a dieci alle quattro.. "magari mi fanno prima" ho pensato ingenuo.. non ero ansioso però soffrivo la tensione da esame nonostante fossi preparato alla grandissima.. non ho mai bevuto prima che mi fermassero i due simpatici amici delle forze dell'ordine e la sospensione è solo il risultato di una serata storta.. figuriamoci se non son stato ligio al dovere nei sei mesi di privazione della libertà che mi son stati inflitti, se ci penso forse ho bevuto una birra a metà agosto, un dito di spumante a fine settembre per il mio compleanno e un altro dito per l'ultimo dell'anno.. il resto è stata tanta acqua, coca cola come non avrei mai pensato e grazie all'Irene pure una mitica fanta.. l'abbinamento pizza-fanta mi mancava ancora..
Il fatto di esser però nelle mani di chi non ti conosce e sa di poter fare e disfare a proprio piacimento non può darti tranquillità.. dimostrare di essere onesti non è per niente facile..
Ore 15.50
Io:"Buonasera, sono Nannelli Alessandro.. ho appuntamento alle 16.30.."
Lui:"si, salve.. prenda pure il numerino e si accomodi nella sala di attesa.. aspetta pure (Lei-Tu, il passaggio era rapido e ingestito) il tuo turno, ti chiamano dall'altoparlante.."
Io:"scusi, ma l'appuntamento è alle 16.30.. cosa lo prendo a fare il numerino.."
Lui:"l'appuntamento è indicativo.. si da per evitare che vu veniate tutt'insieme la mattina presto.."
Io:"ah, già capisco.. perchè organizzare il caos quando lo si può aumentare (ma la parte finale della frase me la son detta dentro e basta).. ovvio.."
Senza perder tempo prendo il mio 83 e mi siedo in una sala piena di persone che stanno all'alcool come quelli del Parterre stanno alla Tdt.. dieci minuti di attesa e sento una vocina stridula: 41!.. "non male, ho solo quarantadue numeri prima di me..".. nel giro di quaranta minuti la prima illusione.. sento chiaro il mio numero e parto in quarta verso la stanza n.1.. cinque minuti dopo sono nuovamente a sedere, dovevo solo lasciare i risultati delle analisi..
Ore 18.00 quasi..
Esce un tipo in camice bianco che chiama in sequenza i numeri dall'80 all'84.. mi alzo e mi avvio verso il salvatore di bianco vestito che ci fa:"adesso aspettate qui in piedi che vi chiamo uno per volta..".. la macchina organizzativa mi stupisce sempre di più.. oramai è in moto e non si fermerà più.. era un diesel.. ovvio..
venti minuti più tardi entro nella stanza n.2
Lui:"si segga qui.."..(facendo cenno con la mano sulla sedia alla sua destra e poi sempre rivolgendo lo sguardo alle buste che due ore prima avevo lasciato alla tipa della stanza n.1 commenta a mezza voce): era la prima volta che la fermavano quindi metto una x qui..(usando solo il dito indice inseriva i dati nel pc che parevo io alla prima ora di dattilografia della mia vita) mi chiede un documento e finisce l'inserimento dati, poi senza guardarmi prende un telecomando di un mivar e accende la lavagna luminosa in fondo alla parete e mi chiede di leggere le varie forchette di diverse misure cliccando sul telecomando con una rapidità inaudita.. non ero preparato e a fine occhio destro accennavo quasi al fiatone post prima corsettina pre prova costume.. Quasi sbalordito, negativamente, mi guarda e prim'ancora di aprir bocca esclama:"ah, ma te porti gli occhiali!"(a fanculo il Lei ovviamente).. ho guardato dove fossero nascoste le telecamere perchè non volevo credere a una scenetta che poteva stare bene tra le prime venti di Smile di Gerry Scotti.. Ultimata la favoletta della visita agli occhi mi prega di accomodarmi nel corridoio di fronte alla porta e attendere sempre la chiamata del mio numero..
Ore 19.00
varco l'andito che mi porta alle stanze numero 3 e 4.. le ultime.. son quasi rasserenato, quando si vede l'arrivo si cerca di sprintare, l'ultimo sforzo.. mi ritrovo in un corridoino lungo una decina di metri e stretto due.. sulla destra accalcati i 42 che mi han sempre preceduto durante tutto il pomeriggio.. e quasi all'unisono sento gridare dalle stanze 3 e 4: numero 41, dalla prima, e ancora più forte: numero 56 dalla stanza 3.. attimo di panico.. se ogni stanza è propedeutica alla seguente non capisco come l'ultima possa essere più avanti nella chiama rispetto alla stanza 3.. la timidezza mista alla tensione mi blocca le parole, la tranquillità che traspare dagli altri 40 incodati prima di me mi rende ancora più instabilmente insicuro ma quando dalla stanza 4 sento forte e chiaro il numero 31 ho deposto le armi.. questa girata qua il percorso è a ostacoli.. la logica non è chiara, anzi.. è assente.. chiamano a caso!..
