

fatti due conti.. ho dedicato la metà dei miei anni a lei.. senza mai tradirla.. qualche puntata precedente.. sporadica.. insieme ai più grandi.. poi impossibile resisterle.. dal 1990 al suo fianco..
senza mai abbandonarla.. mai.. nella gioia e nel dolore.. nelle avversità.. contro le avversità.. anche quando per voleri superiori.. senza colpe.. c'han negato persino nome e storia per almeno due anni..
riuscendo ad apprezzare piccole gioie.. enormi per noi.. come l'abituale trasferta europea a Perugia durante il campionato 89-90, con l'allora Comunale in preparazione Mondiali, le due partite storiche con Atletico e Werder Brema.. senza dimenticare Sochaux e Auxerre.. cancellando dalla memoria la finale di Avellino.. ricordando l'ultima di Baggio a Firenze in maglia viola contro l'Atalanta.. quando vincemmo 4-1 salvandoci sul fil di lana, con un autogol del nostro Prandelli.. sperando in un nuovo ciclo quando un Batistuta semisconosciuto approdò a Firenze per l'amichevole contro la sua ex squadra del Boca Juniors dove giocava pure quel Latorre che sembrava dovesse diventare meglio di Maradona..
per non parlare della semifinale dell'ultima Coppa Coppe, col Barca persa in casa due a zero.. mi torna ancora alla mente lo zitti tutti del Bati al pareggio al Nou Camp nella partita d'andata.. ci siam rifatti col Trap pochi anni dopo.. nella nuova ed elegante Champions League quando la nostra compagine affrontò e regolò spesso squadroni del calibro di Arsenal, Manchester United, Bordeaux, Barcellona, Valencia e Aek Stoccolma.. 
l'idea di dovermi alzare alle sette e mezzo anche stamani non mi allettava poi tanto, ma l'altra idea di non doverlo fare per le prossime sette mattine mi ha regalato una spinta dal letto che non me la ricordavo più.. sono arrivato sotto casa dei miei con quattro pastine appena sfornate mentre il mi zio e i miei già caricavano il furgone con quel che rimaneva dell'armadio di camerina.. dopo svariati tentativi e calcoli la Lau ha trovato gl'incastri giusti per riarredare la camera e la mansarda di Sesto.. la levataccia domenicale era giustificata dal fatto che di li a poco il sole avrebbe cotto pastasciutte e sciolto i marciapiedi.. nella fase uno, quella del caricamento furgone, lo zio ha visto bene di aprirsi una cosidetta fica in testa co
n una violenta capocciata nello stipite delle due porte del mezzo.. la crocerossina che vive ancora dentro mia madre ha provveduto continuamente nel corso della mattinata all'operazione primo pronto soccorso.. la fase due, montaggio dell'armadio, ha provocato una sudata del terzetto epocale.. la camera da letto pareva un forno e solo la lieve ventilazione proveniente dalla finestra non ha reso l'operazione impossibile.. la fase tre, il rientro verso casa, ha visto la famiglia nannelli riunita intorno a una tavola come poche volte nell'ultimo anno.. la panzanella appena fatta sapeva d'estate al pari del lampadario che girava sulle nostre teste insieme al ventilatore.. i vari infradito e le mezze maniche.. la tenda tirata in terrazza e il niente alla tv.. l'acqua con i cubetti di ghiaccio per noi e senza per il mi babbo che poi sennò sta male.. la macedonia della mamma e lo sbraco della pausa caffè.. son tornato indietro di anni.. di estati intere passate in attesa di andare tutti al campeggio.. estati lunghe interminabili che svanivano immediatamente con la vista del mare.. il pomeriggio ha fatto la sua parte immergendo le nostre memorie in una serie interminabili di ricordi.. foto, diari, lettere, scritte, poster, audiocassette e biglietti, ricordi di viaggi e compagnie, fotogrammi in bianco e nero che si accavallavano tra di loro coprendo quasi un quarto di secolo in pochi secondi.. a chiosare il tutto una borsa nuova nuova per il sottoscritto, regalo della mia unica uauina alla quale scopro sempre più spesso di voler un bene che non ha necessità di continue e invadenti dimostrazioni.. basta una domenica così, passata sudando tra ante e cassette, tra vecchi ricordi e scatoloni chiusi da vent'anni..
E' freddo stasera, avevano previsto acqua ma al momento è il vento a farla da padrona.. la mise è la medesima di sempre.. camicina color deserto, maniche arrotolate e sguardo spavaldo verso questa tanto attesa domenica.. un imprevisto ha bloccato Marchino che domani sarà assente per meglio salutare chi da tempo ormai la vita faceva solo soffrire e anche se a malincuore sarà un giovane Gioia a prendere il suo posto.. So che nel cuore un piccolo combattimento c'è stato, ma in questi casi son le parole ha far da cornice a una bella persona che conosce e sa ben rispettare le priorità che la vita ci mette davanti.. la partita dell'anno può aspettare.. può passare benissimo in secondo piano.. di queste ce ne saranno ancora.. un abbraccio stretto a questo cuore viola diretto verso il suo Abruzzo e i suoi cari.. il mi cugino dalla sua non si è fatto pregare e domani mi aspetterà a mezzogiorno in zona Gavinana.. il sonno fa capolino, ma l'agitazione lo respinge nonostante gli occhi siano a mezz'asta.. passo rapido per lo stretto di Piazza Dalmazia diretto verso casa dei miei per il canonico cambio di titolarità e l'occhio destro registra uno sporto conosciuto.. le origini del Nilo credo.. o qualcosa con arabeggianti richiami.. salgo su dai miei mentre la testa e lo stomaco elaborano rapidamente il gusto di un buon Kebab.. l'acquolina mi riempie la bocca.. detto fatto e son già riparcheggiato sul marciapiede del piccolo localino immigrato qualche mese fa sulle sponde del terzolle.. divoro il panino abbinando il gusto dolcemente speziato ad una fresca coca cola.. è un pò come mangiare il lampredotto bevendoci dietro una birra moretti.. ho mischiato l'eroe col terrorista insomma.. il talebano con l'americano.. chissà, magari al primo sorso che bagnava il primo morso qualcuno si è pure rigirato nella tomba.. ma tant'è.. si chiama globalizzazione.. pago, saluto e mi rimetto in sella.. oramai è buoi.. entro in casa e in tre secondi sono in boxer, le due donne che mi accompagnano la vita son distanti qualche superstrada in là verso il tirreno.. accendo la tv che son le undici passate e mi ritrovo davanti una pellicola storica che vidi, controvoglia, la prima volta grazie al vecchio Nanne mentre in sala giocavo, smanettando con violenza inaudita il Joystick durante una qualche olimpiade estiva caricata con estrema cura dal mio commodore 64.. mi sembra un buon finale di serata e sognando una fuga simile ai due protagonisti verso un incredibile terzo posto vi regalo un assaggino di quest cult..
Jake & Elwood Blues.. comicità assurda, demenziale, cast meraviglioso, colonna sonora fantastica.. ancora mi chiedo se al mondo esista qualcuno che non abbia visto quest'opera cinematografica dei mitici anni 80..