Dopo una mezz'oretta passata a rovinarmi lo stomaco grazie a un bimbetto poco più che ventenne, alla sua quarta giornata in tre anni per un livello alcolemico di poco inferiore ai 2.00 con la patente sospesa per un anno la prima volta sento chiamare il mio numero.. mi alzo di scatto dimenticandomi del mio compagno di sventure appena conosciuto.. entro facendo attenzione a non sbattere la porta, mi siedo con tranquillità senza però sembrare troppo sicuro, non voglio far trasparire la sicurezza che ho della mia più totale innocenza.. la commissione, l'ho imparato in queste ore, è rigida, inflessibile e non ammette alzate di testa e odia chi si contrappone, spietata piega i disobbedienti l'ordine inflitto con regole che non lasciano scampo e i più onesti li spedisce al confino.. rispondo ad ogni domanda con un sorriso che me lo sento addosso come un pantacollant..
Lui:"(leggendo i dati che aveva inserito nel pc il tipo dal camice bianco della stanza 2)..allora, signor Nannelli.. era la prima volta che la fermavano?"
Io:"(avrei voluto rispondere: ovviamente sorridendo, ma ho preferito mantenere un profilo neutro, ancora più che basso e con la voce di Luca Ward..)..si.. era la prima.. (accennando a un si con la testa, unico piccolo gesto di complice approvazione che mi son permesso).
Lui:"vedo che le analisi rientrano nei parametri, ma attenzione.. abbiamo le transaminasi un pelino mosse.."
Io:"(con il terrore che le transaminasi mosse equivalessero al cartellino rosso per un giocatore di calcio, imposto il viso sulla modalità esterrefatto, indignato e interessato mantenendo il timbro Ward).. ecco, ecco.. capisco (in realtà non stavo capendo un cazzo e mantenevo sospeso il capisco in attesa di un feedback che non sarebbe mai arrivato)..
Lui:"beh.. considerando il tutto potremmo rinnovarle la patente per i prossimi..(gira la testa verso il collega in cerca di un numero a caso da potermi proporre/imporre e al cenno di assenso del collega) 6 mesi.."
Io:"(ancora in completa assenza neuronale sorrido contento alla stregua di quando prendevo 6 senza aver studiato) certo.. ok, va bene (va bene un cazzo.. se le analisi vanno bene puttana eva, questo pensavo in realtà)..
Lui:"..e visto che è la prima volta che ci vediamo (guardandomi bene negli occhi, accompagnando il sonoro con un sorriso che partiva dai suoi di occhi) direi anche di farmi un bel percorso standard..
Io:"(oramai in piena crisi d'identità e con la voglia di scappare di la dentro).. ovvio.. perchè no.. di cosa si tratta?
Lui:"ah, beh.. questo glielo spiegheranno quando sarà il suo turno per la stanza numero 4.. adesso la devo salutare.."
Io:".. è evidente, (contemporaneamente, giusto per ribadirmi la totale inutilità delle parole che potevano uscire dalla mia bocca lo sentivo chiamare il numero 84) è evidente.. c'è ancora la 4.. sennò che ci starebbe a fare.. arrivederci.. (ma avrei potuto anche sentirmi dire brutto figlio di puttana di un alcolizzato di merda.. e la mia risposta sarebbe stata sempre quella.. oramai ero diventato una gomma pane..)..
Esco dalla stanza numero 3 provato più che alla campestre della terza media all'ippodromo Le Mulina alle Cascine.. mi avvio verso la 4 considerando quelli che avevo davanti persone inutili che non stavano certo facendo la fila.. vengo fermato sulla porta dal grido sempre più netto e chiaro che invitava il numero 72 all'interno.. se non altro mancavano dieci minuti alle 20.00 e solo undici numeri al mio..
La serata l'ho passata scolandomi una pinta di Coca Cola alla pizzeria O'Munaciello in pieno centro storico.. chissà se Corey aveva una benchè minima idea del pomeriggio che avevo passato.. lei che si era sciroppata mezz'europa con le Cirque du Soleil e prima di darmi buca a Parigi era passata a trovarci per poi tornare a Tampa, in Florida.. dai nostri parenti ammerigani.. altro che Villa Fiorita e San Salvi..
venerdì 17 dicembre 2010
intanto fuori nevica..
Forse per la fretta o per la posizione scomoda fatto sta che quel 17.12 ore 9.45 appuntato sul foglio della prenotazione ai primi di settembre non mi convinceva troppo e l'ho trasformato in 9.15 per pura cautela.. mi son presentato al punto giallo con i leggerissimi 160 euro e poi mi son addentrato verso medicina legale come se entrassi direttamente in un palazzo di giustizia senza la certezza di poterne uscire in un tempo breve e definito.. sul portone la scritta per prelievi e ritiri suonare sembrava un ammonimento imperativo e dopo aver aspettato inutilmente una qualsiasi risposta son entrato pensando: si comincia di nulla..

finite le due rampe di scale mi affaccio all'oblò che mi divide dalla prima faccia che incontro.. cerco tutti gli incartamenti accuratamente catalogati, li faccio scivolare sotto la vetrata e mi sento rispondere che forse è meglio passare di là dall'acquario per riempire i moduli di accettazione e ingresso.. in soldoni faccio io il lavoro suo.. riporto i miei dati anagrafici e quanto serve e mi rimetto a sedere su alcune panche in legno che mi rimandano alla sala d'attesa della stazione ferroviaria di SanMommè, paesino sperduto sulle colline pistoiesi con un pendolarismo e un traffico ferroviario vicino allo zero, solita solitudine, stessa aria fredda e desolante.. dieci minuti scarsi di attesa e un'altra faccia mi fa cenno di seguirla.. i lunghi corridoi di questo stabile di non so quanti anni fa mettono un pò di tristezza a me che ci son di passaggio e penso a chi come la tipa che mi precede ci lavora e ci lavorerà ancora.. la porta che mi si apre davanti mi presenta un bagnettino con tanto di carrello porta provette.. mi spiega la quantità esatta che dovrò fare indicandomi con il dito l'altezza giusta.. ingenuo aspetto che esca, mi da le spalle e comincia a lavorare qualcosa sul carrello.. accenno qualcosa simile a un lamento per attirare la sua attenzione, girandosi mi guarda stupita e mi dice che posso anche farla.. sorrido sperando ancora di trovarlo tra i boxer visto che il freddo e la presenza non calcolata sento che me lo hanno improvvisamente ridotto ai minimi termini.. è stata la pisciata più faticosa della mia vita.. mantenendo le spalle le porgo la provetta con la sinistra allargando il braccio all'indietro e le chiedo se la misura è quella richiesta, maledico me stesso e il litro e mezzo che mi son bevuto stamani e per una non ben precisa regola sulla gestione dei muscoli e dei movimenti rischio di fare altrettanto con la destra con l'altra "provetta", quella color pelle.. finito d'innaffiare reinserisco il tutto al calduccio dei boxer e firmo il mio risultato oramai già sigillato.. la seconda fase mi ha visto a torso nudo mani in alto con la tipa intenta a una doppia e rapida rasatura a secco delle ascelle.. ho temuto per un attimo che l'eventuale ricerca di peli si concentrasse altrove.. molto più in basso..

Ringrazio e saluto l'improvvisata estetista e mi accomodo in un'altra saletta d'attesa dove avrei passato la restante mezz'ora per la visitina breve del dottore..
Dopo circa quaranta minuti arriva un tizio, giaccone ben chiuso fino al bavero e mani sigillate nelle tasche.. mi guarda e mi dice: avanti il primo.. mi dico che essendo l'unico posso considerarmi il primo e entro nello studiolo di fronte..
Credo non mi abbia mai guardato in faccia.. pareva d'essere a lascia o raddoppia, mi mancava solo di avere le cuffie ben salde e un orologio che scandiva il tempo restante per la prossima domanda.. soprattutto lui mi ha dato la leggera impressione che non avesse tutta quella voglia di starsene li davanti a me.. nella sostanza dei fatti non son mai stato buttato fuori dal posto di lavoro per ubriachezza molesta.. sono nato dove sono nato trentasei anni fa e lavoro in quel posto.. mi chiede le ennesime mille firme e poi alza per la prima volta lo sguardo e mi dice: grazie, mi mandi il prossimo.. cioè nessuno..
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